Pompei, esposizione nella Palestra grande degli scavi con i corpi in gesso delle vittime dell'eruzione del 79 d.c.
Donne accovacciate, bimbi in braccio ai genitori e uomini distesi, con le braccia aperte o con le mani in faccia, sono riprodotti attraverso la tecnica dei calchi nel ?memoriale?...
Donne accovacciate, bimbi in braccio ai genitori e uomini distesi, con le braccia aperte o con le mani in faccia, sono riprodotti attraverso la tecnica dei calchi nel “memoriale” che racconta la fine di Pompei e mostra le sue vittime nell’istante esatto in cui vennero ricoperte da cenere e lapilli nel 79 dopo Cristo.
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È il modo per guardare in faccia quella tragedia, e percepire il dolore e la paura, il tentativo inutile di proteggersi. I 22 corpi in gesso, per la prima volta, compongono l’allestimento permanente nella Palestra grande degli scavi: il percorso viene inaugurato oggi dal direttore Gabriel Zuchtriegel con il ministro della Cultura Alessandro Giuli.
In esposizione anche i cibi dell’epoca.