Caos voli, guerra del carburante: rifornimenti a rischio. Attesa oggi la nave con il cherosene per gli aerei
Il Mattino

Caos voli, guerra del carburante: rifornimenti a rischio. Attesa oggi la nave con il cherosene per gli aerei

Martedì 7 aprile 2026
8 visualizzazioni

Ai distributori i prezzi di benzina e diesel sono continuati a salire anche a Pasqua e Pasquetta. Ma l?attenzione - più che per le auto - cresce per il carburante destinato agli...

Ai distributori i prezzi di benzina e diesel sono continuati a salire anche a Pasqua e Pasquetta. Ma l’attenzione - più che per le auto - cresce per il carburante destinato agli aerei. A maggior ragione dopo che ieri anche lo scalo di Brindisi ha annunciato fino alle 12 di oggi restrizioni ai rifornimenti dei vettori. Anzi, mentre si allontana l’ipotesi di una tregua in Iraq, è in atto una vera corsa a livello globale per accaparrarsi il jet fuel, il cheresone, che per il 43 per cento viene movimentato dallo stretto di Hormuz e che ha visto dall’inizio della guerra raddoppiare le sue quotazioni, con non poche ripercussioni sui prezzi dei voli. Uno scontro che monta giorno dopo giorno, coinvolgendo compagnie aeree, gestori aeroportuali e anche gli Stati. E che potrebbe colpire soprattutto quei Paesi come l’Italia che sono forti esportatori di prodotti petroliferi, compreso il Jet, e che potrebbero vedersi ridotte le quote per il loro mercato interno.

APPROFONDIMENTI


Tratte cancellate e prezzi in aumento: la guida
Aeroporto di Brindisi senza carburante

Già oggi potrebbe arrivare a Venezia una prima nave che trasporta Jet Fuel e un’altra, più grande, è attesa giovedì al porto di Rotterdam. Intanto, come detto l’aeroporto di Brindisi, ieri, ha comunicato di non poter garantire agli aerei la possibilità di fare rifornimento fino alle 12 di oggi. Ma non perché manchi il carburante: uno dei principali fornitori dello scalo ha chiesto una limitazione, vista la richiesta anomala di extra quantitativi di alcuni vettori. Il presidente di Aeroporti di Puglia, Antonio Maria Vasile, non solo ha fatto sapere: «Al momento, da noi, non c'è alcuna emergenza». Ma ha spiegato: «Gli aeromobili provenienti da Milano, Bologna e Venezia hanno fatto rifornimento a Brindisi riducendo significativamente la scorta, che verrà comunque ripristinata nella mattinata di oggi».

Negli scorsi giorni Linate, Bologna, Treviso e Venezia avevano annunciato restrizioni ai vettori, visto che un loro fornitore aveva dovuto fare i conti con i ritardi nella consegna di un carico di Jet Fuel, proveniente dal Golfo Persico. Risultato? Le compagnie si sono indirizzate su Brindisi per fare il pieno, anche per anticipare nuovi rialzi.

Per la cronaca limitazioni sono state decise anche negli scali di Reggio Calabria - dove sono in attesa del rifornimento odierno per le 14 - e a Pescara, perché ieri era fuori uso un’autocisterna. Queste scelte, però, sono legate ai timori dei fornitori, visto l’aumento delle richieste da parte dei vettori. Pierluigi Di Palma, presidente dell’Enac, getta acqua sul fuoco: «Non c’è al momento alcun allarme sui rifornimenti di carburante negli aeroporti. Casomai, ma questo avveniva già prima della guerra, c’è un problema di infrastrutture di stoccaggio soprattutto nei piccoli scali italiani, sul quale stiamo discutendo con le principali compagnie». Chiaramente questa situazione fa aumentare sia i prezzi del Jet sia i biglietti aerei. Il numero uno dell’Enac, però, non esclude né «un effetto domino» né «un tentativo di alimentare uno stretto collegamento con la guerra». Sicuramente tra i gestori aeroportuali c’è, in via precauzionale, la volontà di contenere gli approvvigionamenti. Anche nei giorni di Pasqua e Pasquetta è continuato a crescere il prezzo di benzina e diesel ai distributori.

Visto lo scenario attuale, il Brasile ha annunciato di voler tagliare le accise sul Kerosene per alleggerire il costo dei biglietti aerei. Perché la guerra per accaparrarsi il kerosene non riguarda solo vettori e società di gestioane aeroportuale, ma i sistemi Paesi coinvolgendo anche benzina e diesel.

Spiega Gianni Murano, presidente dell’Unem, associazione che raggruppa le aziende della filiera italiana petrolifera: «Chiaramente tutto dipenderà dell’evoluzione del conflitto, ma non vedo sul breve rischi di esaurimento di carburanti per le nostre auto, per l’autotrasporto o quello aereo. Intanto gli approvvigionamenti alle raffinerie sono garantite fino a maggio, ma soprattutto l’Italia è un importante esportatore di benzina e gasolio». Proprio il surplus di carburanti pone un’altra questione. «C’è il rischio - spiega il presidente di Unem - che la benzina e il diesel prodotti in Italia possono finire maggiormente in quei Paesi, come la Francia, che invece registrano un gap nella produzione di questi carburanti».

Entrando più nello specifico, Murano ricorda che, «su una domanda interna di 9 milioni - produciamo 15 milioni di tonnellate di benzina, che per il 40 per cento viene venduto all’estero». Sul gasolio, invece, le proporzioni non sono tanto diverse. «La domanda - aggiunge il presidente di Unem - è di 23 milioni di tonnellate: però se è vero che ne importiamo 5 milioni, ne esportiamo 8. E dei 5 milioni esportati, soltanto mezzo milione arriva da Paesi (Emirati e Kuwait, ndr) più coinvolti dal blocco di Hormuz, mentre la parte prodotta in Arabia Saudita proviene da impianti sul Mar Rosso. Anche se in maniera inferiore, siamo anche produttori di carburante per gli aerei». Detto questo, valutare possibili tetti alle esportazioni - ipotesi al momento non presa in considerazione - si scontrerebbe con le norme di libera circolazione di beni e persone nell’Unione europea.

Sul fronte dei carburanti per le auto, come detto, in rialzo benzina e diesel. Stando all’osservatorio dei prezzi del Mimit, la benzina in modalità “self” è stata venduta in media a 1,781 euro al litro contro gli 1,777 di sabato. Il gasolio è arrivato a 2,140 euro al litro, dieci centesimi in più rispetto al report delle 48 ore precedenti. Sempre il Mimit fa sapere che «sulla rete autostradale il prezzo medio self è di 1,816 euro al litro per la benzina e 2,157 euro al litro per il diesel». Intanto su alcuni distributori sono riapparsi cartelli con su scritto “Carburanti esauriti”. «Sono casi sporadici - fa sapere Murano - Niente a che vedere con quanto sta avvenendo in Francia, dove gli operatori rimasti a secco sono oltre 1.600».

Condividi questo articolo