«Le donne hanno dato molto alla Repubblica, ma l'equilibrio non è ancora alla pari»: il messaggio di Mattarella per l'8 marzo
Il Mattino

«Le donne hanno dato molto alla Repubblica, ma l'equilibrio non è ancora alla pari»: il messaggio di Mattarella per l'8 marzo

Lunedì 9 marzo 2026
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«La Repubblica ha dato molto alle donne. Le donne hanno dato molto alla Repubblica. E l'equilibrio non è ancora alla pari». Lo ha detto il presidente della Repubblica,...

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«La Repubblica ha dato molto alle donne. Le donne hanno dato molto alla Repubblica. E l'equilibrio non è ancora alla pari». Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando al Quirinale celebrando la «Giornata Internazionale della Donna» nell'anno che celebra gli 80 anni della Repubblica e del voto alle donne che per il Presidente fu «un'autentica rivoluzione». 

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Mattarella e l'8 marzo

Mattarella ha sottolineato la necessità di valorizzare il talento delle donne, senza costringerle «ad assumere comportamenti maschili», e di enfatizzare il loro ruolo abbattendo gli ostacoli che tuttora ne limitano le potenzialità: il divario salariale, la scarsa presenza nei ruoli apicali delle aziende, la violenza di genere, la conciliazione tra vita e lavoro. 

Il voto alle donne

Il voto alle donne nel 1946 fu «un'autentica rivoluzione, che poneva fine a una secolare storia di discriminazione e di emarginazione e segnava l'inizio di una nuova stagione, dove responsabilità, opportunità, diritti valevano per donne e uomini, finalmente su un piano di totale parità.

Il loro ruolo protagonista le donne lo avevano testimoniato sempre e lo avevano ribadito sostenendo la società e l'economia italiana durante i penosi anni dei due conflitti mondiali, prendendo anche parte attiva alla Liberazione, come staffette partigiane, come attiviste, come combattenti», ha sottolineato il presidente della Repubblica.

Le parole del presidente

«Quante risorse, quanti talenti abbiamo perduto nel corso dei tempi passati. Le istituzioni hanno offerto e offrono un esempio - ha proseguito - Ma la questione non riguarda singole figure di eccellenza. La sfida riguarda milioni di donne, lavoratrici, professioniste, madri di famiglia. Il percorso potrà dirsi concluso soltanto quando non si chiederà più alle donne di assumere, nei diversi ambiti della società, modelli di comportamento maschili per vedere riconosciute il proprio ruolo, le proprie capacità e qualità. Finché questo non avverrà, continuerà a esserci una perdita di valori e di opportunità per l'intera società italiana».

Il lavoro femminile

«Una società che investe nelle donne diventa oltre che più equa, più forte, più innovativa, più dinamica - sottolinea ancora - Tutti i fattori indicano che l'economia cresce con il lavoro femminile e con esso cresce la qualità complessiva della vita. Promuovere politiche che favoriscano l'inclusione, la formazione, la leadership femminile, sostenere la maternità senza penalizzazioni di carriera, sono fattori fondamentali per il futuro della nostra Italia».

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