Oggi assemblea di Lega: c'è la maggioranza per lanciare Malagò alla presidenza Figc
In mattinata si riuniscono i club della massima serie. Cairo: "Stimo Giovanni, giusto puntare su di lui"
In mattinata si riuniscono i club della massima serie. Cairo: "Stimo Giovanni, giusto puntare su di lui"
Alessandra Gozzini Giornalista 13 aprile - 07:34 - ROMALa Serie A è pronta a esprimere il proprio candidato alla presidenza federale: lo farà ufficialmente nell’assemblea di Lega di oggi. Tutti i rappresentanti delle venti società convocati a Milano per le undici e trenta del mattino: la possibilità di una partecipazione video, a differenze delle ultime riunioni, stavolta è annullata. I club dovranno essere presenti perché il tema è di stretta attualità e perché ci saranno delle posizioni da sottoscrivere. Nel frattempo il conto delle preferenze va costantemente aggiornato: in mattinata il favore per Giovanni Malagò potrebbe diventare (quasi) unanime. Dei venti club di A, 17-18 sono con lui: quasi un plebiscito. Considerate le divisioni che spesso animano i confronti in Lega, è a maggior ragione una maggioranza ampia e compatta. Si sommano anche gli endorsement: Urbano Cairo, presidente del Torino, lo ha fatto intervenendo a Sky. "Se ho una preferenza per la prossima guida della Figc? Io so che c’è un’ipotesi di Giovanni Malagò per quel che riguarda la Lega Serie A: io lo stimo e lo conosco bene, Malagò è una persona molto capace e ha fatto bene al Coni, potrebbe essere una persona sulla quale puntare". La Serie A converge proprio sulla persona, prima ancora che sui programmi: per molte voci interne alla Lega è Malagò il dirigente sportivo più quotato in Italia, da record nella sua esperienza da numero uno del Coni: le 40 medaglie azzurre alle Olimpiadi di Parigi 2024 (confermato il medagliere di Tokyo 2020, ma con più ori) sono state festeggiate durante la sua gestione.
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—I dialoghi proseguiranno anche in mattinata con l’obiettivo della Lega di arrivare a un consenso quasi assoluto. Consenso che comprende anche il Milan, che nei giorni scorsi aveva provato a suggerire il nome di Adriano Galliani. Lo stesso ex ad rossonero, nel declinare l’invito, ha aggiunto un voto ideale (oggi, senza pallone, si dedica all’attività di senatore) a Malagò. La minoranza è capitanata da Claudio Lotito, vertice della Lazio, rimasto in questi giorni silente. La sua opera di convincimento non dovrebbe però persuadere più di due-tre club. Se le previsioni saranno confermate, l’assemblea indicherà il proprio candidato (c’è tempo fino al prossimo 13 maggio: pronunciarsi in largo anticipo sarebbe un’altra evidenza di un consenso solido) con cui concludere il primo tempo della sfida. Il secondo si aprirà il 22 giugno con il voto in Consiglio federale in cui saranno chiamate tutte le componenti. Da oltre vent’anni, cioè dal 2001 con Franco Carraro, il presidente Figc non è espressione diretta dei club di A.
programmi
—I quali, unitamente alla dichiarazione formale di candidatura, presenterebbero un documento in cui rivendicare le proprie esigenze: soluzioni per rifondare il calcio italiano in profonda crisi che il presidente federale dovrebbe poi portare avanti non solo in Consiglio Figc, ma nelle interlocuzioni con il governo. Le soluzioni che per le società non sono più rinviabili sono le stesse: una fiscalità agevolata nel rilancio dei settori giovanili e negli investimenti su nuovi stadi di proprietà, la cancellazione del divieto di pubblicità del betting e il prelievo sui ricavi derivati dalle scommesse sul calcio. Malagò sarebbe sensibile a certe rivendicazioni dei club, il governo (dalle parole del vicepremier Matteo Salvini) meno alla nomina dello stesso Malagò: "Onestamente preferirei guardare avanti. Se il calcio italiano ha bisogno di un ricambio, mi piacerebbe qualche volto nuovo".
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la giornata
—I club sono decisi: la Serie A si prepara a diventare la prima componente federale a svelare ufficialmente il nome del proprio candidato a prossimo presidente federale. E avere l’appoggio compatto dei club della massima serie avrebbe chiaramente un peso notevole verso l’elezione di giugno.
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