Domenico Caliendo, per la mamma l?abbraccio del Maradona. Il ministro: inchieste in corso
Non si ferma l?impegno di Patrizia Mercolino, la mamma del piccolo Domenico Caliendo, per tenere alta l?attenzione e i riflettori accesi sulla memoria del bimbo morto a Napoli il 21...
Non si ferma l’impegno di Patrizia Mercolino, la mamma del piccolo Domenico Caliendo, per tenere alta l’attenzione e i riflettori accesi sulla memoria del bimbo morto a Napoli il 21 febbraio in seguito a un trapianto di cuore fallito.
Sembra ormai chiaro che, al di là del piano giudiziario che questa tragedia abbia aperto, ce n’è un secondo a prevalere in questo momento: ed è quello umano ed emotivo, quello che porterà, il 18 marzo, al battesimo di una fondazione che porta proprio il nome di Domenico e si propone di aiutare tutti i bambini in attesa di trapianto e le loro famiglie.
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La solidarietà
Non si ferma la catena di solidarietà e di affetto di un’intera comunità che si stringe intorno a mamma Patrizia, a papà Antonio e ai due fratellini del bimbo dagli occhi grandi e dolci che si è spento meno di un mese fa in un lettino della Terapia intensiva del polo pediatrico dell’ospedale Monaldi di Napoli.
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Sabato ad abbracciarli sarà lo stadio Maradona: la signora, intervistata ieri dal direttore di Radio Kiss Kiss Valter De Maggio ha confermato l’appuntamento che la vedrà a bordo campo per ricevere l’abbraccio e l’affetto del Calcio Napoli e dei tifosi.
La replica
Tornano a farsi sentire i 186 genitori di bimbi curati da Guido Oppido, il primario del Monaldi che ha operato il piccolo Domenico e che è ora indagato con altri sei colleghi dalla Procura di Napoli per omicidio colposo. «Tra noi ci sono genitori che, purtroppo, hanno perso i loro figli cardiopatici» e «chi ci valuta dall’esterno ignora le ansie, le angosce, i pianti e le trepidanti aspettative; è all’oscuro del fatto che un nostro neonato, sin dal primo vagito deve, obbligatoriamente, essere protetto da un'incubatrice neonatale con fili, flebo ed essere collegato h24 ad un monitor».
La replica arriva anche dopo alcuni commenti circolati soprattutto sul web, ma non solo, al comunicato con il quale hanno espresso solidarietà al cardiochirurgo coinvolto nell’indagine.
«Chi ci valuta ignora, per sua fortuna, - prosegue la nota - le atroci attese dinanzi all’unità di terapia intensiva cardiologica, lo snervante ripetersi degli allarmi che segnalano anomalie nei parametri vitali; ignora il senso di impotenza di un genitore che vede un figlio di pochi giorni entrare in una sala operatoria per interventi tecnicamente complessi. E, chi ci domanda, con enfasi retorica “avreste sottoscritto quel comunicato, se vi fosse morto un figlio?” non sa che anche tra noi ci sono genitori che, purtroppo, hanno perso i loro figli cardiopatici; non sa che i nostri figli vivono sempre sul filo del rasoio. Ed è per questo motivo che abbiamo sempre condiviso e rispettato, senza se e senza ma, l’immenso dolore dei genitori del piccolo Domenico. E quindi, perché rammaricarsi se 186 firmatari, per conto anche di altre centinaia di genitori, hanno inteso solo esprimere la loro autentica riconoscenza al professore Oppido e ai medici del Monaldi? Perché è sgradito ascoltare argomentazioni inusuali di chi non si uniforma ad una campagna mediatica a senso unico? Perché si screditano, a priori, le opinioni di chi, credendo ancora in uno Stato di diritto sono convinti che 'non si è colpevoli sino alla condanna definitiva?».
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Il ministro
Ieri il ministro della Salute Orazio Schillaci era a Napoli. Rispondendo alla domanda di un giornalista sull’inchiesta ministeriale che riguarda gli ospedali Monaldi di Napoli e San Maurizio di Bolzano, ha detto: «Ci sono inchieste in corso, ci sono gli ispettori del ministero che stanno redigendo i verbali delle ispezioni, quindi aspettiamo di avere i risultati». Su quando potrà arrivare la decisione del Ministero, Schillaci ha aggiunto: «Non so quali possano essere i tempi, credo i tempi fisiologici».