Napoli, la Federico II presenta il nuovo processore a 64 qubit del computer quantistico ?Partenope?
Il Mattino

Napoli, la Federico II presenta il nuovo processore a 64 qubit del computer quantistico ?Partenope?

Martedì 10 marzo 2026
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In una nota l'università Federico II spiega che «dopo l?inaugurazione nella primavera del 2024, ?Partenope?, il primo computer quantistico pubblico italiano...

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In una nota l'università Federico II spiega che «dopo l’inaugurazione nella primavera del 2024, “Partenope”, il primo computer quantistico pubblico italiano basato su tecnologia superconduttiva, punta oggi a raggiungere territori inesplorati della computazione quantistica grazie all’installazione di un processore più potente, portando il computo complessivo dei qubit a disposizione del sistema dai 25 iniziali a 64».

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«Il Calcolatore, realizzato dal gruppo di Tecnologie Quantistiche Superconduttive dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e finanziato dall’ICSC – Centro Nazionale di Ricerca in HPC, Big Data e Quantum Computing, si appresta così ad entrare in una nuova fase operativa che renderà possibile effettuare ulteriori passi verso la scalabilità e la maturità delle tecnologie per il calcolo quantistico, mettendo a disposizione di ricercatori e aziende una piattaforma per lo sviluppo, implementazione e abilitazione di algoritmi e applicazioni sempre più performanti e la formazione di competenze qualificate» spiega l'ateneo. 

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«Il potenziamento di “Partenope” rappresenta una nuova tappa nel percorso che sta rafforzando l’ecosistema italiano della ricerca, rendendolo sempre più competitivo. È la dimostrazione concreta che gli investimenti del PNRR, previsti dal MUR, stanno producendo risultati tangibili: stiamo dotando il sistema paese di competenze, infrastrutture e risorse strategiche per sostenere l’innovazione e accelerare lo sviluppo e la diffusione delle tecnologie quantistiche», sottolinea il Ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini.

La Federico II spiega ancora: «Grazie all’aumento del numero di qubit, “Partenope” non solo potenzierà le capacità del laboratorio in cui è ospitato, il Quantum Computing Center dell’Università Federico II di Napoli, rendendolo uno dei centri più competitivi in Europa e nel mondo, ma consentirà di svolgere una ricerca di frontiera, esplorando l’integrazione con piattaforme hardware alternative per il calcolo sia classico che quantistico e soluzioni innovative in grado di rendere il calcolo quantistico tollerante agli errori (Fault-tolerant quantum Computing), aspetto essenziale ai fini della scalabilità e della diffusione su larga scala di questa tecnologia». 

«Più qubit fisici sono disponibili, più è potenzialmente facile raggiungere livelli di tolleranza agli errori per il calcolo, un’esigenza reale sia della comunità scientifica che del mondo industriale - spiega Francesco Tafuri, docente dell’Università Federico II di Napoli e responsabile del centro di computazione quantistica superconduttiva - Il nuovo processore a 64 qubit di “Partenope” permetterà inoltre di implementare algoritmi sempre più complessi e in una soluzione multinodale di calcolo parallelo. Realizzato dall’azienda Quantware, il processore rappresenta certamente la punta di diamante di “Partenope”, la cui realizzazione, gestione e utilizzo rimangono tuttavia il frutto del Know-how acquisito dal gruppo di tecnologie quantistiche superconduttive dell’Università Federico II e di un approccio alle attività di ricerca aperto a collaborazioni distribuite in Europa e in Italia su tutti i componenti del complesso sistema».

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