Napoli città calamita, tra Pasqua e Pasquetta «Mai visti tanti turisti»
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Pasqua e Pasquetta d’arte e di mare. Il weekend che si è appena concluso, coinciso con l’avvento di un clima da primavera del Sud, ha riportato la vacanza made in Naples ai suoi standard unici: offerta culturale ricca, con le code per i musei, e spiagge più che animate con migliaia di bagnanti, tra tuffi e tintarelle d’aprile. Sale dell’arte aperte (e gratis l’altro ieri, per l’iniziativa del Mic ogni prima domenica del mese) e ristoranti pieni dal lungomare a Chiaia, passando naturalmente per i Decumani e per il centro storico. Non si cammina, sul lungomare: un fiume di corpi e di sorrisi catturati dalla bellezza innata del Golfo. I dati ufficiali dell’Osservatorio Comunale al Turismo arriveranno oggi, ma è lecito presumere che la stima dei 400mila vacanzieri in arrivo nel capoluogo partenopeo per il weekend della Resurrezione sia stata superata. Assalto al mare e assalto ai musei. E ai tavoli. Secondo una stima di Confesercenti Campania, il tasso di occupazione dei coperti dei pubblici esercizi è stato del «70% circa», nel long weekend pasquale. Un vero e proprio boom di Pasquetta si è registrato alla Floridiana, con 3881 ingressi nel parco del Vomero. Sono 4714 gli ingressi di ieri nei musei della collina.