Piazza Plebiscito, pietra crollata dal colonnato della chiesa: «Ipotesi atto vandalico»
Sono passate poche ore da quando, l?altro ieri, i carabinieri del Nucleo Radiomobile sono intervenuti insieme ai Vigili del Fuoco per mettere in sicurezza una zona del colonnato della...
Sono passate poche ore da quando, l’altro ieri, i carabinieri del Nucleo Radiomobile sono intervenuti insieme ai Vigili del Fuoco per mettere in sicurezza una zona del colonnato della Basilica di San Francesco di Paola. Dal lato delle Rampe Paggeria, infatti, si era staccato un grosso masso. Non si è fatto male nessuno ma l’accaduto ha immediatamente fatto notizia: siamo nel cuore della piazza simbolo di Napoli. Sono tante, troppe, le tragedie sfiorate negli ultimi mesi per non suscitare attenzione. Tanto più se avvengono nell’epicentro della Napoli turistica. Ieri è stata dunque una giornata di intense verifiche, portate avanti per comprendere cosa sia accaduto effettivamente. In particolare, a condurle, è stato il Demanio, che è proprietario del portico (nonché stazione appaltante dei lavori di restauro già previsti e che inizieranno a maggio). Stando alle prime indagini dell’ente, alla base del distacco della pietra ci sarebbe «un atto vandalico».
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La nota
«L’Agenzia del Demanio – si legge in una nota dell’ente – sta per ultimare la progettazione esecutiva del restauro del colonnato di piazza del Plebiscito in accordo con la Soprintendenza, i cui lavori inizieranno a maggio. Le indagini preliminari al progetto non avevano evidenziato criticità che potessero determinare pericoli di qualunque tipo. Rispetto al distacco avvenuto nelle ultime ore, le analisi effettuate sulla caduta del masso evidenziano che la stessa sia ascrivibile ad un atto vandalico. Stiamo predisponendo la relazione tecnica da allegare alla denuncia che verrà inoltrata subito alle autorità competenti». In pratica – è la posizione del Demanio – quando sono stati fatti i sopralluoghi propedeutici alla partenza dei lavori prevista tra due mesi non erano state notate zone a rischio. A breve, al riguardo, verrà presentata una denuncia alle forze dell’ordine. I lavori – fa sapere ancora il Demanio – dureranno 18 mesi. E i locali, nei mesi scorsi – come scritto su queste colonne – erano stati sottoposti a verifiche, nel corso delle quali erano state monitorate anche eventuali infiltrazioni.
Il restyling
L’ok della Sovrintendenza «per sbloccare l’ultima fase del progetto» è arrivato al Demanio a inizio 2026. Parliamo dell’«appalto dei lavori che dovranno arrivare negli spazi delle botteghe». Il cronoprogramma del Demanio prevede che tra circa un anno e mezzo il colonnato sia rinnovato. Le risorse ammontano a 5 milioni. 2 per le luci (da risorse comunali), altri 3 stanziati dal Ministero dell’Interno (tra Demanio e Fondo Edifici di Culto). Tra circa un anno e mezzo, finito cioè il restauro, potranno iniziare le assegnazioni dei locali. Si aspetta ancora però che si sblocchi la riapertura dell’Ipogeo. Il Comune vorrebbe aprirci un museo, ma l’operazione è coinvolta in una permuta all’orizzonte tra Demanio e Palazzo San Giacomo. Stando al piano di rilancio per la prima volta 4 anni fa in Prefettura, 9 dei locali del portico – oggi deserto, se si escludono un bar, l’Archivio Parisio e la bottega artigiana Lumiere – saranno finalmente destinati ad attività commerciali. A oggi, lo scenario non è purtroppo dei migliori: svastiche, simboli fallici, degrado e scritte incivili di ogni tipo deturpano uno dei pezzi più preziosi del capoluogo partenopeo.
Le proprietà
Il Plebiscito è un puzzle piuttosto articolato anche dal punto di vista gestionale: il Comune è proprietario del suolo, il Demanio possiede il portico e il Fondo Edifici di Culto detiene le botteghe. Il rilancio che è stato avviato, che si concluderà poi con il nuovo impianto di illuminazione finanziato dal Comune, ha dovuto perciò finora fare i conti con diverse complicazioni burocratiche. È servita sinergia tra gli enti coinvolti nella gestione della piazza, che non sono pochi, considerando l’importanza del sito. Ma finiamo tornando al crollo che si è verificato nelle scorse ore. Tenendo ferma la nota del Demanio in cui si parla di «atto vandalico», il Comitato Portosalvo tramite Antonio Pariante osserva che «le radici invadenti sono tante, sugli edifici in città. E col tempo danneggiano i manufatti. Ce ne sono anche sul cornicione oggetto del crollo».