Monaldi, lite dopo il sit-in per Oppido: «Pagliacciata», «Chiediamo rispetto»
Il Mattino

Monaldi, lite dopo il sit-in per Oppido: «Pagliacciata», «Chiediamo rispetto»

Lunedì 16 marzo 2026
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Striscioni, cartelloni colorati e magliette bianche con un grande cuore rosso accompagnato dalla scritta ?A cuore aperto, a bocca chiusa?. Così i genitori di tanti bambini...

Striscioni, cartelloni colorati e magliette bianche con un grande cuore rosso accompagnato dalla scritta “A cuore aperto, a bocca chiusa”. Così i genitori di tanti bambini cardiopatici, assistiti all’Ospedale Monaldi e operati dal primario Guido Oppido, hanno manifestato la loro solidarietà e fiducia nei confronti del cardiochirurgo attualmente sospeso dal suo incarico. Il sit-in di ieri mattina, cominciato alle 10 davanti all'ingresso del Monaldi, è stato organizzato spontaneamente da più di cento familiari dei piccoli pazienti per «fermare la gogna mediatica verso un medico che non è stato condannato da nessun tribunale e ha salvato 3.000 vite».

APPROFONDIMENTI

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Le polemiche

Sull’iniziativa è intervenuto Francesco Petruzzi, avvocato della famiglia di Domenico Caliendo, morto a due anni e quattro mesi dopo un trapianto di cuore fallito eseguito il 23 dicembre al Monaldi da Oppido e la sua equipe. «Patrizia (madre del piccolo Domenico) è addolorata e non ha la forza di intervenire su questa cosa, ma vedere delle mamme, che torneranno fortunatamente stasera dai loro figli, manifestare davanti al Monaldi per supportare un indagato per omicidio, sospeso dallo stesso Monaldi, quando nessuna di loro è venuta a manifestare il suo cordoglio per la morte di Domenico, è doloroso».

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Petruzzi, riferendosi al sit-in, ha commentato che «da avvocato aggiungo che questa pagliacciata stride con la compostezza di Patrizia» e dichiarato che «essere un ottimo cardiochirurgo non vuol dire non essere un pessimo trapiantologo, purtroppo». Il gruppo di manifestanti ha poi replicato: «La nostra presenza non nasce da mancanza di rispetto o sensibilità verso il dolore di una famiglia che ha perso il proprio bambino. Il nostro è stato un gesto di gratitudine e solidarietà verso un medico che, in tanti casi ha ridato la vita ai nostri figli», precisando poi di sentirsi «profondamente offesi dalle parole utilizzate dall'avvocato della famiglia Caliendo. Per questo motivo riteniamo ingiusto e doloroso che il nostro gesto venga liquidato come una pagliacciata».

La difesa

Il sit-in dei genitori insieme ai figli reduci da interventi e percorsi di cura faticosi, ha puntato il dito sulla «criminalizzazione di Oppido» come ha sottolineato Cinzia Esposito, una delle mamme presenti, convinta che «solo alla magistratura spetterà stabilire responsabilità». «I nostri figli sono tutti figli di Oppido, lui ci ha messo il cuore e ha dato una speranza alle vite che altri ritenevano spacciate» le parole di Filomena Siano, madre di Carol, «operata al cuore e salvata otto volte».

La difesa del cardiochirurgo è imprescindibile dalla difesa del Monaldi. «È un’eccellenza che deve continuare a garantire stabilità e assistenza a Napoli» spiega Liliana Piccolo, mamma di Michele, «salvato con quattro interventi» che a dimostrazione del rapporto di stima per Oppido, lo ha videochiamato mostrandogli il gruppo di genitori che lo sta sostenendo pubblicamente, di fronte ai quali, il medico ha replicato: «Grazie, vi voglio bene».

Le mamme

La manifestazione, nata per «far conoscere e riconoscere la grande umanità di Oppido», ha messo in evidenza una richiesta urgente delle famiglie. «Il dottor Oppido spesso è stato l'unico a dare il consenso agli interventi di cui nessuno voleva assumersi la responsabilità» come ha sottolineato Marica Bravaccino, madre di Gabriele, operato dodici volte. Ma quello che ora preoccupa il futuro dei piccoli pazienti «è l'assistenza e la garanzia che l’Ospedale Monaldi possa continuare a essere un riferimento per Napoli e tutto il Sud» hanno spiegato Mariarosaria Polverino e Lucia Santorello, mamme di due bimbe cardiopatiche di 7 anni diventate migliori amiche in reparto.

«Il 30 marzo ho appuntamento a Padova perché mia figlia Madison ha una ipoplasia al ventricolo sinistro. Ma chi non può spostarsi come farà?» spiega Ada Esposito che insieme agli altri genitori ha espresso «grande preoccupazione perché la convenzione l'ospedale Bambino Gesù di Roma è transitoria e serve continuità e stabilità al Monaldi».

L'appello

L'ultimo appello dei genitori riguarda il piccolo Domenico. «Siamo tutti vicini a mamma Patrizia a cui esprimiamo solidarietà e vicinanza. Non è possibile e non è giusto mettere a confronto il suo dolore con quello di noi mamme qui presenti» afferma Elvira Franco, che purtroppo ha perso sua figlia Laura Maria. «Era stata giudicata inoperabile mi avevano detto di abortire, grazie a Oppido ha vissuto 17 mesi ed è stato tentato l'impossibile con due interventi» conclude Elvira che chiede a tutti di «abbassare i toni dell'odio».

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Per lei, come per gli altri presenti, occorre pensare al futuro di tanti bimbi cardiopatici assistiti al Monaldi. «Valerio ha 15 mesi, operato a sei giorni di vita e salvato da Oppido dopo una gravidanza giudicata incompatibile con la vita» conclude Luciana Bruno che il prossimo mese ha una visita programmata al Monaldi ma non sa ancora come si svolgerà e chi la seguirà.

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