Sicuri che abbia 90 anni? Damato chiude la Maratona di Milano in 4 ore e 35': record del Mondo stracciato
Il primato precedente era di 6 ore e 14'. L'incredibile impresa del torinese che ha iniziato a correre a...73 anni. "Non sono neanche tanto stanco, domenica prossima faccio una Mezza. E nel 2027 qui spero di fare meglio..."
Il primato precedente era di 6 ore e 14'. L'incredibile impresa del torinese che ha iniziato a correre a...73 anni. "Non sono neanche tanto stanco, domenica prossima faccio una Mezza. E nel 2027 qui spero di fare meglio..."
Mario Salvini Giornalista 12 aprile - 18:39 - MILANO Giuseppe Damato, 90 anni, felice dopo il traguardo in piazza Duomo“Mi manca un po’ di fiato”, ha detto il signor Giuseppe allo speaker che lo attendeva subito dopo l’arco del traguardo, davanti al Duomo. Ma è stato un attimo, poi è bastato fargli una domanda e lui è partito a raccontare con lo stesso impeto che deve aver avuto 4 ore e 35 minuti prima, allo sparo in Corso Sempione. “Da dove viene?”, ha proseguito lo speaker. E lui: “Da Torino, ma non a piedi, eh”. Il fiato era già recuperato, lo spirito quello non s’era mai affievolito, nemmeno per un attimo. Giuseppe Damato sorridendo e scherzando ha portato a termine la sua missione annunciata. Alla Maratona di Milano non ha battuto il record del Mondo, lo ha polverizzato. Ha abbassato il primato della Categoria M90 (più di 90 anni) di un’ora e 39 minuti. Avete letto bene. Fino a stamattina il limite sulla maratona per un ultranovantenne era di un altro italiano, Antonio Rao, che alla Maratona di Roma nel 2023 aveva completato i 42Km 1 195 metri in 6 ore 14 minuti e 44 secondi. Damato se lo è fumato, come da programma: in 4 ore e 35", da definire con più precisione. Ma son dettagli. Quel che conta è che era tutto certo, anche solo perché lo scorso novembre, nella sua Torino, Damato aveva corso in 4h 30’01”. Ma allora aveva solo 89 anni. Classe 1936, i 90 li ha fatti a gennaio. E quindi eccoci qui.
VIDEO: Milano Marathon, segui in diretta la presentazioneCON Gli angeli costodi
—Al netto di imprevisti e infortuni la barriera era destinata ad essere abbattuta. Giuseppe Damato lo ha fatto, “scortato dai miei due angeli custodi”, come ha ripetuto a tutti. I suoi nipoti, ovvero Siro D’Amato, figlio del fratello, per cui la maratone sono una bazzecola, giacché è abituato al Tor des Géants, da lui affrontato tre volte (sono 330 km con 24.000 metri di dislivello); e Stefano Damato, figlio di suo figlio, 28enne, alla prima maratona in vita sua. La bizzarra differenza dei cognomi è data dal fatto che il signor Giuseppe anni fa aveva deciso di cambiare il suo togliendo l’apostrofo, cosa che i fratelli non hanno fatto. “I miei angeli mi hanno un po’ frenato, perché io ho vizio di partire forte. E’ grazie a loro se sono arrivato bello fresco. Devo dire che non sono neanche tanto stanco”.
Siro D'Amato, Giuseppe Damato e Stefano D'Amato
Gli esordi a...73 anni
—Di maratone invece Giuseppe Damato con quella di ieri è arrivato ad averne terminate 17. “Perché a correre ho cominciato da poco, a 73 anni”, ha raccontato. Lasciando tutti sbigottiti. “Sì, fino ad allora la passione era stata la bicicletta. Ma ho fatto un incidente, e mia moglie mi disse che dovevo smettere. Ho smesso, e…ho cominciato a correre. A 73 anni nella mia prima maratona ho fatto 3 ore e 40”. E non c’è più fermato, né ha smesso di giocare a tennis: “Un paio di volte alla settimana”. E comunque anche in bici si era esibito in qualche bella impresa. “A 18 anni sono andato da Torino a Napoli in quattro giorni. E mi sono fatto tutti i passi dolomitici, nei luoghi della mia infanzia, ho il fisico da scalatore io”. Vero: alto 1.60, il signor Giuseppe ha un bel peso forma di 49 kg. E’ nato a Torino, figlio di un pugliese, Stanislao, che a proposito di geni buoni ha vissuto fino a 102 anni, e di una veneta di San Vito di Cadore. Dove la famiglia è sfollata durante la guerra. Tornato a Torino, per tutta la vita Giuseppe ha condotto una piccola azienda di pavimenti in parquet. Stando sempre ben in movimento. “Domenica 19 ho visto che c’è una Mezza dalla mie parti, ci sono amici che la fanno, credo che andrò anch’io. Conto di correre ancora una decina d’anni, non di più. Quindi come tempo spero di far meglio alla prossima”. Se volete capire quel che c’è da capire da questa straordinaria storia.
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