Salerno, prima rubano dati personali poi svuotano i conti correnti: maxi sequestro e 68 indagati
Il Mattino

Salerno, prima rubano dati personali poi svuotano i conti correnti: maxi sequestro e 68 indagati

Giovedì 12 marzo 2026
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Spacciandosi per operatori bancari, inducevano le vittime ad inserire i propri dati su siti internet apparentemente affidabili ma in realtà contraffatti, addirittura appositamente creati,...

Spacciandosi per operatori bancari, inducevano le vittime ad inserire i propri dati su siti internet apparentemente affidabili ma in realtà contraffatti, addirittura appositamente creati, accessibili da un link inviatogli. E questo era il primo livello del sodalizio criminale: non più di una decina di persone dei 68 indagati per riciclaggio raggiunti ieri da una misura cautelare reale che ha portato al sequestro di beni per un valore di un milione e mezzo di euro. Poi c'era il secondo livello, la maggioranza, i cui componenti aprivano conti correnti o carte prepagate su cui confluivano i risparmi delle vittime (sempre attraverso il link inviato) e per rendere difficile la localizzazione dei fondi, il denaro veniva poco dopo monetizzato attraverso prelievi in contanti o convertito in criptovalute su piattaforme (exchange) estere.

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IL MECCANISMO

I prestanome dei conti correnti e delle carte prepagate creati ad hoc, secondo quanto ricostruito dalle indagini di carabinieri e finanzieri, sono principalmente persone che vivono ai margini della società e che, dietro un compenso che li avrebbe aiutati a "sbarcare il lunario", si prestavano al riciclaggio dei soldi. L'epicentro del giro truffaldino, che ha portato all'iscrizione sul registro degli indagati di 68 persone con l'accusa di riciclaggio e al sequestro di beni pari ad un milione e mezzo di euro, era nei Picentini sebbene l'attività investigativa abbia interessato un vasto raggio coinvolgendo non solo la provincia di Salerno, ma anche quelle di Napoli, Caserta, Potenza, Lecce, Taranto, Roma e Macerata.

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Settantasette i casi accertati per un volume finanziario sottratto alle 89 vittime che ammonterebbe a circa 1,5 milioni di euro che è poi la somma che è stata oggetto del provvedimento di sequestro, emesso dall'ufficio gip del Tribunale di Salerno su richiesta della locale procura della Repubblica, eseguito dai carabinieri della compagnia di Battipaglia e dai finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Salerno su conti correnti e disponibilità finanziarie riconducibili agli indagati raggiunti dalla misura cautelare reale. Sequestro, una volta accertate le responsabilità, finalizzato al recupero delle somme indebitamente percepite dagli indagati. L'attività investigativa è iniziata con la denuncia di un cittadino residente a Giffoni Valle Piana sporta presso la locale stazione dei carabinieri sulla fraudolenta apertura di rapporti finanziari a suo nome: i successivi accertamenti condotti in sinergia tra l'Arma dei carabinieri di Battipaglia (compagnia da cui dipende la stazione di Giffoni) e la Guardia di Finanza di Salerno hanno permesso di individuare i soggetti responsabili del raggiro informativo e del successivo riciclaggio.

L'IPOTESI

Al momento l'ipotesi accusatoria contestata ai 68 indagati è di riciclaggio, ma non si esclude che le indagini continuino su ipotesi di reato che sarebbero a monte. Oppure che l'autorità giudiziaria - al di là delle misure reali emesse - stia valutando anche altro. Comunque sia il provvedimento cautelare appena emesso non comporta alcun giudizio di responsabilità definitivo e le accuse, così formulate, saranno sottoposte al vaglio del giudice nelle ulteriori fasi del procedimento penale. Ricordiamo che nelle settimane scorse, in Prefettura a Salerno, si è stretto un nuovo accordo per la prevenzione della criminalità ai danni di banche e clienti e tra le principali novità, sancite al tavolo istituzionale, c'è proprio il potenziamento dello scambio informativo tra istituti di credito e forze di polizia e la rinnovata lotta a forme moderne di truffe digitali difronte all'evolversi della criminalità che, sempre di più, combina modalità tradizionali e strumenti tecnologici avanzati.

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