Referendum, avvocati per il Sì: «Nomine bloccate dal correntismo»
Il Mattino

Referendum, avvocati per il Sì: «Nomine bloccate dal correntismo»

Martedì 17 marzo 2026
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Rush finale per i sostenitori del sì al referendum istituzionale. Manca meno di una settimana al voto e tutti i comitati che sostengono la riforma della giustizia sono in campo per...

Rush finale per i sostenitori del sì al referendum istituzionale. Manca meno di una settimana al voto e tutti i comitati che sostengono la riforma della giustizia sono in campo per incontri, assemblee e appuntamenti in vista del voto. Mobilitazione da parte dei partiti di centrodestra ma anche del mondo della giustizia che sostiene il «sì». Compresi pezzi di centrosinistra, come +Europa che ieri ha tenuto un evento a Napoli: «La separazione delle carriere non è la riforma di Meloni né di Nordio, e non è neanche la riforma di Berlusconi: è la riforma di Pannella, dei radicali, dei liberali, dei riformisti. Noi siamo per Sì, poi alle prossime politiche, voteremo e parteciperemo contro Meloni, il suo governo e la sua maggioranza», ha detto il deputato Benedetto Della Vedova.

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GLI AVVOCATI

A sostenere la separazione delle carriere ci sono moltissimi avvocati. A partire dal presidente dell’Ordine di Napoli Carmine Foreste. «È indiscutibile che il sistema giudiziario ad oggi risulta caratterizzato e condizionato da quelle assurdità, che sono rappresentate dall’unicità delle carriere e dalle degenerazioni del correntismo», spiega il numero uno degli avvocati napoletani secondo cui «la riforma offre l’opportunità di completare quel percorso innovatore e progressista, che supera definitivamente l’eredità fascista, attraverso il modello accusatorio e i principi del giusto processo, con particolare riferimento alla terzietà del giudice nel processo penale». Già, perché secondo Foreste «l’unicità delle carriere determina un legame indissolubile tra giudici e pubblici ministeri, che condividono percorsi professionali, circuiti elettorali e valutazioni disciplinari». Tra i temi più dibattuti, però, ci sono il sistema del sorteggio per i due Csm e l’istituzione dell’alta corte disciplinare. Secondo Foreste questi due punti «consentiranno di rompere il legame tra gli eletti al Csm e le correnti che ne influenzano il funzionamento». E non solo. Il numero uno dei legali napoletani risponde anche a chi, sul fronte del «no», sostiene che la riforma non produrrà effetti sull’efficienza della giustizia: «I ritardi cronici nelle nomine dei vertici degli uffici giudiziari, a seguito di un evento programmato come il pensionamento, condizionano l’efficienza dei Tribunali.

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Tali ritardi determinano una vacatio per lunghi periodi, anche anni, spesso a causa di veti incrociati e logiche spartitorie tra correnti. Il Tribunale di Napoli, con il pensionamento avvenuto a luglio 2025, da oltre nove mesi (e non sappiamo per quanto tempo ancora) è sprovvisto della nomina del nuovo Presidente da parte del Csm, nonostante i nomi sul tavolo dei possibili nominati sono sempre gli stessi, già da prima del citato pensionamento». Insomma, per il leader degli avvocati napoletani «l’importanza di questa riforma è tale da farla considerare come una opportunità più unica che rara». Foreste spiega come «la magistratura non sarà sottoposta al potere esecutivo perché le due carriere resteranno autonome e indipendenti da ogni altro potere» e che «l’attività dei pm non subirà condizionamenti, in quanto sia il principio dell’obbligatorietà dell’azione penale che l’attribuzione della disponibilità della polizia giudiziaria non sono modificati dalla riforma». Secondo Foreste, quindi, «votare “Sì” significa favorire quel cambiamento necessario verso un sistema giudiziario più credibile, rafforzando l’autonomia e l’indipendenza della magistratura attraverso l’eliminazione delle influenze interne ed esterne e ponendo la dignità del cittadino al centro del sistema giustizia».

GLI APPUNTAMENTI

Intanto, come accennato il centrodestra si prepara con eventi, incontri e assemblee. «Votare Sì significa scegliere una giustizia fondata su merito e competenza, non più su logiche di appartenenza», dice la deputata e coordinatrice provinciale di Fratelli d’Italia Marta Schifone che parteciperà oggi all’evento a Brusciano che vedrà tra i protagonisti il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove, il viceministro degli Esteri Cirielli e il senatore e leader regionale del partito Antonio Iannone. Domani, invece, tocca al ministro Carlo Nordio che sarà a Napoli per la celebrazione della fondazione del corpo della polizia penitenziaria, ma troverà l'occasione anche per parlare del voto sulla riforma che porta il suo nome.

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