Attacco Usa all'isola di Kharg, Trump: «L'Iran liberi Hormuz o distruggeremo le infrastrutture petrolifere»
Il Mattino

Attacco Usa all'isola di Kharg, Trump: «L'Iran liberi Hormuz o distruggeremo le infrastrutture petrolifere»

Sabato 14 marzo 2026
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«Pochi istanti fa, su mio ordine, il Comando Centrale degli Stati Uniti ha eseguito uno dei più potenti raid aerei nella storia del Medio Oriente, annientando totalmente ogni...

«Pochi istanti fa, su mio ordine, il Comando Centrale degli StatiUniti ha eseguito uno dei più potenti raid aerei nella storia del Medio Oriente, annientando totalmente ogni obiettivo militare nel fiore all'occhiello dell'Iran: l'isola di Kharg». Lo riferisce Donald Trump con un post su Truth, in merito all'isola da cui transita circa l'80% dell'export petrolifero di Teheran, finora risparmiata dagli attacchi. 

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«Le nostre armi sono le più potenti e sofisticate che il mondo abbia mai conosciuto. Tuttavia, per senso di decenza, ho scelto di non distruggere le infrastrutture petrolifere presenti sull'isola. Ciononostante, qualora l'Iran - o chiunque altro - dovesse compiere azioni volte a ostacolare il libero e sicuro transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz, riconsidererò immediatamente tale decisione». Lo ha scritto Donald Trump su Truth dopo aver annunciato i primi raid contro l'isola di Kharg da cui transita circa l'80% dell'export petrolifero di Teheran. Attacchi nei quali sono stati distrutti «tutti gli obiettivi militari».

 

Durante «il mio primo mandato ho ricostituito le nostre Forze Armate, trasformandole nella forza più letale, potente ed efficace, di gran lunga, in tutto il mondo. L'Iran non possiede alcuna capacità di difendere alcunché noi decidiamo di attaccare: non c'è nulla che possano fare al riguardo! L'Iran non avrà mai un'arma nucleare, né avrà la capacità di minacciare gli Stati Uniti d'America, il Medio Oriente o, per quanto riguarda questo aspetto, il mondo intero!", ha continuato il presidente Usa. Le forze armate iraniane, «e tutti coloro che sono coinvolti con questo regime terroristico, farebbero bene a deporre le armi, per salvare ciò che resta del loro Paese; e non è molto!", ha concluso.

La USS Tripoli

Dalla strategica isola iraniana di Kharg, nel Golfo Persico, transita circa l'80% dell'export petrolifero di Teheran. Secondo quanto rivelato da tre alti funzionari al Wall Street Journal, Pete Hegseth ha approvato una richiesta del Comando centrale americano e ha dato ordine di dispiegare la USS Tripoli, che era di stanza in Giappone, con circa 5.000 marines. 

Le truppe

Questo per il momento, secondo il prestigioso quotidiano economico, ma non si esclude l'invio di altre portaerei. In particolare il Centcom avrebbe chiesto al Pentagono un gruppo anfibio con annessa un'unità speciale per le incursioni di terra. In seguito l'Abc ha dato conto di piani ben più dettagliati: 2.200 i soldati della 31Ma Unità di Spedizione dei Marines diretti nella regione, insieme alle unità Uss Tripoli, Uss San Diego e Uss New Orleans, navi di assalto e da trasporto anfibio. La nuova forza - secondo l'emittente - è accompagnata da circa 20 caccia di quinta generazione F-35B Lightning II, capaci di decollo e atterraggio verticale. C'è la probabilità che il gruppo d'attacco possa essere destinato all'isola di Kharg.

Quando finisce la guerra?

La nuova operazione potrebbe scattare mentre Trump, qualche giorno fa, avrebbe assicurato ai leader del G7 che l'Iran sta per arrendersi. «Mi sono sbarazzato di un cancro che minacciava tutti noi. Nessuno sa chi sia il leader, quindi non c'è nessuno che possa annunciare la resa», ha insistito il presidente americano bollando come «un peso piuma» la nuova guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei. I rappresentanti del G7 hanno chiesto che la guerra finisca il prima possibile evidenziando la necessità di mettere in sicurezza lo stretto di Hormuz. Sullo stallo riguardante questo snodo strategico, in un'intervista a Fox news, Trump si è lasciato sfuggire un moto d'insofferenza esortando le navi commerciali a «tirare fuori le palle ed attraversarlo», nonostante gli attacchi iraniani continuino. Un commento che ha suscitato diverse polemiche, soprattutto tra i democratici che accusano The Donald di aver sottovalutato le conseguenze dell'attacco.

Le crisi interne

Ma starebbe crescendo il malcontento pure nel partito repubblicano con il vice presidente americano JD Vance che, secondo Politico, avrebbe fortemente sconsigliato il suo capo di lanciare 'Epic fury'. Anche il segretario alla difesa ha sminuito la situazione nel cruciale corridoio d'acqua assicurando che «non c'è nulla di cui preoccuparsi».

I problemi a Hormuz

L'Iran «nello stretto di Hormuz sta manifestando pura disperazione: è una situazione che stiamo gestendo ormai da tempo. Non c'è motivo di preoccuparsene», ha dichiarato Hegseth durante il consueto briefing al Pentagono. Più realista il capo degli Stati maggiori congiunti Usa, il generale Dan Caine, che ha parlato di un «ambiente tatticamente complesso». Il dipartimento di Stato ha offerto una ricompensa di 10 milioni di dollari per informazioni sui massimi leader dell'Iran. Nella lista nera ci sono Mojtaba Khamenei, Ali Asghar Hejazi e l'alto funzionario della sicurezza Ali Larijani. Ma anche Yahya Rahim Safavi, consigliere militare della Guida Suprema, il ministro dell'Interno Eskandar Momeni e il ministro dell'Intelligence Esmail Khatib.

Intanto gli Stati Uniti ed altri partner nella regione continuano a registrare perdite di vite umane. Tutti i sei militari a bordo di un aereo cisterna C-135 che si è schiantato nell'Iraq occidentale sono morti. Un altro velivolo, invece, è atterrato in sicurezza. Il Comando centrale Usa, che ha dato la notizia dell'incidente, ha precisato che «la perdita del velivolo non è stata causata da fuoco nemico» ma le circostanze sono ancora sotto indagine. Sempre in Iraq, il gruppo sciita filo-Iran Resistenza islamica ha annunciato una ricompensa finanziaria per qualunque informazione sulla posizione dei soldati Usa. In un comunicato il gruppo ha detto che verranno pagati 150 milioni di dinari iracheni (114.500 dollari) se saranno fornite informazioni «accurate e affidabili» sulla posizione o i movimenti del personale Usa in Iraq che possa aiutarli a condurre operazioni mirate. Mentre nella regione di Erbil, il maresciallo francese Arnaud Frion, è morto durante un attacco.

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