Napoli, il piano per il mare balneabile: interventi per 133 milioni
«Lo scopo è di raggiungere la piena balneabilità dell?intera costa napoletana e ridurre gli effetti transitori correlati al riversamento in mare delle acque provenienti...
«Lo scopo è di raggiungere la piena balneabilità dell’intera costa napoletana e ridurre gli effetti transitori correlati al riversamento in mare delle acque provenienti dagli scaricatori di piena dei collettori principali in occasione di piogge abbondanti». È l’incipit della sintesi del progetto del Comune - è dell’assessore alle Infrastrutture Edoardo Cosenza - presentato alla Regione che vale 133 milioni che ha come obiettivo la balneabilità dell’intera costa napoletana da Bagnoli a San Giovanni. Il 2027 deve essere per il Comune - e per il sindaco Gaetano Manfredi - l’anno del mare ritrovato e soprattutto da potere utilizzare. Nell’area orientale la bonifica delle spiagge è ultimata e il mare è già fruibile nell’area di Pietrarsa.
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Qui migliorare collettamento delle acque allargherebbe e di molto il perimetro del mare da potere utilizzare perché ne trarrebbe beneficio il mare che bagna San Giovanni al netto della zona del porto. A Bagnoli la Coppa America ha portato a sprintare per il recupero di mare e arenili. In mezzo c’è il lungomare di via Partenope dove il paradosso è che il Comune non riesce ad avere il via libera della Sovrintendenza per installare le pedane sugli scogli che consentirebbero di tuffarsi in acqua. Poi c’è tutta l’area di Posillipo, dove per l’Arpac le acque sono eccellenti, che è soggetta al fenomeno delle acque piovane che vanno direttamente in mare. Nella sostanza quello che manca per avere la balneabilità di tutta la costa napoletana è rendere questa qualità del mare stabile e ci si può arrivare solo migliorando le infrastrutture per la depurazione del mare. Il fenomeno è noto: quando piove spesso si formano in mare delle chiazze maleodoranti e dense. Si tratta di acqua piovana che non riesce a confluire nei depuratori e che porta con se materiale che finisce in acqua e per qualche giorno in questi posti il mare non è più balneabile.
Cosa rileva nello studio il Comune? «In particolare nell’area est - scrive l’assessore - dopo le bonifiche delle spiagge di San Giovanni a Teduccio, in fase di ultimazione, e dopo aver ottenuto la balneabilità della costa più prossima a Pietrarsa, si deve fare un ulteriore articolato sforzo». L’assessore entra nel merito dei lavori da sviluppare: «Già molto efficaci - scrive - si sono mostrati i lavori per il completamento e l’avvio all’esercizio di alcuni rilevanti impianti di sollevamento di reflui fognari verso il depuratore di Napoli Est a Ponticelli. Altri importanti lavori sono in corso sul collettore di Corso San Giovanni e sulle sue connessioni con i sopracitati impianti di sollevamento». Il Comune indica con precisione dove intervenire con urgenza: «Ci si deve concentrare soprattutto sul collettamento nella zona che costeggia il Porto, dal Varco Immacolatella fino all’altezza di Via Brecce a Sant’Erasmo». Va però sottolineato affinché il sistema di depurazione delle acque piovane funzioni al centro per cento e dia risultati ottimale che devono essere ultimati i lavori al depuratore di Napoli Est che non funziona ancora a pieno regime. Li il cantiere è della Regione del Commissariato di governo che fa capo sempre all’Ente di Santa Lucia.
Da Bagnoli a Posillipo invece non ci sono particolari problemi di inquinamento. «Non risultano - scrive sempre l’assessore - problemi di depurazione in quanto l’acqua sarebbe del tutto balneabile e non ci sono riversamenti in mare di acque reflue che sono ad oggi tutte perfettamente collettate verso l’impianto di Cuma». Qui per l’assessore «I divieti, ove presenti, sono connessi solo allo stato del fondo marino non di competenza del Comune». L’assessore conclude con la richiesta di finanziamenti: La stima del fabbisogno complessivo per i lavori necessari e già individuati per migliorare il collettamento nelle aree est ed ovest di Napoli è pari a 133 milioni».