Napoli-Lecce 2-1, De Bruyne entra e accende la luce
Primo tempo inconsistente, ripresa sontuosa del Napoli. Con due grandi gol di Hojlund e Politano. E soprattutto con la luce che De Bruyne ha dato al gioco del Napoli, in difficoltà...
Primo tempo inconsistente, ripresa sontuosa del Napoli. Con due grandi gol di Hojlund e Politano. E soprattutto con la luce che De Bruyne ha dato al gioco del Napoli, in difficoltà nella prima frazione contro il Lecce.
Concedendo a Siebert la libertà di saltare e colpire di testa il pallone sul secondo calcio d’angolo della partita, dopo appena tre minuti, gli azzurri si sono complicati la vita. Erano evidentemente messi male in campo, in difficoltà soprattutto i centrocampisti. Tanta fatica sulla fascia sinistra da Alisson seguito sistematicamente da due avversari. Di Francesco se l’è giocata con marcature a uomo e contropiede, il Napoli non è riuscito ad essere pericoloso ed è apparso subito chiaro che dovesse intervenire Conte per resettare e ripartire, dando vita a un altro tipo di partita. McTominay si è alzato dalla panchina dopo un quarto d’ora, poi ecco il riscaldamento di De Bruyne. Sono entrati ad inizio ripresa e subito è cambiato il copione di una partita, governata dal Napoli dopo la rete di Hojlund servito da Politano: colpo da vero bomber. È stato l’esterno, attuale capitano dopo l’infortunio di Di Lorenzo, a chiudere la partita con un delizioso sinistro al volo. La presenza di McTominay e De Bruyne ha dato qualità e personalità alla squadra, esaltando il ruolo di Gilmour, che era apparso in ombra nel primo tempo. Se di perdono giocatori di questo livello lungo la strada è chiaro che la squadra (come la classifica) ne risente. Per fortuna, Conte è riuscito a blindare la Champions. Potrà godersi oggi Como-Roma con un vantaggio di 8 punti sulle squadre di Fabregas e Gasperini. Non è poco.
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Sarà bello poter ammirare in questo finale di stagione giocatori che avrebbero lasciato il segno se non avessero subito infortuni che li hanno tenuti a lungo fuori. Si potrà valutare la reale consistenza della squadra che De Laurentiis, Manna e Conte - hanno operato di intesa sul mercato, come chiarì il club con un comunicato il 20 giugno scorso - avevano allestito per puntare al quinto scudetto e agli ottavi Champions. Il bilancio, con l’accesso alla massima competizione europea, non sarebbe negativo. E su questa base avvieranno la discussione sul futuro DeLaurentiis e Conte, che ieri ha detto ciò che è noto: ha un terzo anno di contratto, a Napoli sta bene e a fine stagione vi sarà un confronto con il presidente, come vi era stato dopo il quarto scudetto. Significa che ha intenzione, come il club, di portare avanti il progetto e qualsiasi altra interpretazione delle sue parole prima di giocare contro il Lecce non sarebbe corretta. È un progetto che ha conquistato la tifoseria - i fedelissimi 50mila dello stadio Maradona, ieri commossi davanti al coraggio di Patrizia, la mamma del piccolo grande guerriero Domenico - fin dall’estate di due anni fa, quando Conte mise piede a Palazzo Reale per raccontare il senso della sua mission: cancellare le distanze rispetto alla big e restituire il sorriso a una città demoralizzata per il decimo posto dopo il terzo scudetto.
È chiaro che da qui alla fine del campionato dovranno essere eliminate zone d’ombra, come il primo tempo della partita di ieri, per evitare di arrivare con ansia alla meta della qualificazione Champions. I giochi per lo scudetto potrebbero oggi clamorosamente riaprirsi se il Milan vincesse in casa della Lazio perché nelle ultime due partite, entrambe al Meazza, la capolista Inter ha conquistato un solo punto. Tanti veleni per il pareggio dell’Atalanta, con decisioni arbitrali che non sono piaciute a Chivu (espulso), ai giocatori e alla dirigenza. È calato il silenzio (quello con la stampa) e probabilmente anche il gelo nello spogliatoio nerazzurro. Le bottiglie di champagne resteranno, almeno per un po’, nel frigo. Il Milan non si trova nella situazione del Napoli di un anno fa perché il margine di svantaggio non è piccolo. Ma ci proverà.