L?export italiano cresce del 3,3%: è la Campania a tirare la volata
Il Mattino

L?export italiano cresce del 3,3%: è la Campania a tirare la volata

Giovedì 12 marzo 2026
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C?è tanta Campania nel +3,3% di crescita dell?export italiano nel 2025. «Nel 2025 - scrive l?Istat nella nota che accompagna la pubblicazione dei dati sulle...

C’è tanta Campania nel +3,3% di crescita dell’export italiano nel 2025. «Nel 2025 - scrive l’Istat nella nota che accompagna la pubblicazione dei dati sulle esportazioni delle regioni - l’aumento delle esportazioni di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici da Toscana, Lazio, Lombardia, Abruzzo e Campania spiega per 2,6 punti percentuali la crescita dell’export nazionale rispetto al 2024». La Campania - dopo la lieve flessione del 2024 causata dal crollo dell’export di automobili - torna a crescere complessivamente del 3,6%, meglio del valore italiano (3,3%) e di quello del Sud (3,2%): un andamento determinato non solo dai farmaci, ma anche degli aerei (molto dovuto al successo di mercato dell’Atr) in un contesto che vede ancora una forte flessione dell’export di automobili (praticamente dimezzate rispetto al 2024 da 1,2 miliardi a 689 milioni, erano 2,6 miliardi solo nel 2023) e una flessione del 5,7% delle conserve.

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Il confronto 

Con 22,7 miliardi di export nel 2025, la Campania supera il record del 2023 (22,2 miliardi) e rappresenta il 50 per cento delle esportazioni di tutto il Mezzogiorno. Certo è il 3,5% di tutto l’export nazionale, ma non solo c’è la progressione positiva in corso da molti anni, quanto il peso sull’export nazionale di alcuni settori produttivi ad alta tecnologia come i farmaci (il 12,1% del totale nazionale), i supporti ottici e magnetici (38,5%), i gas tecnici (17%), ma anche l’11,7% degli aerei e il 9,2% di locomotive e treni. E ovviamente il peso della riconoscibilità delle produzioni locali: dal 34,2 % delle conserve, al 13,6% dei prodotti agricoli freschi, all’11,6% dei prodotti da forno e farinacei al 9,5% per finire al 9,5% dei prodotti lattiero-caseari (settore che in Campania è quasi totalmente occupato dalla mozzarella di bufala).

Oltre a rappresentare quasi il 50 per cento dell’export di tutto il Sud (Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata e Calabria), la Campania su 114 settori produttivi rappresenta oltre il 70% dell'export del Mezzogiorno continentale a confermare il peso della regione su tutta l’economia meridionale. Tra questi settori spicca, come curiosità, l’export delle attività cinematografiche. Bene la Calabria che - pur restando al penultimo posto in Italia, prima solo della Valle d’Aosta - supera quota un miliardo (+10,8% sul 2024), l’Abruzzo a 9,9 miliardi (+6,9%) e la Puglia a 9,8 miliardi (+2,6%). Male e malissimo le due “piccole”: il Molise a 1,2 miliardi (-3,9%) e la Basilicata affondata dal default dell’auto a 1,3 miliardi (-18,7%). Malissimo anche le due isole le cui esportazioni sono condizionate dal mercato del petrolio: la presenza di raffinerie in Sicilia e Sardegna dove il petrolio greggio viene trasformato in carburanti “pende” dalle quotazioni internazionali: si gonfiano e si sgonfiano. Nel 2025 i corsi dei carburanti sono stati più bassi e quindi l’export delle due regioni si è ridotto (-10,8% la Sicilia, -11,4% la Sardegna), nel 2022 - l’anno della guerra dell'Ucraina - portò a un boom dei prezzi e l’export delle due regioni si gonfiò.

Le produzioni 

Il primo settore campano con otto miliardi di export (+10,1%) e un peso del 35,2% su tutto l’export è sempre quello dei farmaci riferibili prevalentemente alle produzioni dello stabilimento Novartis di Torre Annunziata che vengono trasferite in Svizzera (che dopo l’Unione Europea è il paese di maggiore destinazione dell’export) dove la multinazionale farmaceutica ha un hub da dove poi ripartono per tutto il mondo (quelli prodotti a Torre Annunziata, in particolare un farmaco molto efficace su alcune cardiopatie, prenderebbero la via dell'Estremo Oriente). Che un solo stabilimento rappresenti una quota così grande dell’export, se da un lato, da crescite enormi, dall’altro nel medio-lungo periodo potrebbe essere causa di rallentamento. I programmi di Novartis, basati su un forte orientamento alla ricerca e all’innovazione, però offrono sufficienti garanzie così come forti sono le interazioni con il territorio e il sistema universitario. Nonostante un meno 5,7%, le conserve restano sempre sopra quota due miliardi: l’arretramento è dovuto al dimezzamento del prodotto esportato in Libia (da 108 milioni del 2024 ai 57 del 2025), alla flessione in Austria (-16,9 milioni), in Giappone (-16,1 milioni), in Australia (-14 milioni). Cresce di 11 milioni (a 179 milioni) il mercato degli Stati Uniti dove però un’altra voce più importante del settore è l’export degli “altri prodotti alimentari" cioè i sughi pronti passato da 422 a 360 milioni dove, quindi, si manifestano i primi effetti dei dazi di Trump. Torna a crescere l’export di aerei (che riprende i livelli di metà anni Dieci) a 949 milioni con una crescita rispetto al 2024 del 35,8% con gli Stati Uniti (Boeing) e la Francia (Atr e Airbus) principali mercati frutto delle attività degli stabilimenti di Leonardo.

I partner

I primi mesi dell'applicazione dei dazi Usa, estremamente contraddittori, alla fine portano una limatura del 2,07%. Gli Stati Uniti - dopo la Svizzera primo mercato con il 31,37% di tutto l’export campano - restano il secondo mercato (1,8 miliardi), davanti alla Francia (1,7 miliardi, con una flessione del 6,4%) e la Germania a 1,6 miliardi in crescita dell’8,1%. Infine, anche se non sono ancora operativi i nuovi accordi per il commercio internazionale, l’export verso il Mercosur è cresciuto del 19,8% da 191 a 229 milioni mentre le importazioni sono diminuite da 533 a 509 milioni (-4,5%), mentre l’export per l’India è passato da 87 a 103 milioni (+18,7%), l’import da 825 a 836 milioni (+1,34%).

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