Una panchina sul mare, l?omaggio di Procida al ?ristoratore operaio?
Il Mattino

Una panchina sul mare, l?omaggio di Procida al ?ristoratore operaio?

Lunedì 9 marzo 2026
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Una panchina affacciata sul mare e rivolta verso il luogo di una vita intera. È da qui che Procida ha scelto di ricordare Renato Iovine, storico imprenditore dell?isola scomparso...

Una panchina affacciata sul mare e rivolta verso il luogo di una vita intera. È da qui che Procida ha scelto di ricordare Renato Iovine, storico imprenditore dell’isola scomparso prematuramente lo scorso dicembre a soli 55 anni. A tre mesi dalla sua morte, familiari, amici e tanti cittadini si sono ritrovati alla Marina Chiaiolella, proprio davanti all’Hotel Ristorante Crescenzo, per scoprire una panchina dedicata alla sua memoria. Un gesto semplice ma carico di significato, pensato per lasciare un segno visibile e duraturo nel luogo che più di ogni altro ha rappresentato la sua vita.

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La panchina è stata collocata proprio di fronte all’attività di famiglia, dove Iovine ha lavorato per decenni con dedizione e presenza costante. Sulle sedute sono state posizionate tre mattonelle e al centro campeggia una frase che racchiude il senso dell’omaggio e il legame profondo con quel tratto di costa: «Il tuo sguardo resta qui, tra il tuo lavoro e la libertà del mare, racchiuso nel campo della pazienza che tanto hai coltivato». Un luogo dove fermarsi, sedersi, restare qualche minuto in silenzio e lasciare che il ricordo continui a vivere tra le abitudini quotidiane della Chiaiolella. Non è un caso che la panchina sia stata pensata con una doppia seduta: una rivolta verso il ristorante, simbolo di passione, sacrificio e lavoro; l’altra verso il mare, che da sempre accompagna la vita dell’isola.

Il riconoscimento 

L’iniziativa è nata spontaneamente dagli amici di Renato Iovine, dal bisogno di dare forma a una mancanza che nei mesi successivi alla sua scomparsa è rimasta forte e condivisa. Quel dolore non è rimasto confinato a una cerchia ristretta, ma si è trasformato in un sentimento collettivo che ha coinvolto l’intera comunità procidana, presente numerosa al momento della commemorazione.

Renato Iovine è morto l’11 dicembre 2025 al termine di una malattia. Il giorno successivo, il 12 dicembre, avrebbe dovuto ricevere alla Camera di Commercio di Napoli un riconoscimento per la sua attività imprenditoriale. Un attestato che l’ente ha comunque deciso di consegnare ai figli Paola e Antonio, sottolineando come l’impegno e il valore di un imprenditore non si esauriscano con la sua scomparsa ma continuino a vivere nell’esempio lasciato alle nuove generazioni.

La storia 

La storia dell’Hotel Ristorante Crescenzo affonda le sue radici negli anni Sessanta, in coincidenza con la costruzione del ponte di Vivara. Fu allora che Ilario Iovine, originario di Ischia, insieme alla moglie Vincenza Ambrosino iniziò ad accogliere e ospitare gli operai impegnati nei lavori dell’acquedotto che avrebbe portato l’acqua potabile fino al Castello Aragonese e all’isola d’Ischia. Da quella intuizione nacque un’attività destinata a diventare nel tempo uno dei punti di riferimento della ristorazione procidana. La famiglia era numerosa: nove figli, con Franco il maggiore e Renato il più giovane. Per decenni proprio loro due hanno rappresentato la spina dorsale dell’azienda di famiglia, portando avanti con impegno e visione il lavoro iniziato dai genitori.

Dopo la scomparsa di Franco nel 2020, Renato aveva continuato a custodire e sviluppare quella tradizione che per molti sull’isola è stata una vera e propria scuola di ristorazione. Non a caso il Crescenzo viene spesso definito una sorta di «nave scuola» per tanti lavoratori che negli anni hanno mosso qui i primi passi per poi diventare imprenditori nel settore. A molti di loro Renato Iovine ha trasmesso passione, dedizione e amore per un mestiere fatto di sacrificio ma anche di accoglienza. Davanti al ristorante che racconta la storia della sua famiglia e della sua vita, la comunità procidana ha scelto di fermarsi per ricordarlo. Una panchina, tra il lavoro di sempre e l’orizzonte del mare, continuerà a custodire quel legame. Un segno discreto ma concreto, perché la memoria, a volte, ha bisogno anche di un posto dove sedersi.

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