Lazio, voglia d'impresa contro il Napoli: Sarri va all'attacco con Zaccagni
Il tecnico insegue il terzo successo nel suo ex stadio. Ma la semifinale di Coppa Italia con l’Atalanta condiziona le sue scelte
Il tecnico insegue il terzo successo nel suo ex stadio. Ma la semifinale di Coppa Italia con l’Atalanta condiziona le sue scelte
Stefano Cieri Giornalista 18 aprile - 11:45 - MILANONo, non sarà mai una partita come le altre. Non può esserlo perché Napoli per Maurizio Sarri è stata una tappa fondamentale non solo della sua carriera, ma della sua vita. Lì è nato (anche se poi, già a 5 anni, si è trasferito con la famiglia in Toscana) e sempre lì, una cinquantina d’anni dopo, è "nato" come allenatore di fama internazionale. Prima di arrivare nella città partenopea aveva allenato solo in provincia e sempre nelle categorie inferiori, a parte la stagione precedente, la prima in A con l’Empoli. A Napoli è cominciata la sua seconda vita da tecnico, quella che ha generato oneri e tensioni, fama e delusioni. Dal famoso scudetto perso a 91 punti alla "beatificazione" concessagli dal pubblico napoletano, il triennio napoletano di Sarri è stato tutto un susseguirsi di grandi emozioni.
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—Un grande amore al quale ha fatto poi seguito una fase di malcelata indifferenza. La decisione del Comandante di sedersi, dopo l’anno al Chelsea, sulla panchina della Juventus, non è mai stata "digerita" dai tifosi napoletani. Ed anche le sue "rimpatriate" da avversario al Maradona non hanno aiutato. Sarri è tornato in quello che è stato il suo stadio per quattro volte. Nelle prime due ha rimediato altrettante sconfitte (2-1 alla guida della Juventus nel 2019-20 e 4-0 con la Lazio nel 2021-22). Poi però si è "vendicato" vincendo nelle ultime due occasioni, entrambe con la Lazio: 1-0 nel 2022-23 e 2-1 nella stagione successiva. Successi ottenuti peraltro contro i pronostici, nel primo caso contro il Napoli di Spalletti che avrebbe poi conquistato lo scudetto, l’altro con quello di Garcia, che proprio dopo quel k.o. iniziò la parabola discendente.
Testa a Bergamo, ma...
—A Sarri non dispiacerebbe affatto concedere il tris, ma deve fare di necessità virtù e affrontare la partita di oggi al Maradona con la testa già a quella successiva di mercoledì a Bergamo. Con un campionato in cui i biancocelesti non hanno più nulla da inseguire, la Coppa Italia è infatti diventata l’unico obiettivo stagionale. Le scelte di formazione saranno così dettate dall’esigenza di arrivare nelle migliori condizioni alla semifinale di ritorno con l’Atalanta. Zaccagni, che non è ancora al meglio, giocherà perché deve ritrovare la condizione. Stesso discorso per Basic e Dele-Bashiru e per Cataldi e Patric: faranno staffetta. Il tecnico recupera poi Gila e Maldini che andranno in panchina, ma dovrebbe essere loro concesso qualche minuto nel finale per riprendere confidenza con il campo.
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Pedro idolo
—In panchina, ma pronto ad entrare in campo nella ripresa, ci sarà pure Pedro, che al Maradona sarà accolto come un re. Lo scorso maggio una sua doppietta a San Siro fermò l’Inter sul 2-2 e regalò lo scudetto al Napoli. Da allora è diventato un idolo dei tifosi partenopei.
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