Piano di rientro, Schillaci tende la mano a Fico: «Avanti con il dialogo»
Passi in avanti verso l?uscita dal piano di rientro della Regione Campania. «L?interlocuzione con il presidente Roberto Fico è ottima», ha detto ieri il ministro...
Passi in avanti verso l’uscita dal piano di rientro della Regione Campania. «L’interlocuzione con il presidente Roberto Fico è ottima», ha detto ieri il ministro della Salute Orazio Schillaci. Non si sbilancia sui tempi il titolare del dicastero della Salute. Ma di certo conferma un cambio di scenario netto.
APPROFONDIMENTI | Controlli e leggi sulla Terra dei FuochiLa morte di Domenico CaliendoCampania, Fico
Si passa dalla lotta verbale e a colpi di carte bollate con il precedente governo regionale guidato da Vincenzo De Luca a un clima di rispetto istituzionale. E anche la vicenda giudiziaria, con la vittoria al Tar della Regione e l’annuncio di un ricorso al Consiglio di Stato da parte del Ministero, è ormai alle spalle. L’intenzione è quella di arrivare al traguardo con l’interlocuzione politica.
Ospedale Monaldi, Fico non si sbilancia, sull’ipotesi commissario: «Continuità assistenziale»
Il piano di rientro
«Ci siamo visti più di una volta con il presidente Fico, stiamo lavorando in quella direzione», ha detto il ministro parlando a margine dell’incontro “L’evoluzione digitale al servizio del paziente” che si è tenuto ieri negli spazi di Kineton, società di ingegneria avanzata nel cuore di Napoli Est, a cui ha partecipato anche il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. Sul piano di rientro sono stati già due gli incontri a Roma tra Fico e Schillaci: il primo il 23 dicembre e l’altro il 17 febbraio. In tutti e due i casi nessuno si è sbilanciato sui tempi di uscita, ma da parte di tutti si è registrato ottimismo. Bene ricordare da dove si parte: ad agosto 2025 al tavolo ministeriale la Regione si presentò convinta di avere le carte in regola: conti in ordine dal 2013 e sufficienza nelle materie Lea. Il ministero della Salute eccepisce valori ancora troppo bassi negli screening oncologici e nelle cure per anziani over 75 anni non autosufficienti assistiti nelle Rsa. Palazzo Santa Lucia fa ricorso al Tar che a novembre dà ragione alla Regione. Ma ora la stagione dei ricorsi sembra un ricordo. Si va avanti con il dialogo tra le parti. Una modalità di azione che aveva auspicato, tra gli altri, anche il presidente del Consiglio regionale Massimiliano Manfredi che al Mattino disse: «Fico ha parlato di sinergie istituzionali, spero che si proceda così utilizzando il valore della politica e non le aule di tribunale». D’altronde è l’intera sanità campana a sperare che la strada del dialogo possa produrre risultati in tempi brevi: uscire dal piano di rientro significherebbe superare vincoli e tetti di spesa per il personale e per le attività di cura che durano da quasi venti anni e che oggi bloccano investimenti per la crescita dell’intera macchina assistenziale.
Da parte di Schillaci è arrivato anche un invito, che suona quasi come un incoraggiamento, a Fico sulle liste d’attesa: «Mi aspetto il cambio di passo e sono certo che ci sarà». Sul tema da parte di Fico c’è già stata una prima mossa: cambia la cabina di regia. La novità principale è che escono dalla struttura i direttori generali delle Asl e degli ospedali. L’obiettivo è chiaro: superare la coincidenza tra controllori e controllati.
Piano di rientro, Fico punta sul dialogo con il ministero
I nodi
Altri punti su cui si concentrerà l’azione politica della Regione in campo sanitario, come più volte spiegato da Fico, sono il potenziamento della medicina territoriale e della telemedicina. Temi trattati anche ieri nell’appuntamento, moderato da Piero Marrazzo e organizzato da Kineton, a cui hanno partecipato anche Paolo Poletti (cofondatore del Centro di ricerca Human Ai lab), Antonio Giordano (presidente Sbarra Health research organization), Mauro Moruzzi (componente dello staff del dipartimento di trasformazione digitale della presidenza del Consiglio) e Giuseppe Petrella (coordinatore del forum sanità digitale). «Con la digitalizzazione avremo una sanità più vicina ai cittadini. È inaccettabile che l’accessibilità alle cure dipenda dal Cap in cui si risiede. Credo che la digitalizzazione sia lo strumento che ci può permettere di superare tante differenze», dice Schillaci dal palco. «La digitalizzazione in sanità può portare «alla possibilità di avere una sanità di prossimità che aiuti le persone, soprattutto gli anziani, ad essere seguiti a casa, ma per fare questo servono tecnologie e formazione specifica», ha detto Manfredi, che ha ricordato anche la peculiarità del polo di Napoli Est: «Stiamo lavorando a quest’idea dell’area orientale come un grande distretto dell'innovazione».