Metro a Napoli, entro un anno pronte altre tre stazioni: periferia nord più vicina
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Un salto nel futuro l’abbattimento dell’ultimo diaframma della galleria della stazione Di Vittorio della Linea 1, la tratta in carico ad Eav cioè alla Regione. E anche un esperimento che vede in sinergia la Regione e il Comune sul fronte del trasporto pubblico su ferro. Una primizia, un cambio di passo nei rapporti tra i due enti arrivato con l’elezione di Roberto Fico a Presidente della Regione.
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Che infatti è sceso giù al cantiere con il sindaco Gaetano Manfredi e all’amministratore di Eav Umberto De Gregorio. Un clima nuovo che potrebbe portare a una accelerazione anche per l’utilizzo dei treni da mettere sui binari. Nella sostanza si dovrebbe porre fine alla querelle sul “se utilizzare quelli della Regione o di Palazzo San Giacomo”, che sono uguali, per assicurarsi la primogenitura della nuova tratta.
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Stappare il diaframma della stazione Di Vittorio - con la metro regionale che ha iniziato i lavori da Piscinola e quella comunale dal lato opposto - ha portato comunque due notizie buone per gli utenti. La prima è che il cosiddetto “anello” si chiuderà entro il 2028. Vale a dire che il Comune deve scavare ancora settecento metri di tunnel a partire dalla stazione Aeroporto - già pronta - per collegarla con Di Vittorio. A quel punto chi proviene da Piscinola per andare all’aeroporto impiegherà 7 minuti.
Ma bisognerà aspettare - giusto sottolinearlo - ancora due anni. La seconda notizia, altrettanto buona è che però sono pronte tre nuove stazioni: «Miano, Secondigliano e Regina Margherita. Che metteremo in esercizio tra la fine di quest’anno e l’inizio di quello nuovo» racconta De Gregorio. Con queste nuove stazioni l’area nord si avvicinerà molto al centro della città. Da Piscinola si potrà raggiungere il capoluogo in 20 minuti. Certo da Secondigliano si dovrà andare a Piscinola poi cambiare treno e prendere quello della Linea 1 per arrivare in centro. Se poi si riuscisse a fare un passante - in attesa della chiusura dell’anello - non si dovrebbe nemmeno più fare questo cambio.
La certezza è che tra un anno Secondigliano sarà collegata con il centro della città. Del resto, chi è sceso ieri nel cantiere, si è potuto rendere conto che la stazione Secondigliano ha già i binari a terra. Quello che è destinato a cambiare è il concetto stesso di periferia perché si accorceranno le distanze sia fisiche che culturale tra le due Napoli. Con il nuovo clima - questo trapela da Eav - sarà più semplice trovare un accordo su quali treni utilizzare e come accelerare al massimo i lavori. A partire dai 700 metri di galleria da scavare ancora. Parola a Fico: «Confermiamo di volere un trasporto pubblico sempre più innovativo, adeguato, veloce, sempre migliore a Napoli e nella nostra città metropolitana».
Tocca al sindaco spiegare come stanno le cose e anche la questione dei lavori. Inclusa la navetta che collegherà la stazione Aeroporto al resto della linea 1. «Entro la metà del 2027 - racconta Manfredi - la stazione di Capodichino sarà aperta. Il tema importante è come gestire l’esercizio misto tra i treni che arrivano da Aversa e quelli dell’Anm che porteremo qui e che hanno un’alta frequenza e sono quelli che i cittadini vogliono. L’obiettivo è che tra la fine dell’anno prossimo e gli inizi del 2028 possano arrivare proprio i treni della metropolitana, senza cambio, portando qui il capolinea». Un messaggio nemmeno tanto velato alla Regione.
Lo sprint
Con l’apertura delle tre stazioni, cantieri che valgono mezzo miliardo, cambia - in meglio - la vita di almeno 200mila persone. «Nel tratto compreso tra Piscinola e Di Vittorio sono previste quattro nuove stazioni: Miano, Secondigliano, Regina Margherita, Di Vittorio. Le nuove fermate consentiranno di migliorare significativamente l’accessibilità dei quartieri dell’area nord della città, caratterizzati da una forte densità abitativa e da una domanda di mobilità particolarmente elevata» si legge nel “bugiardino” dato ai giornalisti.
C’è dunque sostanza: «La frequenza dei treni sarà ogni 8 minuti». La nuova infrastruttura servirà un bacino di oltre 180mila residenti, considerando le sole popolazioni della Settima e dell’Ottava Municipalità. La realtà è che ne usufruiranno anche tutti gli utenti della Linea Arcobaleno che proviene da Aversa, altro bacino di utenza di centinaia di miglia di persone. La metro contribuirà, naturalmente, ad abbattere l’utilizzo delle auto e quindi al miglioramento dell’aria.
Di Vittorio
La Stazione Di Vittorio resta centrale non è un caso che si a situata a ridosso di viale Maddalena. E farà da anello di congiunzione con il resto della Linea 1. E come sempre accade dove c’è la fermata della metropolitana arriva anche la riqualificazione del territorio, con nuovi spazi urbani e percorsi pedonali.