Conte, prove di futuro con il Napoli
Week-end chiave per scudetto e Champions, da Inter-Atalanta di oggi pomeriggio a Lazio-Milan di domani sera. E il Napoli può compiere un ulteriore passo in avanti per assicurarsi il posto...
Week-end chiave per scudetto e Champions, da Inter-Atalanta di oggi pomeriggio a Lazio-Milan di domani sera. E il Napoli può compiere un ulteriore passo in avanti per assicurarsi il posto nell’Europa che conta battendo il Lecce e conquistando la terza vittoria consecutiva, dopo quelle di misura su Verona e Torino.
APPROFONDIMENTI Juan Jesus scuote il Napoli: «30 punti da qui alla fine? Facciamoli tutti. Nessuno avrebbe retto come noi»Una maglia con la Mano de Dios nel ristorante del cuore di DiegoNapoli, Manna: «Rinnovo McTominay? Stiamo parlando. Conte? Progettiamo la prossima stagione»
Due gare differenti. A Verona azzurri in tono dimesso, in grado di vincere al 96’ con il colpo di Lukaku. A Napoli, sette giorni dopo, invece ecco una squadra per lunghi tratti dominante grazie anche ai rientri di Anguissa e De Bruyne, a cui Conte potrà dare spazio nelle ultime giornate. L’emergenza infortuni non è finita - il reparto più colpito in questo momento è la difesa, in attacco vi sono alternative dopo l’infortunio che negherà a Vergara la gioia della prima convocazione in Nazionale - ma aver recuperato giocatori di alto livello significa mettere in campo più qualità e freschezza perché la stanchezza è apparsa evidente in chi gioca ininterrottamente. Può essere il caso, ad esempio, di concedere maggiore minutaggio a Lukaku anche per sollevare Hojlund dal peso di scendere sempre in campo, però è chiaro che il danese con l’istinto del killer vuole essere là, al centro dell’attacco, per guadagnare posizioni in classifica cannonieri e tenere il Napoli al terzo posto, o magari più su.
Una maglia con la Mano de Dios nel ristorante del cuore di Diego
La vittoria del Milan nel derby ha riacceso la speranza dei rossoneri per un clamoroso sorpasso sull’Inter, adesso a 7 punti e attesa oggi al Meazza dal confronto con l’Atalanta, uscita come era prevedibile con le ossa rotte dalla sfida col Bayern Monaco in Champions. Un eventuale altro passo falso della capolista caricherà il Milan che domani gioca contro la Lazio a Roma. Il Napoli sta a guardare e tifa Sarri perché in caso di successo sul Lecce e di sconfitta dei rossoneri all’Olimpico il distacco sarebbe di un solo punto. E Napoli-Milan si gioca al Maradona a inizio aprile. Oggi va in campo a Udine anche la Juve, che sta progettando il futuro con Spalletti, mentre domani c’è Como-Roma, le squadre che condividono la quarta piazza, a -5 dal Napoli, a cui resta il rimpianto di non aver ritrovato alcuni dei titolarissimi - a cominciare da Anguissa e De Bruyne, pezzi del Fab Four di inizio stagione - in anticipo, quando il distacco dall’Inter era ragionevole e non quello attuale di 11 punti. Peccato che siano mancati anche Lobotka e McTominay, due pilastri del quarto scudetto. Assente Vergara, Conte vuole continuare a sfruttare la brillantezza di Alisson Santos, che è sfrontato e non avverte minimamente il peso del confronto con Kvara: al Maradona, dopo i gol a Roma e Torino, punta al terzo contro il Lecce, sarebbe così il primo azzurro a segnare nelle prime tre presenze a Fuorigrotta in serie A nell’era dei 3 punti, dalla stagione ‘94-‘95.
Per centrare senza troppo soffrire l’obiettivo Champions il Napoli deve eliminare il difetto dei gol subiti. Troppi, con partite che rischiano di essere riaperte, come le ultime due con Verona e Torino. Non inganni la posizione del Lecce, appena più su della terz’ultima. La squadra di Di Francesco, tornato alla ribalta dopo stagioni difficili grazie alla chance concessa dal presidente Sticchi Damiani e dal direttore sportivo Corvino, ha vinto tre delle ultime cinque partite, lo stesso numero di successi che aveva realizzato nelle prime diciassette giornate. È in un buon momento di forma e cercherà di sfruttare i “vuoti” che improvvisamente assalgono il Napoli e sui quali lavora Conte, per nulla turbato da certi giudizi sulla stagione azzurra che non tengono conto di evidenti difficoltà, interne (gli infortuni) ed esterne (gli arbitraggi). Il direttore sportivo Manna ha evidenziato a reti unificate quanto Il Mattino scrive da mesi: «Progettiamo il futuro con Conte. Il lavoro che è stato fatto è positivo, in altre circostanze non saremmo terzi in classifica e non avremmo vinto una Supercoppa. Conte è determinante, una ancora di salvezza».
Ciò che contano non sono le voci e i veleni ma i risultati, apprezzati da De Laurentiis e dalla tifoseria, che oggi si ripresenta in massa allo stadio Maradona, dove tutte le partite - grazie al Napoli e al suo tecnico - sono diventate di cartello. Dunque, non è un caso che il Fai (Fondo ambiente italiano) abbia individuato la casa azzurra come luogo da visitare sabato 21 e domenica 22. Ciò grazie alla storia costruita fin dal 1959 sul prato di Fuorigrotta, rinnovata con i recenti due scudetti, e grazie alla passione popolare esplosa il 23 maggio scorso (e il 26, con la festa sul Lungomare celebrata in mondovisione) che fanno di questo stadio un luogo del cuore. Nella visione del sindaco Manfredi lo stadio di Napoli è questo, da sistemare con i finanziamenti accordati dalla Regione, laddove De Laurentiis pensa a un impianto da costruire altrove. Questa diversità di vedute ha fatto al momento sfumare la partecipazione agli Europei 2032 ma non cancella il progetto di restyling del Comune. Intanto, godiamoci questo spettacolo. Lo spettacolo di Napoli, del Napoli, dello stadio dedicato a Diego, il più grande, con la gente che oggi farà sentire tutto il suo calore a Patrizia e Antonio, i genitori di Domenico, il piccolo grande guerriero sempre presente nei pensieri di ognuno di noi.