Napoli, il Conte-ter appare solo una formalità: partita l'operazione futuro
Il Conte-ter appare solo una formalità. I segnali di futuro sono chiari: poi, i mal di pancia possono arrivare all?improvviso e non sempre sono preannunciati. Ma il Napoli ha...
Il Conte-ter appare solo una formalità. I segnali di futuro sono chiari: poi, i mal di pancia possono arrivare all’improvviso e non sempre sono preannunciati. Ma il Napoli ha già fatto partire l’operazione 26/27 con Conte e Manna in cabina di regia. Lo conferma, ut e orbi, il ds Manna. Ammesso che ce ne fosse bisogno: ma Conte è pur sempre uno che divide (et impera) e quindi c’è sempre qualcuno pronto a dubitare della sua permanenza. Ma non è così. De Laurentiis (colui che decide, per inteso) intende continuare il ciclo con Conte: ci ha messo 4 anni per convincerlo ad accettare il club azzurro, non rinuncerebbe mai a lui.
E Conte intende andare avanti con il Napoli, forte di un terzo anno di contratto a oltre 7 milioni a stagione e a un impegno sottoscritto nell’estate 2024. E lo stesso Antonio manda solo segnali di permanenza. Manna, a SkySport e Sport Mediaset, spegne ogni voce. Rassicura e getta le basi del progetto puntando su Conte, ovvio, al centro del villaggio. «È determinante. A volte è anche un’ancora di salvezza, perché quest’anno in circostanze diverse non penso che saremmo qui a parlare di un Napoli che lotta per la Champions».
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Non dice altro: ma è evidente che se Conte e De Laurentiis andranno avanti (come appare scontato), potrebbero presto gettare le basi anche per un prolungamento di un’altra stagione. Manna si apre a proposito del nuovo contratto di McTominay: «Il suo rinnovo non sarà un tormentone». Un po’ tutti lo sperano, perché con Osimhen e Kvaratshelia più che un tormentone è stato un tormento. «Scott è un calciatore importante, è contento di stare a Napoli, penso che lo dimostri quando gioca e quando vive la città. Ha ancora due anni di contratto, abbiamo un rapporto estremamente chiaro e franco con lui. Stiamo parlando, non è un argomento attuale. Sappiamo l’importanza di Scott, a oggi non abbiamo ricevuto offerte anche perché il calciatore non ha mai manifestato la volontà di cambiare aria». Peraltro, il contratto scade nel 2028, quindi non c’è neppure tutta questa angoscia di fare velocemente. «Abbiamo ancora due anni di contratto, siamo estremamente felici e lo è anche lui. Non vogliamo che questo diventi un tormentone per il futuro. Vediamo quello che succede nei prossimi mesi, nelle prossime settimane, ma al momento lui non ha espresso la volontà di voler andare via e noi siamo contenti di poter continuare con lui».
LE MOSSE
Non dice che la prima operazione del prossimo mercato potrebbe essere il difensore del Lecce, Tiago Gabriel, 21 anni. Sappiamo che ha il contratto fino al 2028. «Alisson? Sul suo riscatto c’è un diritto che è già definito quindi non c’è bisogno di fare nulla. Pensiamo possa essere funzionale al nostro progetto anche per il futuro, ma dipende da lui e da come performerà da qui alla fine». Sgombra i dubbi sulla permanenza di Hojlund, il cui riscatto è obbligatorio in caso di Champions: «Per noi è stato determinante. Ha dato continuità di prestazioni anche se magari a volte ha segnato meno, ma ha lavorato sempre e comunque in funzione della squadra, anche nei momenti di difficoltà. Abbiamo un obbligo di riscatto in caso di Champions, ma non penso che, qualora non dovesse arrivare, il suo futuro sia lontano da Napoli». Rassicura su Rrahmani e Anguissa: «Hanno fatto la storia del Napoli, hanno vinto due scudetti da protagonisti. Sono però due situazioni diverse. Frank è appena rientrato, siamo tranquilli, abbiamo ancora un altro anno di contratto. Siamo trasparenti con lui e lui è trasparente con noi. Sono discorsi che in questo momento non è necessario fare. Con Amir invece il discorso è diverso: ne abbiamo parlato, siamo a buon punto».