Serginho: "Milan da Champions, mi fido di Allegri. Leao? Un gol alla Juve per riaccendere l'amore"
La Gazzetta dello Sport

Serginho: "Milan da Champions, mi fido di Allegri. Leao? Un gol alla Juve per riaccendere l'amore"

Martedì 14 aprile 2026
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L'ex terzino brasiliano sul momento negativo dei rossoneri: "Con l’Udinese brutta prova, ma niente di così anomalo. Non mi preoccupo per l’ingresso nelle prime quattro: mi fido di Allegri, centrerà l’obiettivo"

L'ex terzino brasiliano sul momento negativo dei rossoneri: "Con l’Udinese brutta prova, ma niente di così anomalo. Non mi preoccupo per l’ingresso nelle prime quattro: mi fido di Allegri, centrerà l’obiettivo"

Andrea Ramazzotti Giornalista 14 aprile 2026 (modifica alle 10:28) - MILANO

Fiducia nel Milan. Nonostante la sconfitta contro l’Udinese e un vantaggio rispetto alle inseguitrici che si è ridotto, Serginho è convinto che il Milan chiuderà tra le prime quattro e centrerà la qualificazione alla Champions. Le parole del Concorde sono musica per le orecchie del popolo rossonero che sabato ha fischiato Leao e tutta la squadra. Domenica a Verona e sette giorni dopo nel big match con la Juventus il finale sarà diverso e il brasiliano è convinto che la formazione di Allegri tornerà a mostrare le sue potenzialità.

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Serginho, cosa è successo secondo lei sabato al Milan?

"Niente di così strano e anomalo. In questa stagione la squadra ha fatto molto bene contro le grandi, ma ha sofferto parecchio contro le medio piccole. Quando il Milan deve proporre gioco, va più in difficoltà: a San Siro era successo anche con il Parma". 

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"Non mi preoccupo delle squadre che sono dietro, ma del Milan: se gioca con la personalità che ha mostrato nel derby e in tante altre partite, non mi preoccupo per l’ingresso nelle prime quattro. Penso che la classifica avrebbe potuto essere ancora migliore rispetto all’attuale se non ci fossero stati dei passi falsi evitabili contro avversarie inferiori, ma adesso contano solo le ultime sei giornate nelle quali bisogna centrare l’obiettivo". 

Il Milan dipende solo da se stesso. Non guardo il calendario: per me i rossoneri hanno le potenzialità per chiudere al secondo o terzo posto

Serginho

Allegri ce la farà?

"Il Milan ha il destino nelle sue mani e dipende solo da se stesso, dai risultati che farà. Non guardo il calendario: per me la squadra ha le potenzialità per chiudere al secondo o al terzo posto se torna a mostrare l’equilibrio e la concretezza che le hanno permesso di stare ventiquattro partite di campionato senza perdere. Da domenica mi auguro di rivedere quella formazione". 

A Verona, contro un Hellas quasi in B, l’errore da non commettere è sottovalutare l’impegno.

"Non credo che succederà. Soprattutto dopo la sconfitta con l’Udinese, mi aspetto un Milan arrabbiato e concentrato al massimo. Si tratta di una gara da non sbagliare assolutamente perché poi arriverà a San Siro la Juventus". 

Insomma i prossimi due turni saranno decisivi?

"L’incontro con la Juventus sarà assolutamente determinante. In caso di vittoria contro i bianconeri, l’obiettivo sarebbe praticamente raggiunto. Prima però bisogna battere il Verona".

Per battere l’Hellas Allegri tornerà al 3-5-2. Giusto così dopo che il 4-3-3 non ha funzionato?

"Con l’Udinese, come ha sottolineato Allegri, è mancato ordine tattico. Il Milan è partito a inizio stagione con il 3-5-2 e ha cambiato sistema di gioco nel corso di qualche gara e sabato per la prima volta dall’inizio. Alternare moduli non è facile per i giocatori: il rischio è quello di non avere memorizzato i nuovi meccanismi e di regalare troppe occasioni da gol come successo con l’Udinese. Però non date le colpe solo alla difesa come reparto perché la fase di non possesso la fa la squadra nel suo complesso". 

A preoccupare di più è l’attacco visto che l’ultimo gol di una punta risale al 1° marzo... 

"Il 3-5-2 che ha portato il Milan così in alto in classifica è un sistema che dà solidità alla squadra e valorizza molte individualità, ma non gli attaccanti. Leao e Pulisic sono due esterni offensivi e non hanno le caratteristiche per giocare spalle alla porta: hanno bisogno di spazi per giocare l’uno contro uno, per crossare o per arrivare alla conclusione. Soprattutto Leao se non ha la possibilità di ripartire a sinistra, è penalizzato. Si è sacrificato a fare il centravanti e in alcuni incontri ha fatto bene e segnato, ma non è il suo ruolo naturale". 

Sabato Rafa è stato fischiato sonoramente.

"San Siro è uno stadio esigente che in passato lo ha applaudito tante volte quando ha segnato e offerto prestazioni importanti. Diciamo che nell’ultima stagione e mezzo non sempre Leao è riuscito a esprimere le sue grandi potenzialità". 

La storia d’amore tra il portoghese e il popolo rossonero è finita? A fine stagione sarà addio?

"Nel calcio tutto cambia velocemente e non darei giudizi definitivi. Magari i fischi di sabato per Leao saranno uno stimolo in più per dimostrare quello che vale in questo finale di stagione. A volte basta un gol per riaccendere l’amore. Per esempio se segnasse la rete decisiva per battere la Juventus...". 

Lo farebbe giocare domenica a Verona?

"La decisione spetta ad Allegri: nessuno come lui conosce le condizioni fisiche della squadra e ha il polso della situazione. Prenderà la decisione giusta per il Milan e per arrivare all’obiettivo".

Il Milan deve giocare la Champions. Per la sua storia, per il club che è e per i tifosi che ha. Io sono ottimista: credo in Allegri e nei suoi uomini

Serginho

Risposta diplomatica.

"Non c’entra la diplomazia: da fuori non è facile dare giudizi. Io da tifoso del Milan speravo che la squadra riuscisse a vincere lo scudetto, ma ha lasciato per strada troppi punti in incontri alla portata. Adesso l’errore non deve essere commesso nella corsa per la qualificazione alla Champions". 

Senza l’ingresso nelle prime quattro la stagione sarebbe fallimentare.

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"Il Milan deve giocare la Champions. Per la sua storia, per il club che è e per i tifosi che ha. Io sono ottimista e non vogliono neppure pensare che dopo l’ultima giornata non saremo tra le prime quattro: siamo lassù dall’inizio e resto convinto che ce la faremo. Sono ottimista e credo in Allegri e nei suoi uomini. A Verona e contro la Juventus vedremo il vero Milan. Ne sono convinto".

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