Verde pubblico a Napoli, ok al regolamento: «Patto pubblico-privati»
Il Mattino

Verde pubblico a Napoli, ok al regolamento: «Patto pubblico-privati»

Venerdì 13 marzo 2026
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Dovrà arrivare in consiglio entro 60 giorni, ma il primo regolamento del Verde approvato ieri dalla giunta è «un risultato storico per la città», come spiega...

Dovrà arrivare in consiglio entro 60 giorni, ma il primo regolamento del Verde approvato ieri dalla giunta è «un risultato storico per la città», come spiega l’assessore al Verde di Palazzo San Giacomo Vincenzo Santagada.

Tra i punti cardine del documento, c’è anche la disciplina delle modalità di accesso alla cura di parchi e giardini, che sarà essenziale per incentivare la partnership tra pubblico e privati che, grazie al lavoro di diverse associazioni come 100x100 Naples o Premio GreenCare, hanno consentito di compiere passi concreti nel decoro degli spazi verdi, afflitti da una cronica assenza di personale. Dalla giunta filtra poi ottimismo sul confronto in via Verdi, dal momento che in commissione sono state portate avanti discussioni dettagliate e condivise negli ultimi mesi, precedenti all’approvazione del documento.

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I contenuti

Il mecenatismo ma non solo. Il regolamento del verde - il primo nella storia dell’amministrazione partenopea - «dota il Comune di uno strumento organico per la tutela, la manutenzione e lo sviluppo sostenibile del patrimonio arboreo e delle aree naturali urbane», si legge in una nota di Palazzo San Giacomo. Ora la parola passerà al consiglio comunale per l’adozione definitiva, ma il piano è il risultato di un lungo processo di coordinamento tecnico e amministrativo guidato dal Servizio Verde Pubblico.

«L’iter ha visto il coinvolgimento attivo di associazioni di settore e realtà ambientaliste - prosegue la nota dell’amministrazione - i cui contributi sono stati integrati nel testo per garantire trasparenza e aderenza alle necessità del territorio». In sostanza, i punti chiave del documento, che introduce criteri precisi per gli interventi, sono 4. Primo, per la gestione del patrimonio, vengono date regole dettagliate su «potature, abbattimenti, trapianti e sostituzioni di alberature, sia in ambito pubblico che privato». Secondo: la progettazione urbana. Vengono assegnati «criteri univoci per la realizzazione e la riqualificazione di parchi e giardini storici». Terzo, la tutela ambientale, con l’istituzione della «protezione delle aree di maggiore pregio naturalistico e della biodiversità urbana». In ultimo c’è una sezione dedicata alla fruizione e alla partecipazione, in cui si «disciplinano le modalità di accesso agli spazi verdi e la promozione della cura condivisa, incentivando i cittadini e le associazioni a partecipare attivamente alla manutenzione e valorizzazione del bene comune».

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I prossimi passi

Se tutto andrà liscio, entro la fine della primavera ’26 il regolamento potrà essere attivo. In Commissione, nei mesi scorsi, si era registrata qualche resistenza di alcuni attivisti sull’intervento privato nei parchi pubblici. Ma il personale è poco e i passi in avanti portati avanti grazie alla partnership pubblico-privati sono concreti, dal Molosiglio a piazza Vittoria o piazza Nazionale. In ogni caso, non si parla di privati coinvolti nella gestione delle aree, ma nella loro manutenzione. «Si tratta di un risultato storico per la nostra comunità - il commento di Santagada - Per la prima volta Napoli si dota di uno strumento moderno che garantisce qualità tecnica e trasparenza nella gestione del verde. Il lavoro svolto è stato complesso ma necessario: il verde urbano non è solo decoro, ma una componente essenziale della salute pubblica e della qualità della vita. Ringrazio per l’impegno costante la Dirigente del Servizio Verde Pubblico, la dottoressa Teresa Bastia, e tutto lo staff tecnico che ha reso possibile questo traguardo. L’approvazione in Giunta è il primo passo di un percorso che proseguirà ora in Consiglio comunale, dove confidiamo in un confronto costruttivo e responsabile. Con questo regolamento, la giunta Manfredi compie un passo decisivo verso una città più resiliente, sostenibile e attenta alle sfide ambientali e sociali del futuro».

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