Caserta rinunciò al Re per diventare un regno. E riscattò il Meridione
La Gazzetta dello Sport

Caserta rinunciò al Re per diventare un regno. E riscattò il Meridione

Sabato 18 aprile 2026
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Oscar illuminò con la sua grazia una terra depressa, che sapeva raccogliersi intorno a una squadra composta da tanti ragazzi del posto. Ma quando il cavaliere Maggiò volle fare il salto di qualità scelse di privarsi di lui, e....

C’era una volta un Re che aveva una mano santa, e quella mano benedisse il destino di una città. Poiché quella di Oscar e Caserta è una delle favole più belle dello sport moderno, è così che bisogna cominciare. Un qualche dio benevolo aveva dotato la mano di una sensibilità preziosa, forse perché il Re - come si conviene - era nato in una città del Brasile che aveva echi divini, Natal. Ci aveva pensato poi quell’uomo - il cui nome completo risultava essere Oscar Daniel Bezerra Schmidt - a trasformare la sua “Mão Santa” - di allenamento in allenamento, di tiro in tiro - in una catapulta: da lì partivano palloni le cui parabole terminavano inevitabilmente a canestro, come ci fosse una calamita che lì destinasse esattamente lì e in nessun altro posto al mondo. 

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