Ragazzino ucciso nella faida di Napoli Est: assolti dopo 28 anni il boss e il presunto killer
La sua unica ?colpa? era quella di avere una parentela scomoda. Il tribunale della camorra aveva deciso che pur di colpire il vero obiettivo, il fratello, sarebbe stata pronta a tutto....
La sua unica “colpa” era quella di avere una parentela scomoda. Il tribunale della camorra aveva deciso che pur di colpire il vero obiettivo, il fratello, sarebbe stata pronta a tutto. Anche ad assassinare un ragazzino di appena 14 anni. Dopo quasi trent’anni di indagini e processi, i responsabili dell’omicidio di Giovanni Gargiulo, adolescente di San Giovanni a Teduccio ucciso nel pieno della faida tra i clan Cuccaro e Formicola, restano senza un volto.
Questa mattina i giudici della quarta sezione della corte di assise di appello di Napoli, chiamati a un nuovo pronunciamento dopo il recente annullamento della Cassazione, hanno assolto per non aver commesso il fatto il ras Andrea Andolfi e Vincenzo Amodio. Entrambi erano stati condannati a 30 anni di carcere. Pene spazzate però via dal verdetto di questa mattina.
A non convincere sono stati soprattutto i collaboratori di giustizia che sembravano, almeno fino ad oggi, aver fatto luce sulla gerri ante vicenda. Contraddizioni evidenziate nel nuovo processo di appello dal collegio difensivo completo dagli avvocati Leopoldo Perone, Michele Basile, Giuseppe Milazzo e Danilo De Cecco.
La vittima, 14 anni appena, fu uccisa nel lontano 1998 in quanto fratello di uno dei killer dei Formicola. Giovanni Gargiulo, stando a quanto emerso dalle indagini culminate negli arresti del 2015, sarebbe stato eliminato però per diversi motivi, secondo la legge dei clan, uno di questi era che suo fratello Costantino aveva partecipato all’omicidio di Salvatore Cuccaro. Suo fratello era affiliato al clan Formicola di San Giovanni a Teduccio. Non tutti i collaboratori hanno però fornito indicazioni convergenti in merito al reale movente. Da qui le assoluzioni maturate oggi in corte di assise di appello.