Mojtaba Khamenei, che fine ha fatto? Ipotesi che sia «gravemente ferito». Giallo sulla salute della nuova Guida Suprema
Il Mattino

Mojtaba Khamenei, che fine ha fatto? Ipotesi che sia «gravemente ferito». Giallo sulla salute della nuova Guida Suprema

Martedì 10 marzo 2026
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Un?eredità in un Iran sotto assedio. L'ascesa di Mojtaba Khamenei al soglio di Guida Suprema della Repubblica Islamica non è iniziata con un bagno di folla, ma nel silenzio...

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Un’eredità in un Iran sotto assedio. L'ascesa di Mojtaba Khamenei al soglio di Guida Suprema della Repubblica Islamica non è iniziata con un bagno di folla, ma nel silenzio di un bunker e tra le macerie di un apparato di potere decapitato. A pesare sul cinquantasettenne figlio dell’ayatollah Ali Khamenei non è solo il il fragilissimo equlibrio interno o l’ostilità americana, ma un’incognita fisica che potrebbe minare il suo mandato prima ancora che abbia inizio: l’ipotesi che sia rimasto gravemente ferito nel raid che ha ucciso suo padre.

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Il mistero sulle condizioni di salute

Le indiscrezioni si rincorrono nei corridoi del Pentagono.

Interpellato sullo stato di salute della nuova Guida, il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha scelto la via della prudenza strategica: «È qualcosa che non posso commentare al momento», ha dichiarato, lasciando però spazio a un monito severo. Per Hegseth, il nuovo leader farebbe bene a «prestare ascolto» alle parole della Casa Bianca, rinunciando definitivamente alle ambizioni nucleari. L’ipotesi che Mojtaba sia stato colpito nel medesimo attacco israelo-americano dello scorso 28 febbraio – costato la vita al padre, alla moglie e a uno dei figli – spiegherebbe la natura frammentaria delle notizie sulla sua prima apparizione e la gestione febbrile della successione.

L’ombra di Trump e l’operazione «Epic Fury»

Donald Trump, dal canto suo, non nasconde il suo scetticismo, se non un’aperta ostilità. Commentando gli esiti dell'operazione Epic Fury, definita «oltre le aspettative», il Presidente ha gelato le speranze di stabilizzazione del regime: «Non sono contento di questa scelta, non so se durerà», ha riferito a Fox News. Secondo fonti del Wall Street Journal, Trump avrebbe già fatto intendere ai suoi consiglieri di essere pronto ad avallare l’eliminazione della nuova Guida qualora non dimostrasse un’immediata disponibilità a piegarsi alle richieste di Washington.

L’elezione di Mojtaba, avvenuta domenica scorsa per mano di un’Assemblea degli Esperti decimata e divisa, segna una svolta dinastica che spacca il clero sciita. Se i Pasdaran e le milizie dell’Asse della Resistenza (Hezbollah e Houthi in testa) hanno subito giurato fedeltà al nuovo leader, una parte dei saggi di Qom contesta la legittimità di una nomina avvenuta senza il pieno rispetto delle procedure e della giurisprudenza islamica. L'ayatollah Mohsen Heidari ha ammesso che diversi membri dell'Assemblea non sono stati nemmeno informati della convocazione, sollevando dubbi sulla reale compattezza del regime. Schiacciato tra la minaccia esistenziale di Israele – che tramite il ministro Gideon Sa'ar ha inviato un sinistro «aspettate e vedrete» – e la pressione massima della nuova amministrazione Usa, Mojtaba si ritrova a gestire una teocrazia che sembra lottare per la propria sopravvivenza biologica, prima ancora che politica.

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