Fondi europei, in Campania priorità a imprese e piano casa
Quasi 600 milioni per la competitività e le imprese, 250 per le risorse idriche, 100 milioni di euro per l?emergenza casa e le politiche abitative e 50 milioni di euro per...
Quasi 600 milioni per la competitività e le imprese, 250 per le risorse idriche, 100 milioni di euro per l’emergenza casa e le politiche abitative e 50 milioni di euro per l’energia. In tutto, un pacchetto di quasi un miliardo di euro su una dotazione complessiva che sfiora i 4 miliardi. Sono queste le nuove priorità definite dalla Regione Campania con la riprogrammazione dei fondi comunitari messa nero su bianco nel piano del governo italiano approvato da Bruxelles. Un’operazione fortemente voluta dal vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Raffaele Fitto, e che ha l’obiettivo non solo di accelerare la spesa ma anche di “orientare” le risorse su capitoli che, a distanza di quasi cinque anni dalla prima programmazione, risultano oggi prioritari e, sicuramente, più adeguati alle nuove esigenze dell’economia.
Le priorità
Da questo punto di vista, la Campania ha giocato un ruolo fondamentale nella riallocazione delle risorse che, per il nostro Paese, ha riguardato oltre 7 miliardi di investimenti (su una dote complessiva di 42 miliardi per il ciclo 2021-2027) verso i nuovi obiettivi strategici. La revisione ha interessato, infatti, 35 programmi su 48, con una prevalenza di programmi regionali, segno che il riassetto delle risorse ha avuto una forte ricaduta sui territori. Complessivamente, a livello europeo, Gli Stati membri hanno riprogrammato 34,6 miliardi di euro verso le priorità strategiche più urgenti dell'Unione Europea. Tra questi figurano il rafforzamento della competitività, il rafforzamento della difesa e della preparazione civile, la promozione di alloggi sostenibili e a prezzi accessibili, il miglioramento della resilienza idrica e il progresso della connettività energetica. Un cambiamento che, spiegano a Bruxelles, «rafforzerà il vantaggio competitivo dell’Europa, rafforzerà la sua sicurezza e preparazione, garantirà l’approvvigionamento energetico, renderà la vita quotidiana dei cittadini più accessibile e aumenterà l'indipendenza tecnologica dell’Europa. I fondi riprogrammati sosterranno anche lo sviluppo di competenze in materia di preparazione civile, difesa e ciber-sicurezza, nonché a sostegno del processo di de-carbonizzazione».
Per quanto riguarda la Campania, la quota principale delle risorse riallocate, 581 milioni e 141 mila euro, viene indirizzata sulla competitività, che diventa di gran lunga la voce dominante del nuovo impianto. Soldi destinati soprattutto a sostenere il tessuto produttivo e a finanziare investimenti per le imprese anche con la formula del credito d’imposta. Investimenti che dovrebbero aiutare il sistema campano a crescere in efficienza, capacità di attrazione e presenza nei settori a maggior valore aggiunto, provando a saldare i fondi di coesione con una politica industriale territoriale. Non meno importante il peso assegnato alla risorsa idrica. I 250 milioni di euro riallocati sul capitolo acqua rappresentano una cifra considerevole, soldi destinati ad affrontare un’emergenza che, anche per effetto dei cambiamenti climatici, diventerà sempre più consistente. Il pacchetto di investimenti riguarderà la tenuta delle reti e la modernizzazione delle infrastrutture. In questo senso, la riprogrammazione europea fotografa bene il cambio di paradigma: non più soltanto fondi per accompagnare la crescita, ma fondi per mettere in sicurezza i territori e renderli più resilienti. Stesso discorso per la componente abitativa. I 100 milioni di euro destinati alla casa indicano che la revisione dei programmi tiene conto anche della dimensione sociale della coesione.
La Campania è una delle regioni in cui più forte è la domanda di riequilibrio urbano, di rigenerazione, di recupero di spazi e di risposta ai fabbisogni abitativi delle fasce più fragili. Inserire una quota così rilevante nella riprogrammazione significa riconoscere che la competitività di un territorio non può essere separata dalle condizioni concrete in cui si vive nelle città e nelle aree periferiche. Fondi che confluiranno nel Piano casa all’ordine del giorno dell’esecutivo e che potrebbe contare su una dote aggiuntiva complessiva che si attesta, attualmente, a 1,5 miliardi di euro. Infine c’è il capitolo energia, con 50 milioni di euro. È la quota più contenuta, ma si inserisce in un quadro generale in cui la sicurezza energetica è diventata uno dei pilastri della nuova agenda europea, anche alla luce delle nuove emergenze innescate dal conflitto in Iran e dai rischi di una pesante crisi nell’approvvigionamento di gas e petrolio. La Campania si conferma, insomma, come una regione chiave nella strategia italiana di adattamento delle politiche di coesione alle nuove priorità. Ma adesso la vera partita si sposta sull’attuazione e sulla spesa delle risorse a disposizione.