Il dovere e la passione di informare ogni giorno
Un buon non compleanno a noi: è l?augurio che ieri, 16 marzo, tutti i giornalisti del Mattino si sono rivolti nell?anniversario della fondazione del giornale, avvenuta proprio...
Un buon non compleanno a noi: è l’augurio che ieri, 16 marzo, tutti i giornalisti del Mattino si sono rivolti nell’anniversario della fondazione del giornale, avvenuta proprio in quel giorno alle soglie della primavera del 1892 ad opera di Matilde Serao e Edoardo Scarfoglio.
Lo facciamo prendendo in prestito l’unbirthday, il celebre paradosso di Lewis Carroll nel suo capolavoro “Alice nel paese delle Meraviglie”. Il Cappellaio Matto e la Lepre Marzolina, brindando con il tè, vogliono festeggiare una ricorrenza che cade ogni giorno dell'anno escluso, appunto, quello del compleanno. Ovvero 364 giorni su 365. Un espediente intrigante e scaltro per avere più tempo per festeggiare. Ma come nell’opera di Lewis Carroll ogni frase, ogni pagina, nasconde tante sfaccettature e rimanda a più profonde riflessioni, anche per noi del Mattino non si tratta di far festa. Se in effetti la ricorrenza di un compleanno è l’occasione per riflettere sul tempo che è trascorso e su quello che ci attende, anche per noi è un momento di valutare il nostro presente ed il nostro futuro ripercorrendo le pagine gloriose che ci hanno preceduto, indicandoci la strada, entrando nel nostro Dna. E capire se siamo sempre all’altezza di chi ci ha preceduto in tutti questi anni densi di racconto, critica, analisi e se, ancora, serviamo i nostri lettori con quel rigore, completezza e trasparenza che sono le cifre del quotidiano che ci è stato consegnato e che trasferiremo alle prossime generazioni di giornalisti.
Questo lavoro lo facciamo, dobbiamo farlo, ogni giorno, quello del compleanno e tutti gli altri 364 giorni dell’anno. Come stiamo facendo con i recenti tragici avvenimenti mondiali che tanta apprensione stanno creando e le complesse vicende del nostro territorio, con la dedizione dei cronisti alla ricerca e al servizio della verità. Così come narriamo di un Mezzogiorno a tutto tondo, evidenziandone gli slanci imprenditoriali che ne fanno la parte indispensabile per lo sviluppo e la competitività del Paese. Lo facciamo sia nella forma classica del giornale cartaceo sia nella consapevolezza della agilità e potenza delle moderne piattaforme - edizione digital, sito internet, social - che ci avvicinano anche alle giovani generazioni, ai cittadini del futuro.
Grazie, dunque, a chi, nonostante non si tratti di un anniversario a cifra tonda, ci ha fatto pervenire in tutti i modi gli auguri, tramite telefonate, messaggi, mail, note affidate alle agenzie di stampa. Ogni testimonianza di stima ed affetto costituisce una infusione di coraggio nel periodo delicato che l’editoria e il giornalismo stanno vivendo e che affrontiamo a testa alta - ogni giorno - sapendo che la nostra funzione di servizio è presidio indispensabile della democrazia.