Morto l?ex boss Marinelli, sul manifesto ricordato come ?amatissimo imprenditore?
Il Mattino

Morto l?ex boss Marinelli, sul manifesto ricordato come ?amatissimo imprenditore?

Domenica 5 aprile 2026
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Ad Avellino avranno pensato che forse la morte davvero è una ?livella? come scriveva Totó ed è in grado di cancellare tutto, anche un passato a pieno organico...

Ad Avellino avranno pensato che forse la morte davvero è una “livella” come scriveva Totó ed è in grado di cancellare tutto, anche un passato a pieno organico nella criminalità organizzata. 

È morto ieri a Mercogliano, in provincia di Avellino, l’ex luogotenente del clan dei cutoliani, Sergio Marinelli. Sul manifesto funebre affisso a Mercogliano e ad Avellino, l’ex referente degli affari cutoliani in Irpinia  è ricordato come “amatissimo imprenditore”. Eppure il passato di Marinelli è connotato da una grandissima capacità di penetrazione criminale per tramite della Nco, soprattutto nel post terremoto del violento sisma che colpì l’Irpinia nel 1980. Il clan di Cutolo - secondo i pm - a quel tempo riuscì a condizionare gli appalti della ricostruzione. 
 

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Marinelli, deceduto ieri, fu arrestato da latitante in Venezuela dall’ex capo della Polizia, anche lui di origine irpine, Antonio Manganelli. Scontata la pena, Marinelli era tornato in libertà, ed è deceduto ieri. Secondo la commissione parlamentare d’inchiesta sulla ricostruzione post sisma «l’imprenditore camorrista Sergio Marinelli (coinvolto nel caso Cirillo); le estorsioni ai danni della Società Silar relativamente all’appalto della tangenziale di Avellino; l’assassinio del vicesindaco di Sant’Agata dei Goti, avvenuto nel luglio 1990, dove è poi bruciata tutta la documentazione relativa alla ricostruzione». 
 

Tra le varie accuse a Marinelli figura pure il coinvolgimento nel torbidissimo caso del sequestro dell’ex assessore della Regione Campania, Ciro Cirillo, che in quel tempo aveva proprio la delega alla ricostruzione post-sisma. 
 

Ieri, a Mercogliano, lo schiaffo alla storia e alla cultura della legalità, con quel manifesto che semplicemente vuole ricordarlo come “amatissimo imprenditore”. 

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