Elezioni Figc: ipotesi Malagò, ecco come cambiano gli equilibri ma Abete non ci sta
La Gazzetta dello Sport

Elezioni Figc: ipotesi Malagò, ecco come cambiano gli equilibri ma Abete non ci sta

Lunedì 13 aprile 2026
2 visualizzazioni

L'accelerazione della A può orientare calciatori e allenatori: resta l'ipotesi Albertini o un altro ex 

L'accelerazione della A può orientare calciatori e allenatori: resta l'ipotesi Albertini o un altro ex 

Elisabetta Esposito Giornalista 13 aprile - 08:53 - ROMA Giancarlo Abete

Ad appena dieci giorni dalle dimissioni di Gabriele Gravina dalla presidenza della Figc, si vive oggi la prima di una serie di tappe fondamentali nella corsa alla guida del calcio che verrà, quello che — a detta di tutti — ha urgente bisogno di una rifondazione. L’Assemblea della Lega Serie A di questa mattina a Milano segna un momento chiave anche per il resto delle componenti federali che si apprestano a formalizzare il loro sostegno a un candidato in vista delle elezioni in programma il 22 giugno. 

VIDEO: Abete: "Non parlerei di rivoluzione. E sulla mia candidatura..."

idea albertini

—  

La Serie A come detto è pronta a sostenere Giovanni Malagò. Ma il fatto che sia una decisione insolitamente compatta e raggiunta piuttosto in fretta non può non avere un significato politico, così rilevante da poter indirizzare gli scenari futuri. Partiamo dall’Assocalciatori di Umberto Calcagno. Finora l’Aic, che in Assemblea elettiva ha un importante 20% dei voti e che potrebbe rivelarsi l’ago della bilancia anche stavolta, è rimasta alla finestra, principalmente in attesa dell’appuntamento di oggi in via Rosellini. Una spinta forte per Malagò potrebbe portare i calciatori ad allinearsi con la Serie A, visto pure che parliamo di un candidato che ha rapporti con molti associati e che vanta un profilo sportivo, calcistico e dirigenziale che non dispiace. Stesso discorso per l’Assoallenatori di Renzo Ulivieri, che a giugno esprimerà il suo 10% di preferenze. Certo, per l’Aic sarebbe di gran soddisfazione vedere un ex calciatore presidente. E in questo senso il profilo più accattivante è quello di Demetrio Albertini, seguito da Damiano Tommasi. Entrambi hanno avuto incarichi importanti in Figc in passato ed entrambi sono già stati candidati per guidare la Federazione: Albertini (che è stato anche subcommissario con Guido Rossi) perse nel 2014 contro Carlo Tavecchio, Tommasi si presentò contro Gravina e Cosimo Sibilia nel gennaio 2018, quando nessuno raggiunse il 51% e si arrivò al commissariamento. Quello di Albertini, come si diceva, è al momento il nome su cui potrebbero convergere più consensi, resta da vedere se vorrà esporsi contro un Malagò che parte fortissimo e con cui per chiunque sarà difficilissimo fare i conti. 

abete c'è

—  

Di sicuro le componenti vogliono conoscere il programma dello storico ex presidente del Coni e trascinatore dei Giochi di Milano Cortina. La Lega Pro di Matteo Marani (che ha il 12% dei voti), così come molti presidenti di Serie B (che ha il 6%), aspetta chiarimenti soprattutto da questo punto di vista prima di confrontarsi con i suoi e poi con le altre componenti per definire una linea. Molto diversa la posizione di Giancarlo Abete e della sua Lnd. I Dilettanti, con il 34% delle preferenze in Assemblea elettiva, hanno sulla carta un innegabile peso politico. E appare altrettanto chiaro che al momento il loro presidente non sia contento (eufemismo) del possibile arrivo di Malagò. In questi primi giorni di telefonate, avance e proposte, anche Abete ha fatto la sua parte, sponsorizzando non tanto — o non soltanto — se stesso come nuova guida della Figc, quanto un “qualcuno” che faccia già parte del sistema. Un’idea che in un momento come questo, in cui a fronte di tre mancate qualificazioni mondiali l’Italia reclama cambiamento forte, rischia di rivelarsi controproducente. Abete sarebbe pronto all’occorrenza a scendere in campo, ma quando si parla di un suo ritorno molti sottolineano che si dimise da presidente dopo il flop al Mondiale 2014, lì dove tutto è cominciato... È facile comunque che Malagò, una volta formalizzata la propria candidatura, faccia un passaggio anche con lui, ma chi conosce Abete giura che, almeno per il momento, un compromesso sarebbe molto difficile. Attenzione però, i delegati che voteranno il 22 giugno per la Lnd sono 99 e non è affatto detto che si esprimano in blocco secondo le indicazioni del loro presidente: il famoso 34% potrebbe dunque non essere così immutabile. 

Pronostici sulla Serie A generati dalla nostra IA. Prova gratis Gazzetta AI Predictor.

opposizione

—  

Di sicuro c’è anche una certa politica, a partire dal ministro per lo Sport Abodi, ma ieri si è espresso anche Salvini, che non vede di buon occhio il possibile arrivo di Malagò nel calcio. In questo senso si sta creando un inedito asse Abodi-Abete, che potrebbe finire con il sostegno allo stesso Abete, ma anche a un calciatore come Albertini (ammesso che azzardi la candidatura) o a un nome suggestivo, stile Roberto Baggio o Gigi Buffon, da inserire magari subito prima della chiusura dei termini per presentare le candidature (il 13 maggio). Un po’ come si era provato a fare (vanamente) lo scorso anno con Del Piero a ridosso dell’ultima elezione di Gravina. Anche perché se si renderanno conto che trovare un candidato in grado di battere Malagò alle urne è troppo difficile e non si arrenderanno a lasciarlo correre da solo, l’unica alternativa è puntare a disperdere i voti, cercando di non farlo arrivare al 51% per sperare poi in un commissariamento.

Leggi anche Assist fantacalcio: tutti i +1 della 32ª giornata di Serie AOggi assemblea di Lega: c'è la maggioranza per lanciare Malagò alla presidenza Figc

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi questo articolo