Fidanzati morti a Montecorice, accertamenti sulle ultime ore trascorse da Michele e Maria
Il Mattino

Fidanzati morti a Montecorice, accertamenti sulle ultime ore trascorse da Michele e Maria

Lunedì 16 marzo 2026
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Un passaggio alla guardia medica, un diverbio con il medico di turno, la richiesta di intervento dei carabinieri e poi via in auto lungo la strada provinciale 267 che costeggia il mare, prima...

Un passaggio alla guardia medica, un diverbio con il medico di turno, la richiesta di intervento dei carabinieri e poi via in auto lungo la strada provinciale 267 che costeggia il mare, prima dell’incidente e del tragico volo di 200 metri nella scarpata. È anche su quanto accaduto nelle ore immediatamente precedenti allo schianto che si stanno concentrando alcuni degli accertamenti degli investigatori, impegnati a ricostruire tutti i passaggi della tragedia costata la vita, venerdì sera a Montecorice, a Michele Pirozzi, 29 anni, e alla fidanzata Maria Magliocco, 24 anni, entrambi residenti a Capaccio Paestum. Secondo quanto emerso finora, i due giovani si erano rivolti alla guardia medica di Montecorice perché uno dei due aveva accusato un malore.

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Qui sarebbe nato un diverbio con il medico di turno, tanto da rendere necessario l’intervento dei carabinieri. Prima dell’arrivo dei militari, però, i due si sono rimessi in auto, imboccando la strada in direzione Capaccio Paestum. Poco dopo, probabilmente per recuperare qualcosa che avevano dimenticato, sono tornati indietro verso Agnone Cilento, il borgo marinaro di cui è originaria la madre del 29enne e dove avevano trascorso la serata. Ed è proprio durante il tragitto di ritorno che si è consumata la tragedia.

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L’auto guidata da Pirozzi, una Volkswagen Polo, dopo aver urtato un furgoncino Citroen Jumper è finita contro una ringhiera di protezione lungo la Via del Mare, nel tratto delle Ripe Rosse. L’impatto ha fatto sfondare la ringhiera, facendo precipitare la vettura per quasi 200 metri nella scarpata sottostante, fino agli scogli. Per i due giovani non c’è stato scampo. A fare maggiore chiarezza sarà l’esame autoptico disposto sui corpi delle due vittime, sbalzati sugli scogli e recuperati dopo circa tre ore di ricerche dai soccorritori. L’esame sarà eseguito nel pomeriggio di oggi presso l’ospedale “San Luca” di Vallo della Lucania.

Le indagini

Il pm di turno ha disposto, come da prassi, anche gli esami tossicologici per verificare l’eventuale assunzione di sostanze stupefacenti. Al vaglio degli inquirenti anche la posizione del 42enne conducente del furgoncino coinvolto nello scontro e rimasto lievemente ferito. L’uomo, un pasticciere che stava rincasando dopo il lavoro, è risultato positivo al test per la droga e negativo a quello per l’alcol, in attesa delle controanalisi.

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Agli investigatori avrebbe raccontato che l’auto con a bordo i due giovani viaggiava a velocità sostenuta e che, per evitare un impatto frontale, sarebbe stato costretto a effettuare una brusca manovra, finendo con il mezzo ai margini della carreggiata. Sull’asfalto, intanto, non sarebbero stati rilevati segni di frenata. Saranno tuttavia gli accertamenti dei carabinieri della Compagnia di Agropoli a ricostruire con precisione la dinamica dello scontro. Sul posto, nelle ore successive alla tragedia, si sono fermati residenti e vacanzieri della prima ora. Alcuni hanno lasciato anche due fasci di fiori proprio accanto alla ringhiera distrutta.

La strada a rischio

Quello dei dispositivi di sicurezza presenti lungo la provinciale sarà sicuramente un altro degli elementi da approfondire per la Procura di Vallo della Lucania. Sono stati posizionati dei new jersey stradali, nel punto esatto in cui è avvenuto l’impatto, in attesa di un sopralluogo del personale del Settore Viabilità della Provincia per capire la tipologia di intervento da eseguire. Nelle prossime ore, invece, vigili del fuoco e guardia costiera tenteranno nuovamente il recupero dell’auto, ridotta a un cumulo di lamiere e rimasta a pelo d’acqua dopo il volo nella scarpata.

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