Partenope, il supercomputer targato Napoli fa un salto nel futuro
Partenope, il primo computer quantistico pubblico italiano basato su tecnologia superconduttiva, passa da 25 a 64 qubit grazie ad un nuovo processore che potenzierà le capacità del...
Partenope, il primo computer quantistico pubblico italiano basato su tecnologia superconduttiva, passa da 25 a 64 qubit grazie ad un nuovo processore che potenzierà le capacità del laboratorio in cui è ospitato (il Quantum Computing Center dell’Università Federico II di Napoli), rendendolo uno dei centri più competitivi nella ricerca di frontiera in Europa e nel mondo.
Dopo l’inaugurazione nella primavera del 2024, quindi, Partenope punta oggi a raggiungere territori inesplorati della computazione quantistica grazie all’installazione di un processore più potente. Il calcolatore, realizzato dal gruppo di Tecnologie quantistiche superconduttive della Federico II e finanziato dall’Icsc – Centro nazionale di ricerca in Hpc, Big data e Quantum computing, si appresta così ad entrare in una nuova fase operativa che renderà possibile effettuare ulteriori passi verso la scalabilità e la maturità delle tecnologie per il calcolo quantistico, mettendo a disposizione di ricercatori e aziende una piattaforma per lo sviluppo, implementazione e abilitazione di algoritmi e applicazioni sempre più performanti e la formazione di competenze qualificate.
Napoli, la Federico II presenta il nuovo processore a 64 qubit del computer quantistico “Partenope”
L’obiettivo
«Il potenziamento di Partenope rappresenta una nuova tappa nel percorso che sta rafforzando l’ecosistema italiano della ricerca, rendendolo sempre più competitivo» sottolinea il ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, che aggiunge: «È la dimostrazione concreta che gli investimenti del Pnrr, previsti dal Mur, stanno producendo risultati tangibili: stiamo dotando il sistema Paese di competenze, infrastrutture e risorse strategiche per sostenere l’innovazione e accelerare lo sviluppo e la diffusione delle tecnologie quantistiche».
Insieme all’Università Federico II e al Centro nazionale Icsc, tra gli attori protagonisti di questo importante risultato e del già consolidato e attrattivo ecosistema costituitosi intorno a Partenope, anche il Partenariato per le Scienze e le tecnologie Quantistiche Nqsti (partenariato esteso italiano, finanziato dal Pnrr, che riunisce oltre 20 università, enti di ricerca e imprese per sviluppare, coordinare e trasferire al mercato la ricerca in ambito quantistico).
La rivoluzione quantistica inizia dall'energia
Lo scenario
I computer quantistici, sfruttando la meccanica quantistica, riescono a risolvere in tempi brevi problemi di calcolo estremamente complessi, difficili da realizzare per i computer classici. Per questo motivo, sono considerati una tecnologia strategica da parte di tutti i documenti programmatici europei e italiani su crescita e sviluppo. Partenope rappresenta, in quest’ottica, una delle realtà più avanzate e, grazie all’aumento del numero di qubit, consentirà di svolgere una ricerca di frontiera, esplorando l’integrazione con piattaforme hardware alternative per il calcolo sia classico che quantistico e soluzioni innovative in grado di rendere il calcolo quantistico tollerante agli errori, aspetto essenziale ai fini della scalabilità e della diffusione su larga scala di questa tecnologia, cosa che rappresenta una vera e propria sfida per l’intera comunità scientifica internazionale. Attività che potranno avvantaggiarsi delle competenze accademiche e industriali che il Quantum computing center di Napoli è stato in grado di aggregare nel corso degli ultimi anni.
«Più qubit fisici sono disponibili, più è potenzialmente facile raggiungere livelli di tolleranza agli errori per il calcolo, un’esigenza reale sia della comunità scientifica che del mondo industriale» spiega Francesco Tafuri, docente della Federico II e responsabile del centro di computazione quantistica superconduttiva, che poi sottolinea: «Il nuovo processore a 64 qubit di Partenope permetterà di implementare algoritmi sempre più complessi. Realizzato dall’azienda Quantware, il processore – spiega Tafuri - rappresenta certamente la punta di diamante di Partenope, la cui realizzazione, gestione e utilizzo rimangono tuttavia il frutto del know-how acquisito dal gruppo di Tecnologie quantistiche superconduttive della Federico II e di un approccio alle attività di ricerca aperto a collaborazioni distribuite in Europa e in Italia su tutti i componenti del complesso sistema».
L'avvenire del web è tutto quantico
Il potenziamento di Partenope, oltre a garantire un riferimento per la ricerca interdisciplinare di frontiera e un polo di attrazione per aziende italiane ed internazionali, rappresenterà una formidabile opportunità di alta formazione per creare in Italia la futura generazione di esperti in grado di gestire la transizione tecnologica già in corso.