Leggo compie 25 anni, un laboratorio di idee che guarda sempre avanti
Il Mattino

Leggo compie 25 anni, un laboratorio di idee che guarda sempre avanti

Lunedì 16 marzo 2026
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Piccolo per formato, ma grande per progetto e vocazione. Anche sentimento. Pratico da portare con sé, ma facile da condividere. Prezioso, ma "impagabile". E carico di energie,...

Piccolo per formato, ma grande per progetto e vocazione. Anche sentimento. Pratico da portare con sé, ma facile da condividere. Prezioso, ma "impagabile". E carico di energie, creatività, impegno e sogni.

Primo tra tutti, quello di raggiungere chi non era abituato a leggere il giornale, dunque di portare l'informazione a tutti.

APPROFONDIMENTI Le foto della serata

Leggo, un laboratorio di idee che guarda sempre avanti

Era la notte tra il 4 e il 5 marzo 2001, e con il batticuore di ogni impresa al suo debutto – e un po' di brivido per la prova colore – nasceva Leggo, primo free press d’Italia, vero e proprio laboratorio di idee, profondamente radicato nella sua, anzi nelle sue città - cuore romano per nascita e avamposto del Gruppo Caltagirone a Milano - e con il respiro nazionale per vocazione e visione. Sono passati 25 anni da allora e Leggo ieri li ha celebrati al teatro Brancaccio, a Roma, alla presenza del sindaco Roberto Gualtieri, del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e di Salvatore Luongo, comandante generale dell’Arma dei Carabinieri. Non è mancato l’assessore capitolino ai Grandi eventi, Sport, Turismo e Moda Alessandro Onorato.

Nelle prime file anche Mauro Masi, presidente Banca del Fucino, e Annamaria Malato, presidente Più libri più liberi. Ad aprire la serata, condotta da Ilaria Del Prete, il messaggio della premier Giorgia Meloni: «Celebrare i 25 anni di Leggo significa riconoscere il valore di un giornalismo che sa stare vicino alla gente e interpretare i cambiamenti della società». Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e vicepremier, ha affidato gli auguri a un video: «Avete fatto compagnia a tantissimi italiani, contribuendo a diffondere informazione e curiosità». 


LA STORIA

In sala anche Nancy Brilli, Eleonora Daniele, Romana Liuzzo, Filippo Roma, Carlo De Ruggeri e Lucrezia Dell’Arti. Presenti Peppe Rossi, Francesco Laurenzi e Alvaro Moretti, che hanno diretto la testata negli anni passati. E tante firme, quelle di ieri che hanno collaborato alla nascita dell’impresa, e quelle di oggi che si leggono ogni giorno sotto le notizie. Un'occasione speciale per raccontare la storia del giornale. Anzi, la "rivoluzione" Leggo, testata passata rapidamente da progetto a giornale da oltre 800mila copie, poi nel 2011 da free press a social press, esaltando quel carattere sociale – e socievole – che ha segnato Leggo sin dalla prima uscita, dando voce alle “sue” città, Roma e Milano, dalle grandi notizie a quelle più piccole ma comunque importanti, come colpi di fulmine nati alla fermata e anime gemelle da aiutare a ritrovarsi con un messaggio.

«Un social network prima che i social network fossero inventati», come ha sottolineato la presidente Azzurra Caltagirone, ripercorrendo i momenti salienti della storia del giornale, ossia «quel picco di 810mila copie che catturò l’attenzione dell’International Herald Tribune, come giornale a maggior tiratura d’Italia». E l’amore dimostrato da Fiorello: «La scelta di Leggo per le gag da Milano con un nostro strillone per l’apertura della sua seconda edizione su Sky. Leggo è così diventato un milanese doc con tanto di Ambrogino d’oro».A confermare il rapporto con la città, il video di Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia: «Leggo ha saputo anticipare spesso i cambiamenti, mantenendo saldo il legame con il territorio».

Un videosaluto è arrivato anche da Nicola Zingaretti, capodelegazione Pd a Bruxelles: «Di questi 25 anni direi che 15 li abbiamo passati insieme. È importante anche per chi gestisce la cosa pubblica avere una voce critica». Grandi traguardi e numerose sperimentazioni, dunque. Successi raggiunti e scommesse vinte. «Centinaia di migliaia di persone decidono di aprire la loro finestra sul mondo attraverso Leggo» - ha rimarcato il direttore del giornale Fabrizio Nicotra - Può essere sfogliato e letto in un viaggio medio di un pendolare sui mezzi pubblici. L'idea è offrire una panoramica di tutto quello che accade nel mondo». L’evento è stato l’occasione per una riflessione approfondita anche sulla stampa, in generale, con le sue sfide e i nuovi linguaggi. Sul palco, Alvaro Moretti, vicedirettore del Messaggero, che ha diretto Leggo per sei anni: «Quando abbiamo inserito sul giornale il Qr Code era per far capire che al termine della lettura del cartaceo si poteva andare all’approfondimento sul sito. In questo che definisco “Giubileggo” mi piace ricordare che la testata è riuscita a mandare segni nuovi su carta stampata, web e social. Era il regno del possibile». Paola Rosa Adragna, Caposervizio di Leggo, ha ribadito che «lavorare per un free press non significa fare un lavoro di minore livello. L’attenzione è sempre per la qualità». Nell’ultimo talk, Walter Bonanno, ad Piemme Spa, intervistato da Nicotra. «Leggo offre qualcosa che oggi è rarissimo nella comunicazione: città vere, persone vere, vite vere, vita quotidiana. È presente nella vita delle persone». 


GLI AUGURI

Ancora saluti video, da molti amici noti, alcuni in passato anche “direttori per un giorno” della testata. Carlo Conti, Fiorello, Lino Banfi, Ezio Greggio, Laura Pausini hanno dato voce al claim «Leggo anch’io da 25 anni». Così anche Gabriele Muccino, Alessandro Gassmann, Sal Da Vinci, Giampaolo Morelli. E le leggende del calcio Claudio Ranieri, Giuseppe Bergomi, Alessandro Costacurta, Luca Marchegiani e tanti altri. Poi, Carlo Verdone: «Sono 25 anni che lo leggo, è un bel quotidiano di attualità, fatto in maniera intelligente». A chiudere la serata, Giorgio Panariello, sul palco per portare il suo augurio, con il sorriso. Per i 25 anni passati e quelli che verranno. 

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