Agro nocerino, a fuoco i mezzi dell'impresa dopo il «no» al pizzo: scattano 19 arresti
Il Mattino

Agro nocerino, a fuoco i mezzi dell'impresa dopo il «no» al pizzo: scattano 19 arresti

Mercoledì 11 marzo 2026
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Diedero fuoco ad alcuni mezzi mentre erano in corso lavori per le nuove linee elettriche in Calabria, dalle sue denuncia scatta un blitz della Dda Antimafia di Catanzaro che ha portato...

Diedero fuoco ad alcuni mezzi mentre erano in corso lavori per le nuove linee elettriche in Calabria, dalle sue denuncia scatta un blitz della Dda Antimafia di Catanzaro che ha portato all'esecuzione di 19 misure cautelari. Dalla denuncia di un imprenditore dell'Agro nocerino sarnese, infatti, i carabinieri hanno avviato una lunga e meticolosa indagine contro i clan della ‘ndrangheta di Isola di Capo Rizzuto.

APPROFONDIMENTI Scafati, traffico di droga e riciclaggio di denaro: 61 persone a processoMaxi rogo nel capannone della plastica, le indagini: atto dolosoIncendio all'interno di un'officina a Sant'Egidio, ferito il titolare

Nella giornata di ieri è scattato il blitz ribattezzato "Libeccio", condotto dai carabinieri di Crotone. Sono 18 le misure eseguite in carcere ed una ai domiciliari. Le accuse, a vario titolo, sono di associazione mafiosa, estorsione, rapina impropria, accesso indebito ai dispositivi idonei alla comunicazione (da parte dei detenuti) e dei reati nella materia di stupefacenti. Si tratta di un’indagine che segue quelle precedenti, “Blizzard-Folgore” e “Black Flower”, già eseguite nei confronti di appartenenti alle cosche della ‘ndrangheta isolitane, sviluppata nell’arco di circa un anno e mezzo, dal gennaio 2024 al luglio 2025. Tra gli elementi probatori figurano anche le dichiarazioni di undici collaboratori di giustizia.

L'imprenditore subì l'incendio di 5 mezzi. Il fuoco venne appiccato nella notte del 22 aprile 2024 e innescò un maxi rogo che distrusse i mezzi pesanti della ditta salernitana. Le immagini registrate dal sistema di videosorveglianza immortalarono l’autore del rogo mentre fuggiva, senza tuttavia riuscire ad identificarlo. In fiamme finirono escavatori, bobcat e autocarri. L’importante impresa, braccio operativo dell’Enel in un vasto territorio, era finita nella morsa delle cosche di Isola Capo Rizzuto. Un episodio che suscitò indignazione nella comunità, scesa poi in piazza a protestare - insieme al sindaco - e a manifestare solidarietà ai lavoratori. Si temeva che l’impresa scappasse dalla Calabria. Dalle denunce vennero fuori le pressioni fatte al capo cantiere da alcuni uomini delle cosche. In questo contesto i carabinieri del Reparto operativo di Crotone e la Dda di Catanzaro hanno captato l’intercettazione chiave. «Noi che gli abbiamo fatto 500 mila euro di danni. Gli hai bruciato un bobcat, un escavatore». Così uno degli indagati si rivolgeva ad un secondo, stando alle accuse. L'impresa non si era piegata alle pretese estorsive. 

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