Intervista a Ninni Cutaia: «Nuovi criteri per i fondi, così sosteniamo i talenti»
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Ninni Cutaia, assessore regionale alla Cultura, c’è il via libera per l’acquisizione del Sannazaro da parte dello Stato.
«È un’ottima notizia e ne sono testimone diretto: ero con il governatore Fico, il sindaco Manfredi e il ministro Giuli in Prefettura all’annuncio. E devo dire che sin da subito dopo la tragedia si è registrato un clima di coesione assoluta: il teatro verrà acquistato dopo una stima e tutti assieme ci occuperemo della ricostruzione mentre nel frattempo deve continuare l’attività culturale. Noi come Regione abbiamo già stanziato un milione di euro e tutti i fondi di cui usufruiva il teatro saranno mantenuti».
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L’acquisto era necessario per la ricostruzione.
«Un passaggio obbligato, preparato in poche settimane, fatto con gli undici proprietari che hanno sottoscritto questa proposta formale: sono tristi ma consapevoli che ciò consentirà al teatro di avere una nuova vita».
Dopo dieci anni c’è un assessore alla Cultura: quali sono i suoi obiettivi?
«Stiamo facendo una ricognizione dei progetti e molti, devo dire, sono interessanti. Noi come Regione abbiamo il dovere di permettere l’accesso a tutte le realtà e favorire le nuove progettualità. Con un occhio particolare al sociale e alla valorizzazione delle aree interne, immaginando la cultura come cura della persona. E poi lavoreremo ai nuovi accessi».
Come?
«Oggi si finanzia solo l’esistente. Che ha ragione di esistere ed essere aiutato ma non deve essere per il solo effetto trascinamento altrimenti i giovani non ci credono più a sviluppare progetti e a chiedere finanziamenti».
Sul San Carlo esiste ora una sinergia tra Comune e Regione e quest’ultima è determinante per gli equilibri della governance.
«Anzitutto la strada è il massimo rispetto delle istituzioni. Cercheremo di essere molto vicini al lavoro di Macciardi ed aiutarlo rispetto a scelte giuste e corrette per la comunità che è mondiale visto che il San Carlo è un’eccellenza assoluta anche oltre i confini dell’Italia. Ora serve non mettere esplosivo nella situazione ma aiutare il lavoro che si sta facendo. Troveremo la strada».
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Scabec, partecipata regionale per la Cultura, come può essere rilanciata?
«Intanto la Regione ha la fortuna di avere un ente strumentale che si occupi di questi progetti. A Scabec daremo indirizzi precisi, lucidi, trasparenti e, d’accordo con il presidente Fico, daremo linee d’indirizzo che vanno nella direzione di maggiore attenzione verso i giovani e le aree interne».
Manca il direttore generale: ci sarà il bando ma che profilo dovrà avere?
«Sicuramente capacità manageriali ma deve sapersi orientare nel mondo della cultura».
Per l’area archeologica di Pompei è stato ritoccato il ticket ma servono servizi all’altezza, a partire dai trasporti.
«Pompei, come sapete, dipende dal ministero ma non trovo nulla di strano nel ritocco del prezzo. Certamente c’è tutta la questione dei servizi, a cominciare dai trasporti. Non è la mia delega ma c’è grandissimo impegno in questo senso da parte del governatore e dell’assessore Casillo».
Spesso sono state finanziate rassegne o eventi che di culturale non avevano molto: che selezione dei progetti ci sarà?
«Questo tema va trattato con il giusto tempo: immaginiamo di valutare progetti che abbiano respiro almeno triennale. In Campania c’è per fortuna una legge sullo spettacolo che va aggiornata. Così i proponenti avranno un diverso modo di porsi incidendo sulla qualità dei progetti. Che è la cosa fondamentale se si parla di risorse pubbliche: si guarderà davvero la qualità dei progetti. Vanno aiutate le realtà esistenti ma anche quelle nuove, che non possono essere mortificate dagli algoritmi».
Spesso si è discusso di un maggiore apporto dei privati in questo settore.
«È uno degli ambiti su cui lavorare. Anzitutto occorre far emergere dal basso alcune realtà del territorio che producono tantissimo. Dobbiamo avere tutti gli strumenti per cogliere questi fenomeni. Quando anni fa è nato il teatro Nuovo, ha fatto da talent scout per artisti importanti come Martone, Servillo o Moscato. Invece oggi i giovani hanno pochi spazi per mettere in gioco le loro progettualità: per questo stiamo facendo una verifica dei luoghi di proprietà della Regione per metterli a disposizione dei giovani creativi nelle varie arti».
C’è già questo luogo?
«Molti ma uno sicuramente è l’ex hotel dell’Universo che è anche il nome di una produzione del Mercadante per la regia di Enzo Moscato. Con il collega Enzo Cuomo abbiamo fatto le verifiche, speriamo di poterlo mettere a disposizione in tempi rapidi. È nel cuore di Napoli, vicino al Teatro Nuovo: un luogo simbolico e strategico».