Lungomare di Napoli, Manfredi: «Pedane sugli scogli: adesso basta dire no»
Il mare a cinque stelle ritrovato - eccellenti le acque da Posillipo a Nisida passando per via Partenope i dati sono quelli dell?Arpac - fanno scattare subito una riflessione del sindaco...
Il mare a cinque stelle ritrovato - eccellenti le acque da Posillipo a Nisida passando per via Partenope i dati sono quelli dell’Arpac - fanno scattare subito una riflessione del sindaco Gaetano Manfredi. «Non è possibile che nel mare ritrovato e che torna balneabile non ci si possa tuffare. Torneremo alla carica con la Sovrintendenza per le piattaforma sugli scogli sul lungomare. È una risorsa così bella e importante che stiamo migliorando anche per gli sforzi che stiamo facendo non possa essere goduta dai napoletani. Il mare non può essere solamente una scenografia o una cartolina deve essere una risorsa da utilizzare. Ecco perché tornerò a parlare con la Sovrintendenza. Per quest’anno credo che sia difficile ma per il prossimo dobbiamo trovare una soluzione».
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Il 2027 - e non è un caso che il sindaco si sia così sbilanciato sulla Sovrintendenza - sarà l’anno delle regate della coppa America di Vela. E il campo di regata è quello che va da Posillipo fino al lungomare di via Partenope. Le piattaforme sugli scogli, oltre che essere utili per tuffarsi, fungerebbero anche da spalti per vedere sfrecciare le formula uno del mare. Con una visuale più unica che rara.
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Del resto nel Pua - Piano urbanistico attuativo di quell’area - nel tratto del lungomare Partenope che da Largo Sermoneta arriva al Molosiglio, sono previste già le pedane, il recupero degli arenili e una nuova sistemazione dei chioschi. Un Pua che, dopo i dati dell’Arpac, ha ancora più forza. Le acque del Golfo di Napoli l’Arpac le ha classificate in termini di qualità come migliori rispetto all’anno scorso: «I tratti di mare antistanti Donn’Anna e Nazario Sauro, classificati come “buoni” lo scorso anno, sono ora considerati “eccellenti”. Migliora anche il tratto antistante via Partenope, che passa da “sufficiente” a “buono”. Confermata invece l’eccellenza per Nisida, Trentaremi, Marechiaro, Punta Nera, Capo Posillipo, Posillipo e il lungomare Caracciolo».
Il paradosso
Avere ritrovato il mare però non è sufficiente per utilizzarlo. Mancano le spiagge i posti da dove tuffarsi questo è il grande paradosso di Napoli. L’unica spiaggia fruibile è solo quella della Rotonda Diaz, cioè il famoso Mappatella beach che effettivamente è molto ben tenuto. Sulle spiagge Manfredi spiega: «Faremo delle gare di appalto per le spiagge, che sono ancora di competenza dell’Autorità Portuale, ma lasciando l’ingresso libero. Saranno gare per l’affidamento dei servizi, ma l’accesso resterà libero». Si ricorderanno i ricorsi al Tar degli anni scorsi contro il numero chiuso della spiagge di Posillipo voluto dal Comune per motivi di sicurezza e quindi un sistema per disciplinare l’accesso lo si dovrà trovare comunque. Alla Gaiola che però è in carico al ministero dell’Ambiente si sono fatti due turni quello della mattina e del pomeriggio e il problema si è risolto. Si tratta pur sempre di numeroso chiuso, ma disciplinato e giustificato dal fatto che essendo l’area vincolata la ressa avrebbe messo in pericolo fauna e flora oltre che i rinvenimenti archeologici. Per dare risposte alla domanda sempre in crescita di dare mare accessibile e pubblico la soluzione è allargare l’accesso al mare anche ad altri litorali della città soprattutto nell’area orientale.
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«Abbiamo completato la bonifica delle spiagge di San Giovanni - racconta l’ex rettore e li si potrà fare l’elioterapia il mare non è ancora balneabile, ma ci stiamo lavorando e abbiamo presentato un progetto alla Regione per il risanamento del mare. Li scarica l’alveo di Volla e bisogna fare dei lavori sugli scarichi che vanno a mare». Balneabile è invece è invece il mare davanti Pietrarsa dove si affaccia il museo dei treni. Nel dossier Arpac si legge che «i tratti di Pietrarsa e San Giovanni risultano ancora sotto monitoraggio con la dicitura “nuova classificazione”, essendo inclusi per il terzo anno tra i siti di nuova balneabilità». Insomma sono sotto osservazione. Al riguardo l’Arpac nel dossier indica la strada: «La maggiore criticità che determina la qualità scarsa di alcune acque di balneazione resta l’inadeguatezza del sistema fognario di tipo misto, che in presenza di un aumento di portata dei collettori fognari per eventi piovosi intensi comporta l’entrata in funzione dei tubi di “troppo pieno” e lo scarico in mare di acque di fogna miste ad acque pluviali». Un piano di risanamento delle fogne che il Comune ha sottoposto alla Regione e al Presidente Roberto Fico nel Protocollo firmato tra i due enti a fine gennaio il cui valore è di 133 milioni.