Referendum giustizia, la sfida arriva a Napoli: ecco i big di Sì e No
Il Mattino

Referendum giustizia, la sfida arriva a Napoli: ecco i big di Sì e No

Lunedì 16 marzo 2026
7 visualizzazioni

A metà settimana Napoli diventa il ring in vista del referendum sulla giustizia. Martedì è il turno della leader del Pd Elly Schlein, il giorno dopo del numero uno...

A metà settimana Napoli diventa il ring in vista del referendum sulla giustizia. Martedì è il turno della leader del Pd Elly Schlein, il giorno dopo del numero uno dell’M5s Giuseppe Conte e del ministro Carlo Nordio, che della riforma è il principale promotore. I primi due in città per iniziative per il No, il ministro invece in veste istituzionale per la celebrazione della fondazione del corpo di polizia penitenziaria.

APPROFONDIMENTI Referendum, cartelli con Meloni e Nordio bruciati durante il corteo a Roma: identificato un napoletano

Ma è ovvio che a margine ribadirà le ragioni del Sì alla riforma voluta dal centrodestra e che gli italiani voteranno domenica e lunedì prossimi. È lo sprint finale insomma e per il Pd si tratta della chiusura del Sud della campagna referendaria, il giorno prima del rush finale a Roma con tutti i big del centrosinistra sullo stesso palco.

I dem 

Si inizia domani pomeriggio (ore 17.30) alla Stazione marittima. Sul palco saliranno l’ex ministro Pier Luigi Bersani e la segretaria dem Elly Schlein che ha insistito per essere presente all’appuntamento napoletano e dargli un timbro nazionale. Ad accogliere i due, Piero De Luca e Teresa Armato, rispettivamente segretario e presidente del Pd campano oltre che i dirigenti del partito. «Un momento di confronto e partecipazione, per spiegare le ragioni del No al prossimo referendum del 22 e 23 marzo e difendere i valori della nostra Costituzione», scrivono gli organizzatori della kermesse che chiude la campagna per l’intero Mezzogiorno. Il giorno dopo, invece è il turno di Giuseppe Conte. Appuntamento (ore 10.30) alla Federico II, con i saluti del rettore Matteo Lorito, dove si confronteranno due testimonial per il Sì e altrettanti per il No rispondendo alle domande degli studenti.

Manfredi e Onorato uniti per la “rete dei sindaci”: «Puntiamo sugli indecisi»

Da un lato, a favore della riforma Gennaro Sangiuliano, capogruppo di Fdi, e Vincenzo Maiello, ordinario di diritto penale; per il No, invece, l’ex premier Giuseppe Conte e Francesco Cananzi, magistrato di Cassazione. «Il confronto e l’approfondimento sono elementi fondamentali per una partecipazione consapevole alla vita democratica – dichiara Salvatore Micillo, coordinatore regionale dell’M5s –. Per questo invitiamo iscritti, simpatizzanti e cittadini a partecipare a questo momento di discussione aperta all’interno dell’università».

Praticamente in contemporanea, invece, a piazza del Plebiscito il ministro della Giustizia interverrà alla manifestazione della polizia Penitenziaria. E, ovviamente, a margine ne approfitterà sicuramente per ribadire le ragioni del Sì al referendum per la riforma.

La campagna 

Mentre continua, in queste ore la campagna elettorale per il voto. L’ultimo sprint finale per portare elettori alle urne e ribadire le proprie posizioni. Lo fa ieri, tra gli altri, Forza Italia in una kermesse a Salerno a cui interviene telefonicamente il leader azzurro Antonio Tajani. «La provincia di Salerno ha conosciuto troppi casi di cattiva giustizia. La vicenda di Pasquale Aliberti è diventata un simbolo, ma come lui ci sono tanti altri cittadini che hanno pagato sulla propria pelle errori e lungaggini del sistema. Per questo è importante mobilitarsi e votare sì», spiega il ministro degli Esteri. «In Campania - aggiunge invece il coordinatore campano di Fi Fulvio Martusciello - troppe vicende hanno dimostrato quanto possano pesare errori giudiziari e processi senza fine sulla vita delle persone. Il Referendum serve a rafforzare le garanzie dei cittadini e a rendere il sistema più equilibrato ed efficiente.

Per questo dobbiamo mobilitarci con convinzione per il Sì». Sul fronte opposto l’ex ministro Clemente Mastella che ne approfitta per dare una stoccata agli alleati di centrosinistra rispetto alle amministrative. «La battaglia per il No al referendum costituzionale è sacrosanta, ma il Campo largo non può essere à la carte o una ricetta all'occorrenza: o è un dato politico strutturale valido sempre e soprattutto ovunque o non è. Bene dunque - incalza il leader di Noi di centro - la sostanziale unità dei partiti della coalizione sul referendum, ma non basta: va tutelata e garantita sui territori e nelle esperienze di governo, a cominciare dalla Campania, arsenale politico imprescindibile per vincere alle Politiche del '27».

Condividi questo articolo