È allarme per i prodotti del Sud: le aziende temono la speculazione
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L’impennata dei prezzi dei carburanti e dei fertilizzanti sta mettendo a dura prova l’agroalimentare Made in Italy e per quanto riguarda i prodotti come l’ortofrutta fresca e trasformata ad alto rischio è la produzione del Mezzogiorno. E ieri un grido d’allarme è stato lanciato da Coldiretti e Filiera Italia per il settore della cosiddetta IV gamma che rappresenta una formula evoluta dell’ortofrutta e che ha nel Sud, e in particolare nella Campania, un bacino produttivo di elezione.
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Nella provincia di Salerno infatti vengono coltivati oltre 7mila ettari (un altro polo è quello di Caserta) e molte produzioni dell’area alimentano le “buste” del Nord Italia. Un’attività caratterizzata da ricerca, marketing e sostenibilità e che rappresenta, come ha sottolineato il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, una grande opportunità per il Mezzogiorno, «volano economico straordinario», ma che ora è in difficoltà.
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Le due organizzazioni hanno presentato “Unione Quarta Gamma”, Associazione di Organizzazioni di Produttori (agricoltori, industrie di trasformazione e Gdo) che aggrega oltre il 60% del mercato della produzione agricola italiana destinata alle insalate in busta, con il preciso obiettivo di guidare la ripresa di un settore particolarmente colpito dalla pandemia prima e dalla guerra in Ucraina poi.
La speculazione
Ora a pesare non è solo l’impatto della guerra in Iran e del blocco dei traffici navali nello strategico stretto di Hormuz, ma anche e soprattutto la speculazione. È vero che il petrolio è schizzato a 100 dollari al barile, ma è altrettanto vero che i rialzi sono partiti due giorni dopo l’inizio del conflitto in Medio Oriente. Una tempistica sospetta che ha spinto Coldiretti a presentare un esposto alla Procura della Repubblica e alla Guardia di Finanza. L’iniziativa, firmata dal presidente Ettore Prandini e dal segretario generale Vincenzo Gesmundo, nasce dall’analisi dell’andamento anomalo dei prezzi del gasolio agricolo agevolato passato nel giro di circa una settimana da 0,85 euro al litro fino a valori che in alcuni casi raggiungono 1,25 euro, con picchi segnalati soprattutto in Sicilia e Puglia.
Nello stesso periodo - fa notare l’organizzazione agricola - il prezzo del diesel per autotrazione in Italia ha registrato un aumento molto più contenuto, tra i 18 e i 19 centesimi al litro, a fronte dell’incremento fino a 45 centesimi per il carburante agricolo. Da qui il sospetto che a infiammare i costi sia una manina guidata da speculatori. Un trend che - ha spiegato Gesmundo - ha di fatto bruciato il miliardo di agevolazioni al gasolio che l’Italia, unico Paese dell’Unione europea, riconosce ai suoi agricoltori. Il gasolio è un elemento strategico per produrre la materia prima da imbustare spesso realizzata in serra e che va irrigata e raccolta.
Ma anche i processi di trasformazione sono avanzati e altamente energivori. Occorre poi ricordare che a infiammare i prezzi c’è anche il costo del trasporto che per quasi il 90% dei prodotti alimentari avviene su gomma con un effetto valanga sui costi delle imprese e sulla spesa dei consumatori. Insomma la IV gamma come simbolo di un’agricoltura in affanno per fattori esogeni. D’altra parte si tratta di una fetta di made in Italy rilevante tenendo conto che il valore al consumo è di 1,3 miliardi e tallona quello della pasta, altro settore a traino meridionale.
Il governo
Una risposta a stretto giro è arrivata dal ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, che ha ribadito l’impegno del Governo a colpire i fenomeni speculativi: «A mio avviso - ha sottolineato - la speculazione è un crimine rispetto al settore produttivo, specie in fasi delicate della storia come quelle che viviamo». Il ministro ha anche lanciato un appello all’unità come del Paese così anche delle filiere agroalimentari che devono garantire - ha detto - valore a tutti i protagonisti. Solo così il mondo produttivo può diventare più competitivo creando valore aggiunto, offrendo servizi e prodotti di altissima qualità e garantendo remunerazione equa all’interno della filiera. Un’unità che rende più facile affrontare le criticità e soprattutto arginare le speculazioni. «In un mondo che si divide - ha detto Prandini - noi ci uniamo».
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Dall’agricoltura strategica quanto l’energia un messaggio di speranza. Il Governo, da parte sua, sta sostenendo il settore con risorse e interventi come la “Carta Dedicata a te” che oltre al welfare offre benefici anche ai produttori agricoli poiché la spesa è indirizzata al made in Italy, comprese le Indicazioni di origine e la IV gamma. E ora l’esecutivo scende in campo per verificare che nessuno approfitti del momento per penalizzare l’intero Paese.