Pasta, giù i dazi antidumping: salve esportazioni per 500 milioni
«Alla fine immagino che si saranno guardati negli occhi e avranno preso atto che si trattava di una decisione inappropriata e dunque da cancellare». Il Cavaliere del Lavoro Cosimo...
«Alla fine immagino che si saranno guardati negli occhi e avranno preso atto che si trattava di una decisione inappropriata e dunque da cancellare». Il Cavaliere del Lavoro Cosimo Rummo in fondo se l'aspettava che prima o poi l'amministrazione Trump avrebbe fatto marcia indietro a proposito della imposizione di dazi al 97% a carico delle aziende europee che producono pasta e la commercializzano sul grande mercato Usa, non a caso il primo extra Ue per l’Italia. Ma per convincere gli americani, oltre ad una enorme dose di pazienza, c'è stato bisogno della sapiente e coerente strategia diplomatica della Farnesina, sin dall'inizio il principale e concreto punto di riferimento per le imprese in questa delicata partita. Il risultato finale lo dimostra. Gli Stati Uniti hanno tagliato i dazi sulla pasta salvando qualcosa come 500 milioni di esportazioni italiane. Si riparte dal 5%, una quota fisiologica che ha fatto tirare un sospiro di sollievo a tutti, forse anche a chi, come sottolinea Rummo, «pure tra gli Usa non aveva mai condiviso quell'aumento» ed era stato costretto ad accettarlo comunque.
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L’ANTIDUMPING
Il Dipartimento del Commercio ha pubblicato la decisione finale sul caso (erano 13 i marchi di pasta italiana sospettati di dumping, di esportare cioè negli Usa a costi inferiori rispetto a quelli di mercato) riducendo di fatto in modo significativo l'entità dei dazi provvisori annunciati il 4 settembre scorso. Nel dettaglio, la pasta Garofalo vede ridotto il margine antidumping al 7% (rispetto al 91,7% della decisione preliminare del settembre e al 13,89% del 31 dicembre 2025). Alla Molisana viene applicato un dazio del 2,65% (rispetto al 91,7% della decisione preliminare del settembre scorso e al 2,26% del 31 dicembre scorso). E alla Rummo, come alle altre 11 aziende, il dazio antidumping viene fissato applicato al 5,21% (rispetto al 91,7% del settembre scorso e al 9,09% del 31 dicembre scorso).
L’ESITO
L’esito positivo dell’indagine, sottolinea la Farnesina, giunge al seguito dell’intervento del governo italiano e della Commissione Ue a sostegno dei produttori italiani di pasta coinvolti, attraverso il deposito di memorie difensive, e grazie alla collaborazione delle aziende italiane con le autorità Usa tramite l’invio di documentazione supplementare. Secondo Coldiretti e Filiera Italia, il taglio dei dazi riguarda esportazioni per un valore di 500 milioni all’anno.
«L’esito positivo dell’indagine - si legge in una nota del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale - giunge al seguito di un tempestivo intervento del Governo italiano e della Commissione Europea a sostegno dei produttori italiani di pasta coinvolti, attraverso il deposito di memorie difensive, e grazie alla collaborazione delle aziende italiane con le autorità USA tramite l’invio di documentazione supplementare». Per Rummo è anche la conferma di un lavoro di squadra che ha visto non solo la politica impegnata ma anche la filiera di settore, una delle eccellenza dell'agroalimentare made in Italia che il mondo ci invidia. Compresi gli americani. «Ringrazio il governo italiano, la Farnesina e il ministro Tajani perché hanno gestito dalla “a” alla “zeta” la crisi del dumping in maniera estremamente professionale anche imponendo le loro volontà in maniera positiva intendo, quindi gestendo secondo loro criterio, e per un imprenditore è difficile accettare imposizioni di terzi. Devo riconoscere che sono stati bravissimi ed estremamente professionali, fino al riconoscimento di un dazio che comunque è un riconoscimento anche per La Molisana di una gestione molto corretta», ha detto l’ad Giuseppe Ferro, commentando la decisione finale del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti che riconsidera in misura significativa l'entità dei dazi provvisori antidumping resi noti il 4 settembre scorso. Al pastificio La Molisana spa, dunque, viene applicato un dazio antidumping del 2,65%, rispetto al 91,7% della decisione preliminare del settembre scorso e al 2,26% del 31 dicembre scorso.