Sofia Di Vico, veglia e lacrime: Maddaloni si ferma per l'addio alla 15enne
Il Mattino

Sofia Di Vico, veglia e lacrime: Maddaloni si ferma per l'addio alla 15enne

Domenica 5 aprile 2026
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Maddaloni si è fermata. Le strade, le voci, il ritmo consueto della città hanno lasciato spazio a un silenzio carico di dolore per la scomparsa di Sofia Di Vico. La salma della...

Maddaloni si è fermata. Le strade, le voci, il ritmo consueto della città hanno lasciato spazio a un silenzio carico di dolore per la scomparsa di Sofia Di Vico. La salma della quindicenne è stata rilasciata nel pomeriggio di ieri, subito dopo l'autopsia effettuata presso il reparto di Medicina legale dell'Università Tor Vergata di Roma ed è rientrata a Maddaloni solo nel tardo pomeriggio, dove familiari e amici hanno atteso con un dolore composto ma straziante. Il feretro, intorno alle 18, è stato portato nella chiesetta della Confraternita Santa Maria del Conforto, adiacente alla chiesa della Santissima Annunziata dove è stata allestita la camera ardente, rimasta aperta fino alle 20. All'interno, i genitori Antonella e Fabio, lo zio Gianni, i nonni, e altri familiari, alcuni amici di famiglia.

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I FUNERALI

Tante lacrime. Qualche amica e le compagne di squadra hanno esitato ad entrare. Ma molti cittadini in maniera rispettosa, pur non conoscendo la giovane cestista, hanno voluto portarle l'ultimo saluto. Il feretro domani mattina, di buon'ora salvo cambi dell'ultimo minuto, sarà spostato all'interno della chiesa della Santissima Annunziata dove alle 10,30 sarà celebrato il rito funebre. Ad accoglierla ci sarà tutta la città, nonostante il giorno di festa, i suoi compagni di classe, i professori, gli amici di famiglia, e le sue compagne di squadra con la divisa sociale e con i palloni di pallacanestro tra le mani.
In questi giorni, con un ritmo molto lento, a Maddaloni si respira commozione, incredulità, sgomento. Perché quella di Sofia è una storia che lascia senza parole, una ferita improvvisa che ha colpito non solo i suoi cari, ma un'intera comunità.

La morte di Sofia Di Vico, l'allenatore: «Era la nostra campionessa»

Giovedì sera doveva essere un momento felice. Sofia era a Roma con la sua squadra, la Unio Basket Maddaloni, per una trasferta sportiva. Una cena insieme, in un ristorante sul litorale di Ostia, dove nulla lasciava presagire ciò che sarebbe accaduto di lì a poco. All'improvviso, qualcosa si è spezzato. Durante il pasto, Sofia ha iniziato ad accusare difficoltà respiratorie. Il tempo di capire, di reagire, e la situazione è precipitata. Si è accasciata, intorno a lei al panico. Sofia era allergica alle proteine del latte: un dettaglio fondamentale, ora al centro delle indagini. Nel suo piatto, secondo quanto ricostruito, c'erano uova e fagiolini. Ma il sospetto è che possa esserci stata una contaminazione. Un'ipotesi che, se confermata, renderebbe tutto ancora più drammatico. Anche perché, stando alle prime informazioni, l'allergia sarebbe stata segnalata al ristorante. Un elemento cruciale su cui la Procura di Roma sta cercando di fare chiarezza, dopo aver aperto un fascicolo per omicidio colposo e disposto il sequestro della cucina del locale.

I DISPERATI TENTATIVI

Ma mentre le indagini seguono il loro corso, resta il dolore di quegli istanti concitati, segnati dalla disperazione. Il padre, Fabio, era con lei. Come sempre nelle trasferte. Non l'ha lasciata un attimo. L'ha presa in braccio, l'ha portata in camera, ha cercato di aiutarla con i farmaci che aveva con sé, pronto a intervenire proprio per proteggere sua figlia da quel rischio che conosceva bene. Ha fatto tutto il possibile. Tutto ciò che un padre può fare. Non è bastato. La chiamata al 112, l'arrivo dei soccorsi, la corsa in ambulanza verso l'ospedale "Grassi" di Ostia. E poi l'attesa, sospesa tra speranza e paura. Una speranza che ha resistito fino all'ultimo, prima di infrangersi contro una realtà crudele, definitiva. Restano solo le domande, ancora senza risposta. Restano le responsabilità da accertare che, come per prassi, non arriveranno prima di novanta giorni. Intanto, la città calatina si prepara all'addio. Un addio fissato a Pasquetta, una giornata tradizionalmente di festa per i ragazzi. Un addio che unisce tutti, nel dolore e nel ricordo di Sofia. L'amministrazione comunale, guidata dal sindaco Andrea De Filippo, ha già predisposto l'iter per la proclamazione del lutto cittadino. Molte squadre dei campionati giovanili, in tutt'Italia, hanno rivolto ieri un pensiero a Sofia, come testimoniano gli scatti diffusi sui social.

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