Intervista a Gennaro Amato: «Sarà l?ennesima estate da incubo: grave danno anche per i cantieri»
«Prepariamoci ad affrontare un?altra estate in emergenza: la carenza di posti barca sta danneggiando in maniera pesantissima tutta la cantieristica nautica che produce imbarcazioni tra...
«Prepariamoci ad affrontare un’altra estate in emergenza: la carenza di posti barca sta danneggiando in maniera pesantissima tutta la cantieristica nautica che produce imbarcazioni tra i 5 e i 15 metri». Gennaro Amato, il presidente di Afina, l’associazione della filiera nautica italiana, è un fiume in piena. «Siamo esasperati, il calo della produzione arriva al 40%, in alcuni casi al 60%. A Napoli si continua a massacrare un settore importante della produzione industriale regionale».
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Presidente ma le promesse erano arrivate.
«Sì, le promesse sono arrivate e ci sono. Ma ci apprestiamo ad affrontare una nuova estate con un rinvio del rinnovo delle concessioni che lascia presagire che non ci saranno ampliamenti dei campi boa o nuovi campi boa. È veramente assurdo, una città che deve ospitare la Coppa America, la più importante gara velistica al mondo, che non dispone di un marina. Una città di mare che nega ai propri abitanti la possibilità di godere il mare in barca perché non offre posti barca legali e sicuri».
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Già, legali. Sono anni che si lotta contro boe abusive sistemate sul lungomare.
«E nonostante questo, continuiamo a perdere tempo, a rimpallare responsabilità. Napoli ha bisogno non di una ma di almeno due se non tre marine attrezzate, sicure, degne della bellezza della città. A volte mi chiedo cosa pensano i napoletani che viaggiano, che vedono in tutte le città del mondo, dalle Spagna alla Francia, dalla Croazia alla Grecia, porti turistici funzionali, belli, accoglienti. Possibile che a Napoli bisogna anche trattare con ormeggiatori abusivi per sistemare una barca? Lo trovo veramente assurdo».
Cali nelle vendite, i saloni servono ancora? Ci sarà una seconda edizione di NauticSud a ottobre?
«Non abbiamo ancora avuto una risposta dalla Mostra d’Oltremare. Quello che è certo è che faremo Navigare a novembre con ancora più spazio per gli ormeggi. Metteremo a mare oltre duecento barche per le prove. Noi continuiamo a sforzarci, purtroppo, però, spesso ci sentiamo abbandonati».
Ma incide tanto la mancanza di posti barca sulla produzione?
«Tantissimo. Sulla piccola nautica viene prima la ricerca del posto barca e poi l’acquisto. Innumerevoli volte ci siamo trovati di fronte aspiranti armatori che ci hanno comunicato di rinunciare all’acquisto perché non hanno trovato un posto. Il calo delle vendite è vistosissimo, la Campania è la prima regione per produzione fino a 12 metri; è qui che soffriamo moltissimo. E, paradossalmente, è qui che non abbiamo risposte».
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La grande nautica, invece, va forte.
«Chi compra barche grandi a bordo ha l’equipaggio, sono loro che si occupano di tenere in sicurezza la barca. Soste in rada o in porti supercostosi importa poco, l’armatore vuole solo la barca in ordine quando deve uscire. Questo settore si muove in circuiti ben definiti, le barche spesso sono lontane dagli armatori pronte a raggiungere un porto solo per l’imbarco. Cosa completamente diversa, invece, è la piccola nautica; è l’armatore che sistema la barca, è lui che vorrebbe dormire tranquillo di notte. Bene, noi a questi clienti che sono i più numerosi, non siamo in grado di offrire nulla».
Lei ha accusato la Regione di non aver fatto nulla su questo fronte.
«È la verità. Per anni abbiamo sentito promesse e fiumi di denaro impegnato. A Napoli non è stato creato un solo posto barca. Ora confidiamo nel nuovo corso, noi siamo pronti al dialogo ma vogliamo fatti, basta con le parole».