Agguato di camorra ad Arzano, dietro c?è il racket di Pasqua: vertice in Prefettura
Il Mattino

Agguato di camorra ad Arzano, dietro c?è il racket di Pasqua: vertice in Prefettura

Lunedì 9 marzo 2026
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C?è una chiara dead line dietro la nuova emergenza criminale che si è abbattuta nell?area metropolitana. Uno spartiacque cronologico, una sorta di giro di boa: la...

C’è una chiara dead line dietro la nuova emergenza criminale che si è abbattuta nell’area metropolitana. Uno spartiacque cronologico, una sorta di giro di boa: la scadenza delle rate del racket, particolarmente sentite in un territorio in cui le piccole attività imprenditoriali sono spesso infiltrate da soldi sporchi. Pasqua, si sa, è una scadenza importante per chi va nei cantieri a raccogliere il pizzo; per chi controlla società di consulenza e di intermediazione finanziaria e immobiliare. Uno spartiacque che è alla base di quanto sta accadendo in un pezzo di area metropolitana napoletana: sabato di sangue e paura tra Marano e Arzano, con due omicidi plateali nel giro di poche ore, due raid consumati davanti a passanti e auto incolonnate nel traffico.

APPROFONDIMENTI Guerra di camorra spari tra la follaArzano, agguato di camorraMarano, agguato di camorra in strada: ucciso in pieno giorno Castrese Palumbo, affiliato al clan Nuvoletta

Stesso clima di tensione a Torre Annunziata, dove sabato mattina una banda di giovanissimi ha seminato terrore in pieno centro. Siamo in via Roma, quando viene consumato un agguato fortunatamente fallito. Anche qui spari tra la folla. Nessun soggetto coinvolto, ma gesto plateale, di quelli destinati a far ripiombare il comune oplontino in un passato mai del tutto archiviato. Quindi, due omicidi e un agguato fallito in poche ore, mentre sono ancora in corso le indagini sull’omicidio di Salvatore De Marco, messo a segno in via Figurelle a San Giovanni a Teduccio, a pochi passi dalla scuola Vittorino da Feltre, sempre con le stesse dinamiche e tempistiche: killer nel traffico, a mezzogiorno, sotto gli occhi della parte operosa della periferia orientale. Ce n’è abbastanza per studiare le contromosse.

 

Il summit

Oggi un vertice in Prefettura. Si punta a rafforzare controlli, in un piano di contrasto al crimine organizzato già rodato da tempo. Ovvio che nessuno potrà mai impedire agguati estemporanei e plateali come quelli messi a segno due giorni fa. Restiamo ai fatti. Marano, siamo tra via Svizzera e Corso Europa, omicidio del 79enne CastresePalumbo. Ritenuto vicino al clan Nuvoletta, era stato scarcerato nel 2019, la sua presenza era comunque considerata centrale negli equilibri malavitosi del comune alle porte di Napoli. Vicino alla vecchia guardia dei Nuvoletta, in una zona dove sono due le fonti di guadagno per i clan sono macchine rodate: droga, riciclaggio, racket sulle attività edilizie. Prima di Pasqua è stato messo a segno un agguato finalizzato a chiarire le idee a tutti. Ucciso il 79enne, i soldi del pizzo devono andare in una sola direzione. Stop alle generazioni del passato, gli affari criminali hanno una nuova guida. Inchiesta condotta dal pm anticamorra Cristina Curatoli, sotto il coordinamento del procuratore aggiunto Sergio Ferrigno, domenica intensa per rivedere il primo materiale informativo a disposizione dei carabinieri della compagnia di castello di cisterna.

Cocaina 

Scenario chiaro anche per quanto riguarda il delitto di Arzano. È sabato sera in via Mazzini, quando viene ucciso il 49enne Armando Lupoli, soggetto ritenuto vicino alla galassia degli Amato Pagano, gli ormai ex scissionisti che scatenarono la faida di Scampia 22 anni fa. Colpito a morte davanti alla moglie, rimasta miracolosamente illesa. I coniugi erano all’interno di un’auto, sono stati affiancati da due killer in sella a una moto, il raid si è consumato in due momenti: i primi colpi, poi il tentativo di Lupoli di scappare, di seminare i due aggressori con una accelerata improvvisa; un tentativo fallito, perché i killer hanno avuto gioco facile ad affiancare l’auto e a fare di nuovo fuoco. Sotto choc la donna, mentre si cercano tracce nei sistemi di videosorveglianza impiantati nei comuni alle porte di Napoli. Nella sua abitazione i carabinieri hanno trovato delle armi, verifiche in corso.

La reazione 

Martedì scorso il procuratore di NapoliNicola Gratteri, all’indomani dell’omicidio di Salvatore De Marco a San Giovanni a Teduccio: «Sappiamo che le persone per bene restano spaventate da un delitto consumato in pieno giorno, ma voglio anche dire che lo Stato sta mettendo in campo tutti gli strumenti possibili. Gran parte degli omicidi sono risolti sotto il profilo investigativo». Intanto però sull’asse Napoli-Roma si punta ad intensificare l’uso di impianti di videosorveglianza per monitorare meglio pezzi di periferia e di area metropolitana.

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