Mezzo secolo di carcere per le truffe agli anziani con la tecnica del finito carabiniere: la base nel Napoletano
Il Mattino

Mezzo secolo di carcere per le truffe agli anziani con la tecnica del finito carabiniere: la base nel Napoletano

Mercoledì 11 marzo 2026
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Mezzo secolo di carcere, per nove componenti di famelica organizzazione criminale con base nell?hinterland di Napoli, capace di piazzare in tutta Italia, una lunga serie di truffe agli...

Mezzo secolo di carcere, per nove componenti di famelica organizzazione criminale con base nell’hinterland di Napoli, capace di piazzare in tutta Italia, una lunga serie di truffe agli anziani, con il metodo del finto carabiniere.  

L’attività di questi sciacalli, era stata individuata da un’indagine della Procura di Napoli Nord, diretta Domenico Airoma, e formalizzata con una richiesta di custodia cautelare per una ventina di indagati. Il gip del Tribunale di Napoli Nord, pur sottolineando l’assoluta necessità delle misure cautelari, chiuse il fascicolo inviando gli atti alla Procura di Pistoia, perché il primo reato dei  truffatori fu commesso, a luglio del 2024,  ai danni di una 84nne, residente  a Montale.

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Dura la sentenza, giunta a  conclusione del processo presso il tribunale della città toscana, in composizione Collegiale, (presidente Jaqueline Monica Magi). Ai due capi dell’organizzazione Giuseppe Esposito, 56 anni, di Napoli e Stefano Di Guida, 21 anni, di Melito,  sono stati inflitti, al primo 11anni di reclusione, al secondo 9 anni di carcere. Queste le pene per  altri sette imputati, che svolgevano il ruoli di “ centralinisti” e galoppini, quelli che  materialmente si presentavano a casa delle vittime per fare razzie di soldi, gioielli, oro e oggetti preziosi Sei anni di carcere ad Arsenio Ascione, 21 anni, di Villaricca, stessa pena per Rosario Marmolano, 20 anni, di Giugliano, quattro anni e otto mesi a Gennaro Giappone, 28 anni, di Giugliano. Tre anni e due mesi di carcere per Gianfranco Santi, 21 anni, di Casavatore. Pene per due anni e mezzo di reclusione, sono state inflitte sia ad Emmanuele D’Ercole, 28 anni, di Napoli e Christian Migliaccio,23 anni, di Villaricca. Disposta nella sentenza, a vario titolo per gli imputati, l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e interdizione legale per tutta la durata della pena. Altri due componenti della banda, nel corso del 2025, sono stati condannati con il rito abbreviato. Tre le assoluzioni.

La banda, come hanno accertato le indagini, agiva con il collaudato copione del finto carabiniere, che contatta telefonicamente l’anziano da truffare, scelto con malvagia psicologia,  in una fascia di età che va dai settanta e oltre. Soggetti tra i più fragili, ma quasi sempre in possesso di piccoli tesoretti in casa e per questi i più appetiti, perché sono come rubare alla Croce Rossa. Il colloquio tra truffatore e vittima è agghiacciante, perché il malvivente al telefono fa credere all’anziano che un figlio, un nipote o un famigliare stretto ha fatto un “guaio” e per evitare la galera, occorrono grosse somme.  Nove volte su dieci, la vittima cede, e il maresciallo” che è a telefono dice che va bene così e che di li a poco, invierà un suo sottoposto, in borghese, per  ritirare quel piccolo tesoro di famiglia.  Delinquenti senza scrupolo. Fa rabbrividire il contenuto di un’intercettazione tra uno dei capi e il galoppino di turno. Dice il primo: “Com’è andata ?”, il secondo risponde : “Tutto ok. – poi aggiunge - Ma questa ( riferita ad una  89enne, vittima di turno) non ci sta tanto con la testa”. E il capo, ridacchiano, rilancia con un osceno : “La vecchia è cotta, la vecchia è cotta. Affondiamo”. E quel giorno, la povera anziana, fu truffata per ben tre volte di seguito.

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