Petrolio e Gnl: da dove arrivano le forniture italiane
La Gazzetta dello Sport

Petrolio e Gnl: da dove arrivano le forniture italiane

Mercoledì 15 aprile 2026
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Nel suo attacco alla premier Giorgia Meloni, il presidente Donald Trump ha sottolineato anche che il petrolio italiano passa per lo stretto di Hormuz. È davvero così? Riepiloghiamo da che Paesi l'Italia importa il greggio per produrre benzina e gasolio e il Gnl (gas naturale liquefatto, prevalentemente metano) per gli impieghi industriali

Nel suo attacco alla premier Giorgia Meloni, il presidente Donald Trump ha sottolineato anche che il petrolio italiano passa per lo stretto di Hormuz. È davvero così? Riepiloghiamo da che Paesi l'Italia importa il greggio per produrre benzina e gasolio e il Gnl (gas naturale liquefatto, prevalentemente metano) per gli impieghi industriali

Marco Bruckner 15 aprile - 10:44 - MILANO Le importazioni italiane di petrolio dal Medio Oriente sono significativamente diminuite rispetto al 2022

L'attacco di Donald Trump a Giorgia Meloni si è subito preso le prime pagine dei giornali (l'intervista del tycoon è stata pubblicata dal Corriere della Sera). Il presidente americano ha criticato la premier per il mancato sostegno italiano alla campagna bellica americana e israeliana attualmente in atto in Iran. Nella sua invettiva, il tycoon ha fatto riferimento anche all'importanza dello stretto di Hormuz per le importazioni petrolifere italiane: "Dice semplicemente che l’Italia non vuole essere coinvolta. Anche se l'Italia ottiene il suo petrolio da là (lo stretto di Hormuz, ndr), anche se l’America è molto importante per l'Italia. Non pensa che l'Italia dovrebbe essere coinvolta. Pensa che l'America dovrebbe fare il lavoro per lei". Per quanto sia vero che l'Italia ordini forniture anche dal Medio Oriente, l'area del Golfo non è però quella da cui l'Italia importa la maggior parte del suo greggio. Partendo da questo presupposto, andiamo a scoprire quali sono le aree da cui provengono la maggior parte del petrolio e del Gnl (gas naturale liquefatto) italiano. Da ricordare che, trattandosi di materie prime quotate sul mercato azionario, il prezzo del greggio e del Gnl, e di conseguenza dei suoi derivati come i carburanti, può variare significativamente a prescindere dall'accessibilità delle aree di approvvigionamento. I dati utilizzati in questo articolo, che si fermano al 2025 per quanto riguarda le importazioni di petrolio e al 2024 per quelle di Gnl, sono stati elaborati da Unem (Unione energie per la mobilità). 

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le importazioni di petrolio nel 2022

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A cominciare dal 2022, anno in cui è cominciata l'invasione russa in Ucraina, l'Italia ha cambiato la propria strategia di approvvigionamento petrolio. In questa annata gli ordini di greggio totali, pari a 62.515.000 tonnellate, erano così suddivisi: il 40,6% proveniva dall'area ex Urss (Unem sottolinea che l'incremento congiunturale dei primi 11 mesi dell'anno delle importazioni dalla Russia è dovuto al forte incremento di greggio russo arrivato alla raffineria Isab di proprietà della società svizzera Litasco, ma facente capo alla Lukoil che in questa fase non ha altre possibilità di approvvigionamenti. Il peso delle importazioni di greggio russo al netto della quota arrivata in Isab avrebbe in realtà una incidenza limitata a pochi punti percentuali), il 28,5% dall'Africa, il 20,4% dal Medio Oriente, l'8,7% dall'America e l'1,8% dall'Europa. Per quanto riguarda l'area mediorientale nello specifico, oltre a sottolineare che quattro anni fa si trattava comunque della terza d'importazione per volume, si poteva registrare un calo delle importazioni (-6,9%) già nel 2022. 

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le importazioni negli anni successivi

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Come detto, la campagna russa in Ucraina ha costretto l'Italia a rivedere il proprio piano di importazione. Già nel 2023, infatti, l'area da cui Roma effettuava più ordini era l'Africa (30,9%), seguita dai Paesi ex Urss (29%, nello specifico d'ora in poi per quest'area ci si riferisce esclusivamente a Kazakhstan e Azerbaijan, essendo state azzerate le importazione dalla Russia), Medio Oriente (21%), America (14,3%) ed Europa (4,7%). Nonostante questo sconvolgimento, l'aumento di ordini dall'area mediorientale, dunque quella più esposta alla chiusura dallo stretto di Hormuz, è stato solo dello 0,8% contro la crescita del 61,5% e del 162,3% delle importazioni da America e Europa. Nel 2024, anche e soprattutto a causa dell'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 e della conseguente risposta israeliana, gli ordini dall'area del Golfo (pari al 16,6% delle importazioni totali) sono calati del 27%, mentre sono continuate a crescere le importazioni dall'Africa (37% del totale, +10,7%), con la Libia che è tornata a essere il maggior fornitore di greggio italiano (21% dell'incidenza totale). In generale, in questa annata sono diminuite le importazioni di greggio (-7,4%), il che ha portato a una riduzione degli ordini da tutte le aree a eccezione di quella africana. Nel 2025, invece, gli ordini sono aumentati leggermente rispetto all'anno precedente (+0,7%). Il peso del continente africano è ulteriormente aumentato: 41,3% sull'incidenza totale (24% quello della Libia), con una crescita del 12,3%. Relativamente stabile la situazione dei Paesi ex Urss ( 29,8% sul totale delle importazioni, -3,5% sull'anno precedente), mentre è da registrare il sorpasso dell'America (14,3% sul totale, +21,6%) nei confronti dell'area mediorientale, da cui è arrivato il 12% del fabbisogno totale, con un calo del 27% sull'anno precedente. Dati che sottolineano come, sia per motivi di natura strategica che per cambiamenti nel contesto geopolitico, l'Italia già da qualche avesse ridotto le proprie importazioni di greggio dai Paesi del Golfo. 

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le importazioni di gnl

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Più grande, invece, il peso dell'area mediorientale per quanto riguarda gli approvvigionamenti di Gnl. Nel 2022, 2023 e 2024, infatti, il Paese da cui Roma ha importato più gas naturale liquefatto è stato il Qatar (forniture rispettivamente da 7.289, 8,828, 6.890 milioni di standard metro cubo), seguito dagli Stati Uniti (2.915, 5.295 e 5.177 milioni di standard metro cubo). Al terzo posto un Paese dell'area nordafricana, ovvero l'Algeria (forniture da 2.540, 2.442, 1.927 milioni di standard metro cubo). In queste annate il peso delle importazioni di Gnl su quelle totali di gas è stato rispettivamente del 20, 27 e 25%, dunque in aumento sul 2021, in cui erano pari al 14%.

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