Posillipo, residenti detective contro i topi di appartamento: «Basta raid: servono controlli»
Il Mattino

Posillipo, residenti detective contro i topi di appartamento: «Basta raid: servono controlli»

Mercoledì 11 marzo 2026
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Si sono “improvvisati” detective per richiamare l’attenzione di forze dell’ordine e istituzioni. È successo a Posillipo dove la frequenza di furti nell’area compresa tra via Manzoni e la parte alta della collina sta preoccupando sempre di più i residenti. Nel mirino dei malviventi ci sono le abitazioni al piano terra e al primo piano ma, pochi giorni fa, è successo qualcosa che ha fatto preoccupare i residenti al punto da raccogliere prove e indizi da allegare alle denunce presentate alle forze dell’ordine. Stavolta, infatti, il tentativo di furto è avvenuto in un appartamento dove era presente l’intera famiglia.

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La violazione

La zona “rossa” dove secondo le segnalazioni dei cittadini sono stati presi nel mirino una serie di palazzi e parchi affacciati su strada, riguarda il tratto iniziale di via Alessandro Manzoni. Fino alla notte compresa tra l’1 e il 2 marzo scorso non era mai accaduto che un ladro si intrufolasse con i proprietari in casa.

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«Una gravissima intromissione in proprietà privata con evidente esposizione a rischio della incolumità personale degli occupanti» si legge nella denuncia. L’episodio è avvenuto intorno alle 4 del mattino mentre il proprietario di casa stava dormendo sul divano. Per qualche motivo, forse un piccolo rumore, il proprietario si è reso conto della presenza di un estraneo all’interno della cucina. Un uomo con «il volto completamente travisato, vestito di nero e con guanti neri» si era intrufolato nell’appartamento al primo piano del condominio. Il ladro, dopo essere stato scoperto dal proprietario di casa, ha tentato prima di scappare da una porta finestra che non è riuscito a forzare, per poi dirigersi verso la finestra da cui si era introdotto saltando sul condizionatore che, infatti, è stato danneggiando dall’impatto violento del malvivente in fuga.

I segni 

La preoccupazione è cresciuta ancora di più i giorni successivi all’episodio del tentato furto. Quello che si è verificato la sera del 2 marzo, infatti, è stato allegato alla denuncia presentata alla polizia di Stato e ai carabinieri come “prova” a sostegno del fatto che ci potrebbe essere una banda di malviventi che bersaglia i palazzi in zona. Dunque, per mettere a segno i furti ci potrebbe essere una specie di “mappatura” dei condomini appetibili tracciati con segni di pittura sulle facciate dei palazzi e sui muri adiacenti. Questa è l’ipotesi formulata dai residenti che si sono ritrovati a fare i “detective” girando video con i cellulari e fotografie da presentare alle forze dell’ordine. Le segnalazioni riguardano un tizio che «si aggirava con fare sospetto nei pressi dello stabile» e che «apponeva, mediante bomboletta spray di colore rosso, un segno grafico sul muretto antistante l’edificio». Nella documentazione, dove viene anche descritta la forma del segno, i cittadini sottolineano che l’episodio verificatosi il giorno immediatamente successivo al tentato furto e l’atteggiamento sospetto del soggetto «inducono gli esponenti a ritenere che possa trattarsi di un segno convenzionale potenzialmente utilizzato quale codice di comunicazione tra malintenzionati, circostanza già oggetto di attenzione investigativa in analoghi episodi verificatisi in ambito urbano».

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La richiesta  

La richiesta dei cittadini che descrivono il loro «profondo turbamento, lo stato di angoscia e un concreto timore per l’incolumità personale» riguarda il timore di una «reiterazione di simili condotte che potrebbe degenerare in situazioni di colluttazione o eventi drammatici». Per questo, chiedono «costanti servizi di controllo nella zona, tutti gli accertamenti ritenuti opportuni e l’adozione di misure di prevenzione e tutela dell’ordine e sicurezza pubblica».

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