Rimonta scudetto Napoli, intervista Michelangelo Rampulla: «Antonio può rimontare come nel 2002. Azzurri più leggeri di testa e di gambe»
Nove giornate alla fine, 810 minuti tutti da giocare. Per la Champions o forse per qualcosa in più? «È difficile, ma chi dice che sia impossibile?» Michelangelo...
Nove giornate alla fine, 810 minuti tutti da giocare. Per la Champions o forse per qualcosa in più?
«È difficile, ma chi dice che sia impossibile?»
Michelangelo Rampulla, nella primavera del 2002, difendeva i pali della Juventus di Marcello Lippi e Antonio Conte, quella capace di recuperare 6 punti all’Inter nelle ultime cinque gare disponibili.
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Annate diverse, condizioni differenti: ma il Napoli può davvero ancora pensare allo scudetto?
«Tanti anni di calcio mi hanno insegnato a non dare niente per scontato. E poi c’è un fattore che sposterà».
Quale?
«La corsa a tre, come fu nel 2002. Può complicare le cose per chi sta avanti. E il Napoli ha ancora lo scontro diretto con il Milan».
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Quale fu il segreto del 2002?
«Non avevamo niente da perdere. L’episodio chiave arrivò a cinque giornate dalla fine: Lippi e Conte (era capitano) chiesero alla squadra di vincerle tutte per poter approfittare di qualche errore. Quindi, fino a quando non mancheranno cinque partite si può ancora credere nell’impresa».
In alternativa, c’è la Champions.
«Milan e Napoli possono stare tranquille per la qualificazione, l’ultimo posto se lo giocheranno Como, Juventus e Roma. È una bella corsa».
Che stagione è stata per il Napoli?
«Una grande annata. Se pensiamo a tutto quello che ha passato...che sfortuna. Ma Conte è stato bravissimo, la squadra ha vinto una Supercoppa e tornerà in Champions: non è poco. Basti pensare a cosa successe l’anno dopo lo scudetto di Spalletti».
Tre anni sulla stessa panchina: Conte li ha vissuti solo alla Juventus.
«Ma è passato del tempo, Antonio è cambiato. Può restare ancora, conoscendolo: vuole restare anche perché ha capito che Napoli è una piazza difficile da trovare altrove, ambiziosa ma anche unica».
Il club, però, ha bisogno di ringiovanire la rosa.
«Antonio lo ha spiegato anche dopo il Lecce, al centro c’è il progetto. Migliorare la rosa integrandola ogni anno, senza stravolgimenti eccessivi, ma ripartendo dai punti di forza trovati in questi due anni di Napoli».