Comune di Napoli, il pressing sui dirigenti: «Chi sbaglia paga di tasca propria»
Una circolare di venerdì sta creando scompiglio tra i dirigenti di Palazzo San Giacomo, e potrebbe portare una rivoluzione nella metodologia delle azioni di diversi Servizi...
Una circolare di venerdì sta creando scompiglio tra i dirigenti di Palazzo San Giacomo, e potrebbe portare una rivoluzione nella metodologia delle azioni di diversi Servizi dell’amministrazione comunale. «Si rappresenta - si legge nel documento firmato dal Segretario Generale Monica Cinque e dal Direttore Generale Pasquale Granata - che secondo un orientamento ormai consolidato della Corte dei Conti, le sanzioni penali individualmente irrogate a carico di dipendenti delle pubbliche amministrazioni non possono essere estinte mediante provvista fornita dall’ente di appartenenza, pena la configurabilità di un’ipotesi di illecito erariale».
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Vale a dire che «se si stacca un calcinaccio in una scuola o da un ufficio pubblico - dicono Agostino Anselmi della Cisl Fp e Annibale De Bisogno della Uil Fp – o se manca un bagno, o se in ogni caso arrivano una multa o un procedimento giudiziario per una défaillance che attiene a proprietà comunali, a risponderne economicamente non sarà più Palazzo San Giacomo, come avveniva prima», ma il dirigente stesso. «Temiamo una paralisi dei servizi», conclude Anselmi.
Lo scenario
La posizione dell’amministrazione – filtra da Palazzo San Giacomo – deriva dalle numerose sentenze della Corte dei Conti sul tema. In pratica, se a pagare dovesse essere ancora il Comune di Napoli, «come sempre avvenuto finora e senza che fosse restituito denaro dai dirigenti neppure in caso di condanna, si rischierebbe il danno erariale». Il comune da giugno del 2021 a ottobre del 2025 ha pagato 90mila euro.
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Un dirigente che, nell’esercizio delle sue funzioni, incapperà in una multa, la pagherà personalmente, come in altri grandi Comuni d’Italia. «Quanto al contesto giurisprudenziale - si legge ancora nel documento - è corrisposto un progressivo rafforzamento dell’indirizzo della Corte dei Conti secondo il quale le sanzioni penali non possono essere estinte con provvista fornita dall’ente di appartenenza».
I sindacati
I sindacati chiedono un incontro con il Comune e il «ritiro-sospensione della circolare». «La nota - scrivono Cisl Fp e Uil Fp – finisce per porre in capo ai Dirigenti le conseguenze derivanti da verbali e sanzioni elevati a seguito di accertamenti ispettivi. Una simile conclusione non può essere condivisa». A Napoli, sostengono i sindacati, le strutture malmesse non mancano: «È noto - scrivono ancora Cisl e Uil Fp - che in larghissima parte delle strutture comunali permangono diffuse criticità manutentive, organizzative non risultano concretamente fronteggiabili in assenza di adeguati poteri decisionali. Non può configurarsi una piena responsabilità datoriale in capo ai dirigenti laddove gli stessi non siano posti nelle condizioni effettive di intervenire, con risorse e strumenti adeguati».