Polifarmacia: quando troppi farmaci diventano un problema e perché serve una revisione periodica
Sempre più persone, soprattutto dopo i 65 anni, assumono più farmaci ogni giorno. Ma quando diventano troppi? E quali sono i rischi reali?
Sempre più persone, soprattutto dopo i 65 anni, assumono più farmaci ogni giorno. Ma quando diventano troppi? E quali sono i rischi reali?
Con l’avanzare dell’età aumentano le diagnosi e, di conseguenza, aumentano anche le terapie. Pressione alta, diabete, colesterolo, dolori cronici: ogni condizione porta spesso con sé uno o più farmaci. Nel tempo, senza quasi accorgersene, la lista può allungarsi fino a diventare complessa da gestire. In medicina questa situazione ha un nome preciso: polifarmacia. Si parla di polifarmacia quando una persona assume cinque o più farmaci al giorno. Non è un’eccezione, ma una condizione sempre più diffusa, soprattutto tra le persone anziane.
Che cosa dice la scienza sulla polifarmacia
—Uno studio pubblicato su Scientific Reports, rivista del gruppo Nature, ha analizzato i dati di oltre 3 milioni di persone con più di 65 anni, seguite per un periodo di circa cinque anni. Si tratta di una delle analisi più ampie mai condotte su questo tema. I risultati mostrano una relazione chiara: all’aumentare del numero di farmaci assunti cresce anche il rischio di ricoveri ospedalieri e aumenta il rischio di mortalità. Non emerge una soglia precisa oltre la quale scatta il pericolo, ma un andamento progressivo. In altre parole, ogni farmaco in più contribuisce, almeno in parte, ad aumentare il rischio complessivo.
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