Pimonte, donna aggredita davanti al figlio con morsi e colpi di padella
«Meglio il rumore delle catene che il rumore delle campane». È solo una delle frasi minatorie che un 37enne, ieri arrestato dai carabinieri di Pimonte, diceva alla moglie mentre...
«Meglio il rumore delle catene che il rumore delle campane». È solo una delle frasi minatorie che un 37enne, ieri arrestato dai carabinieri di Pimonte, diceva alla moglie mentre la prendeva a botte, intimandole di non raccontare a nessuno delle violenze subite. L’accusa per lui è di maltrattamenti in famiglia aggravati dall’aver commesso il fatto in presenza del figlio minorenne. Violenze consumate nell'indifferenza dei vicini e davanti al bimbo di poco più di tre anni, a qualsiasi ora del giorno e della notte.
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Bimbo che piangeva e si disperava, vedendo il padre che bloccava la madre sul letto e la riempiva di pugni. Una scena da film ma che un film non era, bensì la triste realtà quotidiana di una ragazza di soli 29 anni. Una ragazza che ha tentato più volte di allontanarsi da lui, per poi tornare per «amore della famiglia» e su indicazione anche dei suoceri secondo i quali «era lei a doversi prendere cura del marito». Marito che faceva uso di sostanze stupefacenti dissipando il suo stipendio di pizzaiolo tra coca e slot machine. Marito per il quale il gip del tribunale di Torre Annunziata ha disposto gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico considerando il rischio di reiterazione dei reati.
Gli episodi
I due si erano conosciuti nel 2021 e sposati nel 2022. Dopo tre mesi dal matrimonio è nato il bambino. Ed è allora che sono iniziati i primi problemi: offese, atti intimidatori, minacce e lesioni. Un crescendo di aggressività fino a quando, ad inizio di quest’anno, la giovane donna, dopo l’ennesima violenza subita, si è convinta a denunciare tutto e ad andare via di casa definitivamente.
Secondo il racconto fatto ai carabinieri, difatti, veniva picchiata con una cadenza di ogni due giorni. Nell’estate del 2024 l’uomo è arrivato anche a sbatterla contro una stufa, bloccarla e prenderla a morsi sulle braccia. Per poi prenderla a padellate soltanto qualche giorno dopo. I «vizi» del 37enne sono usciti fuori soltanto qualche anno dopo il matrimonio quando la donna si è accorta che stava spesso (e per lungo tempo) chiuso nel bagno e che il suo stipendio si riduceva sempre di più. Era lei, difatti, che teneva la gestione economica della casa e lui le portava sempre meno soldi a casa. Per poi chiedergliene di continuo usando intimidazioni e violenze. Anche quando era lei a lavorare saltuariamente, anche nei periodi in cui la donna tornava dai genitori.
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Nell’ordinanza il gip parla di un «regime di vita vessatorio, tale da rendere la vita familiare impossibile». Tant’è che la giovane più volte ha tentato di andare via ma le violenze sono proseguite: «O torni con me o non sarai più di nessuno», le scriveva il marito insieme tanti altri messaggi in cui le rivolgeva parole grosse e offensiva. Oppure aspettandola sotto casa dei genitori per picchiarla. E così lei, alla fine, tornava da lui. Nella denuncia presentata ai carabinieri la 29enne ha raccontato anche di una violenza subita ad ottobre del 2025 alle 4 del mattino quando lei aveva disattivato il wifi per evitare che il marito, in stato di alterazione, giocasse i loro soldi on line con l’azzardo.
Lui reagì prendendola a calci, a pugni nello stomaco e strappandole ciocche di capelli, come spesso faceva, mentre il figlio, disperato, piangeva. Nell’indifferenza dei vicini. «Ricordo il terrore negli occhi del mio bambino mentre piangeva. Ho pensato davvero che quella volta mi avrebbe uccisa», ha raccontato la giovane agli investigatori. Al bambino sono stati poi certificati problemi al linguaggio a seguito dei traumi subiti.
La foto
Ogni volta che lei decideva di andare via da casa e tornare dai genitori, lui la manipolava. Come quando le inviò una sua foto in abito elegante e dicendole di prepararsi al «suo funerale». Preso dai fumi della droga, il 37enne alternava minacce di suicidio a minacce a lei di morte.